STANGATA SENZA CONTROLLO - Comuni nel mirino in fatto di multe inviate a casa dei proprietari delle auto: riferendo al parlamento, l’Antitrust parla di “evidenti abusi" sulle spese di accertamento dei verbali. Il problema, evidenzia il Garante, è che "non esistono attualmente criteri oggettivi di quantificazione fissati dal legislatore". Pertanto, ogni ente locale agisce secondo la sua piena discrezionalità. Si arriva a cifre iperboliche, anche 15 euro per ogni sanzione. Ma perché tutti questi soldi per una multa? Ci sarebbero costi di stampa e postalizzazione, quelli per l’acquisto e la manutenzione dei palmari per la rilevazione delle infrazioni. Più la manutenzione delle apparecchiature e del software di gestione del servizio. Eppoi moduli autoimbustanti, redazione delle distinte delle raccomandate, visure alle banche dati della Motorizzazione.
TOTALE BOOM - Così, l’automobilista paga il verbale (poniamo 90 euro), più i costi di accertamento (fino a 15 euro), più le spese di notifica (altri 9,5 euro). Totale, ben 124,5 euro. Tutto in regola, comunque, secondo l’articolo 201 del codice della strada: le spese di accertamento e di notificazione sono a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.
E GLI AUTOVELOX? - Tema scottante, quello delle multe. Di recente, Simone Baldelli (presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla tutela dei consumatori) ha denunciato come molti comuni non abbiano ancora comunicato i dati sui proventi delle multe del 2020. E come, dal lontano 2010, si sia in attesa di un decreto che stabilisca la spartizione delle entrate da autovelox fra i comuni e i proprietari delle strade extraurbane (come le regioni e lo Stato).











