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Multe a Milano: consegnate troppo tardi (o no?)

27 novembre 2014

Il Ministro dell’Interno ha scritto alla Prefettura di Milano che chiedeva lumi sulle multe notificate dal Comune milanese dopo più di 90 giorni l’infrazione.

Multe a Milano: consegnate troppo tardi (o no?)
ISTITUZIONI CONTRO - C’è un altro capitolo nella querelle in materia di gestione delle norme del Codice della strada. Ancora una volta al centro della polemica ci sono Autovelox e simili, quanto al contesto è quello del Comune di Milano, ma la questione vale non solo lì. Ma soprattutto, ancora una volta si è di fronte a una norma di legge di interpretazione controversa; e questo non da parte di due privati cittadini (caso diffuso e deprecabile comunque) ma di due istituzioni: il Comune di Milano e il Ministero dell’Interno.
 
OPINIONI DISCORDANTI - L’argomento in questione sono i tempi entro cui deve avvenire la notifica del verbale che contesta la violazione dei limiti di velocità rilevata con dispositivi come l’Autovelox e simili. La vicenda è tornata in primo piano con una lettera inviata dal Ministero dell’Interno alla Prefettura di Milano, che aveva interpellato il dicastero per sapere quale fosse la giusta interpretazione della norma: e cioè se i 90 giorni si devono contare dal giorno della violazione, o se dal giorno in cui gli organi di Polizia hanno a disposizione la prova strumentale con l’identificazione del veicolo protagonista. Il Comando dei Vigili di Milano da tempo segue una prassi basata su questa seconda interpretazione, con il conseguente proliferare dei ricorsi alla Prefettura contro le multe. 
 
LETTERA DOUBLE FACE - Purtroppo però la nota del Ministero è tale che in pratica entrambi i sostenitori delle due tesi gridano vittoria, perché ritengono che il Ministero abbia dato loro ragione. Da un lato il capogruppo della Lega, all’opposizione della giunta Pisapia, ha affermato che il Ministero condivide i dubbi di chi non condivide il superamento sistematico del termine dei 90 giorni (che si verifica a Milano). Dall’altra l’Assessore ai Vigili Urbani di Milano ha affermato che la nota del Ministero riconosce la correttezza del comportamento dei Vigili.  Val la pena allora vedere che cosa dice la nota del Ministero.
 
COSÌ LA LETTERA DEL MINISTERO - «Si riscontra la nota - si legge nella lettera del ministero - di codesta Prefettura con la quale è stata evidenziata la prassi, adottata dal Comune di Milano, di far decorrere i 90 giorni - termine per la contestazione degli illeciti rilevati tramite sistema remoto - non dalla data di commissione degli stessi, bensì da quella in cui gli operatori visionano i fotogrammi e associano i dati della targa a quelli del proprietario del veicolo (e obbligato in solido). Al riguardo, ferma restando la competenza esclusiva dell’Organo territoriale in merito alla decisione dei ricorsi, si rappresenta che le perplessità manifestate da codesto Ufficio appaiono condivisibili. Infatti, già a far tempo dalla sentenza n. 198 del 10 giugno 1996, depositata il successivo 17 giugno, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del I comma dell’articolo 201 del codice della strada, nella formulazione all’epoca vigente, nella parte in cui non fa decorrere il termine per la notificazione “comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in gradi di provvedere alla loro (dei trasgressori o degli obbligati in solido) identificazione”. Appare pertanto indubbio che le ragioni che possono legittimare gli enti cui appartengono gli organi accertatori a superare tali limiti non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne».
 
QUANDO COMINCIARE A CONTARE? - Chi è contro la posizione del Comune sottolinea come il Ministero condivida le perplessità della Prefettura sulla prassi di superare normalmente i 90 giorni. Dall’altra il Comune dice che la lettera ministeriale conferma il corretto comportamento dei Vigili milanesi, perché la norma a cui la nota del Ministero fa riferimento è l’articolo 201 comma 1 del Codice della Strada che recita: «La notificazione può essere effettuata agli stessi (trasgressori) entro 90 giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere all’identificazione».
 
INFRAZIONI DECUPLICATE - Non solo. L’assessore sottolinea come la lettera del Ministero affermi che il superamento di 90 giorni è ammesso in seguito a fattori esterni, e nel caso di Milano l’eccezionalità c’è, è l’esorbitante crescita delle infrazioni rilevate negli ultimi mesi. L’assessore ricorda come nel 2013 le multe contestate in seguito a rilevamento automatico della velocità sono state 7.695, mentre quest’anno, dal 10 marzo al 14 settembre, con l’installazione di sette nuovi autovelox in aggiunta all’unico precedentemente installato si è arivati a 740.095 infrazioni rilevate. Un numero che inevitabilmente ha rallentato e rallenta l’esecuzione della pratica burocratico-amministrativa. 
 
ALTRE PRESE DI POSIZIONE - Ciò detto, a non sapere che cosa pensare è l’automobilista, a cui non resta che attendere il prossimo immancabile passaggio della polemica-diatriba interpretativa.
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Ritratto di AlphAtomix
27 novembre 2014 - 10:06
semplice. 90+ giorni = non si paga - 90 giorni = caccia il grano E' inutile cercare scuse, se proprio c'è questo aumento di lavoro possono assumere 2 giovani in più. Tanto a leggere il numero di targa da una foto non mi pare che richieda corsi formativi...
Ritratto di Mauro Facchetti
29 novembre 2014 - 08:45
Concordo in pieno!! alphatomix for president!!!
Ritratto di diomiguardi
28 novembre 2014 - 15:43
È semplice, il conteggio dei giorni parte dal giorno della contestazione. Sono un legale e ho fatto numerosi ricorsi tra Roma e Bologna per la stessa motivazione, ricorsi tutti vinti. La motivazione è che il notificato deve avere date certe, e queste emergono solo dai documenti in suo possesso prima del ricorso, quindi in caso contrario vi è lesione di diritto di difesa. Sconsiglio vivamente di presentare ricorso senza l'assistenza di un legale, perché la motivazione del ricorso deve essere dettagliata ed adeguata,in caso contrario lo perdereste. In alcuni casi sono riuscito ad ottenere la vittoria e la condanna alle spese legali,mentre in altri solo vittoria senza con spese compensate. Un cliente che ha avuto le spese compensate mi ha dato mandato per ricorerrere solo sulle spese,e il ricorso è attualmente pendente,con ragionevoli speranze di vittoria.