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Monopattini elettrici: in vista un nuovo dietrofront?

Pubblicato 21 gennaio 2020

Ormai è il caos: dopo le nuove regole approvate a fine 2019 dal Parlamento, ora il Ministero dei Trasporti vuole cambiare ancora le cose.

Monopattini elettrici: in vista un nuovo dietrofront?

RIBALTONE - Non c’è pace per i monopattini elettrici che sono una delle nuove forme di mobilità in grado di contribuire alla diminuzione di traffico e inquinamento nelle città. Dopo la sperimentazione partita a giugno 2019 solo in alcuni Comuni e in aree limitate, ovvero le zone pedonali (ad una velocità non superiore a 6 km/h), le piste ciclabili e le strade con limite di velocità di 30 km/h (ad una velocità non superiore a 20 km/h), il Parlamento, nelle Legge di bilancio ha sancito che dal 1 gennaio 2020 i monopattini sono equiparati alle biciclette, perciò possono circolare liberamente. Ma, evidentemente il Ministero dei Trasporti non è d’accordo, visto che ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe che, di fatto, ripristina la vecchia situazione. Insomma, l’ennesimo ribaltone delle regole che destabilizza clienti ed operatori professionali. Il decreto è ora vaglio del Parlamento.



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Ritratto di Mamg
21 gennaio 2020 - 13:14
Governo di Dilettanti allo sbaraglio! Se x decisioni semplici come questa cambiano idea 1000 volte non c’è da stupirsi che l’Italia non abbia una politica industriale di lungo periodo! Che pena!
Ritratto di remor
21 gennaio 2020 - 13:20
Personalmente, seppur da potenziale futuro fruitore, in verità preferirei che nelle aree pedonali eventuali monopattini elettrici venissero portati a mano (nel senso laddove come per le bici ossia scendendo e spingendo dal manubrio). In aggiunta sicuramente ok niente targa, bollo, assicurazione; ma di contro preferirei si prevedesse il casco come anche per le bici elettriche (cioè ci si fanno tante paranoie per le auto che oggi prendono meno di 4 stelle euroncap e sarà pure giusto come atteggiamento ma la sicurezza a sto punto dovrebbe camminare di pari passo su tutti i mezzi con cui ci può spostare)
Ritratto di Andre_a
21 gennaio 2020 - 14:35
Ricordo uno studio riguardo al casco sulle biciclette: dicevano che l’obbligo crea più danno, in quanto molte persone preferiscono andare in macchina piuttosto che mettersi il casco. È vero che la bici ha un aspetto salutare che il monopattino elettrico non ha: se pedali tutti i giorni sei una persona più sana quindi vai a gravare meno sulle casse dello Stato, ma penso che anche col monopattino si può fare un discorso simile. Se vogliamo togliere più auto possibile dai centri città, la mobilità alternativa deve essere incentivata al massimo. Meglio qualche testa aperta in più e qualche tumore in meno. Detto questo, sono favorevole al casco e in bici lo metto sempre, ma punterei all’educazione piuttosto che all’obbligo.
Ritratto di remor
21 gennaio 2020 - 15:25
Anche il divieto di fumare, ad esempio, nei locali pubblici dicevano (sondaggi?) avrebbe mandato in fallimento il settore, e invece poi la gente si è adattata e anzi nei locali penso ci si vada (le nuove generazioni stanno sempre a "localeggiare" fra colazioni e aperitivi e caffettini in compagnia) con maggior frequenza e in maggior percentuale con piacere di quanto non si facesse prima; probabilmente anche un ragazzo che non fuma si trova meglio a passare volendo un intero pomeriggio invernale nel bar o sala giochi o quello che sia e la sera ritirarsi a casa senza necessariamente "odorare" di posacenere (inoltre i suoi polmoni ringrazieranno, cosa tutt'altro che secondaria). Fra bene della collettività (intesa anche come limitazione della spesa sociale per infortuni autoindotti nell'uso di un mezzo per spostarsi) e visione/preferenza personale io opterei decisamente per l'appoggio del primo, poi degustibus... (ad ogni modo lo stretto riferimento del casco nel precedente commento era alle bici elettriche, in particolare)
Ritratto di Andre_a
21 gennaio 2020 - 17:16
