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Le multe arriveranno via email

18 gennaio 2018

Potrà riceverle chi ha un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec), tutti gli altri continueranno a riceverle per posta ordinaria.

Le multe arriveranno via email

MULTE “LEGGERE” - L’importo delle multe “lievita” spesso per effetto dei costi di notifica, ovvero le spese sostenute dalle forze di polizia per inviarle nei casi in cui l’infrazione non venga notificata sul posto. In questi casi infatti la multa è spedita sotto forma di raccomandata e sono i multati a dover sostenere gli oneri della spedizione. La procedura cambierà in seguito al decreto pubblicato negli scorsi giorni sulla Gazzetta Ufficiale, il documento in cui vengono emessi i nuovi testi legislativi e atti pubblici, che rende operativa una legge approvata ben cinque anni fa: gli automobilisti potranno ricevere la multa nella propria casella di posta elettronica certificata (Pec) senza le spese di notifica, visto che la multa arriva in forma digitale e non nella buca delle lettere. 

BASTA UN CONTROLLO - Nel decreto è presente l’esempio di un caso specifico, in cui la Polizia ferma un automobilista che ha violato il Codice della Strada. Gli agenti chiedono alla persona se possiede un indirizzo Pec, l’indirizzo di posta elettronica tramite il quale è possibile inviare e ricevere comunicazioni o documenti con un elevato livello di sicurezza, che in Italia ha lo stesso valore legale della raccomandata con ricevuta di ritorno. In caso di risposta positiva la multa verrà spedita a questo indirizzo; in caso opposto, gli agenti sono tenuti a controllare nei “pubblici elenchi cui abbiano accesso” per scoprire se l’automobilista abbia o meno la Pec. Se la persona non ha per davvero un indirizzo di posta elettronica certificata allora la multa verrà spedita tramite raccomandata, portando con sé le spese di notifica. 

NON SI PUÒ FARLA FRANCA - L’email con allegata la multa dovrà avere come oggetto la frase “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada” e includere una serie di informazioni, a partire dal nome e dall’indirizzo dell’ufficio che scrive fino all’elenco pubblico da cui viene estratto l’indirizzo di Pec. Gli automobilisti non dovranno pensare di farla franca semplicemente per non aver letto l’email, perché questa si intende consegnata anche se non abbiamo letto il testo.





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Ritratto di anarchico2
18 gennaio 2018 - 16:59
Mi apro subito la pec per ricevere prima le multe (lol)
Ritratto di 350z
18 gennaio 2018 - 17:51
Dovrebbe essere facoltativo per un utente comunicare la propria PEC a qualcuno, al pari del proprio numero di cellulare (infatti fino a poco fa era così). L'AGCOM e il Garante della Privacy cosa fanno per tutelare gli utenti? Vi sembra normale che se io apro una PEC (magari perché l'ho ricevuta gratis insieme con un piano hosting) e non l'ho mai usata lo Stato inizi all'improvviso e contro la mia volontà e senza alcuna informazione a comunicare con me tramite la mia PEC che magari neanche controllo? Rodotà ci manchi tanto ...
Ritratto di Thresher3253
18 gennaio 2018 - 20:02
Non prendere multe in primo luogo e vedrai che il problema non si palesa.
Ritratto di 350z
19 gennaio 2018 - 14:59
E' come dire a chi si batte contro la pena di morte "rispetta le leggi così non sarai ammazzato". Sei laureato in legge tu, si vede subito ...
Ritratto di Thresher3253
20 gennaio 2018 - 12:36
Non credo proprio che si possano mettere sullo stesso piano le due cose, anche perché il punto degli oppositori della pena di morte (tra cui anche me) sta nell'abrogazione della pena stessa piuttosto che nelle modalità di somministrazione, specie in luce dei numerosissimi casi di condanne inadeguate effettuate da paesi "avanzati" come Cina e America. Oltretutto se hai una PEC (gratis o meno) vieni informato della notifica della contravvenzione, quindi la scusa del "magari non la controllo neppure" non regge perché sai che ti arriverà.
Ritratto di pinopinopino
20 gennaio 2018 - 21:51
Perchè invece lo stato non mette le notifiche delle multe nella tua cassetta della posta anche se tu non vuoi vero?
Ritratto di otttoz
18 gennaio 2018 - 19:41
bene! che arrivino le multe sulla PEC di comuni ed enti preposti alla manutenzione delle strade e che invece le lasciano nel degrado costringendo gli automobilisti a costose riparazioni!
Ritratto di AlphAtomix
19 gennaio 2018 - 09:30
E chi è il furbo che si vuole privare dei 90 giorni? Senza contare che voglio vederli io con gli indirizzi particolari scritti magari in inglese. Di certo una o due lettere gli scappano.
Ritratto di 350z
19 gennaio 2018 - 15:02
Se "scappano" perché glielo detti male la polizia becca la ricevuta di mancata consegna e siccome hai firmato il verbale poi son fatti tuoi. Se invece non vieni fermato al momento dell'elevazione del verbale la tua pec viene ricercata da registri in cui tu compari contro la tua volontà (tutte le aziende che concedono una pec la comunicano allo Stato Italiano che quindi le conosce tutte) e non crederai mica che la pec è ricopiata "a mano"?
Ritratto di Thresher3253
20 gennaio 2018 - 12:46
"da registri in cui tu compari contro la tua volontà" Non credo proprio dato che di contratto l'apertura della PEC prevede l'accettazione o il rifiuto di essere inserito nei registri pubblici secondo il decreto sulla privacy. Se compari in ogni caso pur avendo espresso la tua volontà di non essere inserito la notifica é legalmente nulla. Inoltre alcuni elenchi pubblici come l'Indicepa non possono essere utilizzari per queste finalità. Copio e incollo dal loro sito: Non utilizzabile ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale.
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