C’è una differenza fondamentale col fumo nei locali pubblici: il fumatore danneggiava anche gli altri clienti, il monopattinista/ciclista senza casco solo se stesso. Si può dire che danneggia il servizio sanitario, ma ci sono già tantissime cose che fanno male alla nostra salute e sono legali. Più che al divieto di fumo nei locali pubblici, l’obbligo del casco lo paragonerei a un divieto assoluto di fumare, ovunque, anche a casa propria. Anche il discorso di Oxygenerator qui sotto ha senso: la maggior parte dei monopattini da 500w che ho visto hanno una velocità di punta di 20km/h, le bici a pedalata assistita smettono di assistere a 25: sono velocità che si raggiungono anche a corsa, tu te lo metteresti il casco per andare a correre? Infine, non ho dati a riguardo, ma aggiungo una piccola esperienza personale: mio padre e molti suoi coetanei hanno smesso di andare in moto quando il casco è diventato obbligatorio (e l’hanno sostituita con la macchina, non con la bici o i mezzi pubblici).
Ritratto di remor
21 gennaio 2020 - 17:39
1 La similitudine era prettamente relativamente al discorso ---limiti la libertà di una persona (seppure nell'interesse di qualcuno che possa essere innanzitutto il suo prima ancora eventualmente di chi gli sta intorno) e si prevede che un settore (i locali, a cui si rinuncerebbe per poter continuare a fumare) piuttosto che un potenziale comportamento virtuoso (rinunciare, causa fastidio del caschetto, all'andare in bici piuttosto che in auto) si sondaggia/presume possa risentirne---. Altrimenti avrei potuto fare semplicemente l'esempio di qualcosa molto analogo al caschetto come le cinture di sicurezza in auto: magari a qualcuno gli sgualcisce gli abiti e cose similari per cui preferirebbe fosse facoltativo metterla visto che nel peggiore dei casi ne subisce i danni solo lui (ma avevo evitato perché appunto gli abiti stropicciati, anche al netto del fatto che oggi i più si sono convinti che la cinta vada messa, """oggi""" apparirebbe alquanto inaccettabile come motivazione, ripeto """oggi""")
Ritratto di remor
21 gennaio 2020 - 18:17
2 (procedo per punti) Se una persona con le sole proprie capacità fisiche riesce ad andare a 25Km/h potenzialmente gli faccio guidare anche un Jet, fermo restando che se pure essendo giovane cadi (e non sei abituato/preparato come può esserlo un atleta tipo un calciatore cui spesso capita come evento) in particolare su asfalto correndo a 25km/h secondo me i segni che ti lascia poi te li ben ricordi; figuriamoci se tanto giovane non sei più. Quindi, procedendo nel discorso, a chi invece a 20-25-30km/h ci arriva col semplice riflesso di schiacciare un pulsante su un manubrio o fare un giro di pedale ogni 5 secondi, innanzitutto il jet non lo affiderei con altrettanta facilità ed inoltre mi sentirei di ritenere che nella categoria delle persone che così "elettromeccanicamente" riescono a fare i 25km/h ci possa essere anche chi (e non pochi) in caso di caduta innanzitutto causa riflessi poi si possa fare con alta probabilità mooolto male, e magari """almeno""" un caschetto nel suo piccolo aiuterebbe.
Ritratto di remor
21 gennaio 2020 - 18:20
3 in famiglia qualcuno si tolse la vespa quando diventò obbligatorio targare (e assicurare) anche i 50ini (mi sa che il bollo si pagava anche prima). sono scelte...
Ritratto di Andre_a
21 gennaio 2020 - 23:44
Le ricerche sull’obbligo del casco in bici in effetti dicono tutto e il contrario di tutto, temo che la diffusione e la pericolosità di questi mezzi la vedremo solo col tempo. Io credo che il primo obiettivo debba essere la diffusione di questi mezzi, quindi almeno all’inizio sarei il più liberale possibile. Di sicuro, rispetto a quello che propongono più in basso (targa, assicurazione, circolare solo su piste ciclabili...), l’obbligo del casco sarebbe di gran lunga il più accettabile.
Ritratto di remor
22 gennaio 2020 - 06:48
Tutti in bici x il giretto domenicale invece che tutti o quasi in auto sarebbe di certo un geande traguardo a livello di mentalità e non si può che auspicarselo, ovviamente. Tornerei comunque a specificare che il mio discorso sul casco era prioritariamente per i mezzi elettrici che per giungere a 20-25-30km/h non richiedono alcuna particolare condizione fisica (schiacci un pulsante o giri lentamente i pedali) la quale poi faccia relativamente da scudo se a quella velocità ci caschi dal mezzo
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