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Nel 2010 l’auto ha messo il turbo

31 dicembre 2010

In Borsa volano i titoli delle principali case, spinte dalla domanda proveniente dalle economie emergenti. In un anno, il valore delle azioni della Fiat è cresciuto del 49,5%, mentre la BMW ha guadagnato addirittura l’86%. Segno meno, invece, per la Toyota: i suoi titoli hanno perso il 17%, affondati dai richiami e dalle multe che hanno tormentato la casa giapponese negli ultimi tempi.

BOOM DEL LINGOTTO - Nonostante la crisi economica e il crollo delle immatricolazioni europee, il 2010 non è andato poi male per le case automobilistiche, considerato che i loro titoli hanno segnato in Borsa tassi di crescita generalmente a due cifre. Segno che gli investitori, rassicurati dal boom della domanda di veicoli in mercati emergenti come quelli di Cina, India e Brasile, continuano ad avere molta fiducia nel business delle quattro ruote. Basta dare un’occhiata alle azioni del gruppo Fiat, il cui valore è salito del 49,52% nel corso del 2010. In altre parole, se ieri, alla chiusura di Piazza Affari, per comprare un titolo del Lingotto ci volevano 15,43 euro, il primo gennaio scorso ne bastavano una decina. E dire che questo è stato pure un anno da dimenticare per la Borsa italiana, che ha perso complessivamente il 12%.

LE ALTRE CASE NON SONO DA MENO
- Il gruppo torinese è andato bene, certo, ma non è stato il migliore. Secondo i dati elaborati dal Sole 24 Ore, nel corso del 2010 le azioni della Ford hanno complessivamente guadagnato il 67% e quelle della BMW addirittura l’86%. Niente male anche per Porsche, Daimler e Volkswagen, cresciute del 36-38%, mentre la Renault e la Peugeot si sono dovute “accontentare” di restare nei pressi del +20%. È invece andata male per la Toyota: la performance di Borsa dei titoli del colosso giapponese ha risentito dei maxi richiami di veicoli difettosi e delle multe record versate al Tesoro degli Stati Uniti. Per questo, hanno lasciato sul campo il 17% di quello che valevano il primo gennaio scorso.

IN ATTESA DI FIAT INDUSTRIAL - L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non ha quindi nulla di che lamentarsi. Tanto più che, nei giorni scorsi, è riuscito a portare a casa l’accordo con i sindacati per il rilancio dello storico stabilimento di Mirafiori. Un’intesa che, malgrado l’opposizione delle tute blu della Fiom, che ha indetto uno sciopero per il 28 gennaio, avrà probabilmente ripercussioni positive sull’andamento dei titoli in Borsa (sempre che la politica non ci metta lo zampino). In ogni caso, a spingere verso l’alto le azioni del Lingotto nell’anno appena trascorso è stata l’approvazione, alla fine di aprile, dello scorporo dal gruppo principale di tutte le attività “non auto”. Detto altrimenti, i veicoli industriali della Iveco e quelli agricoli della Cnh confluiranno nella nuova Fiat Industrial, che da lunedì sarà quotata autonomamente a Piazza Affari. In questi giorni, non sono pochi gli esperti di finanza che si sbilanciano in previsioni su quanto potranno valere i nuovi titoli. Secondo l’agenzia finanziaria Bloomberg, ripresa dal quotidiano di Confindustria, il prezzo delle azioni della nuova società dovrebbe aggirarsi sui 9 euro e mezzo, circa tre in più di quello che si stima varranno i titoli dell’alleggerita Fiat Spa.

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Ritratto di Gianfranco84
2 gennaio 2011 - 19:26
Quasi un + 50% penso che sia un risultato notevole soprattutto considerando la crisi economica del mondo occidentale,perchè in Cina,India,Brasile le cose vanno molto bene,grazie soprattutto al Brasile che la Fiat ha ottenuto questo risultato.Dopo la Fiat,spero che metta il TURBO l'Italia creando occupazione,magari eliminando gli sprechi e investendo bene i soldi di noi cittadini,magari eliminando le province"che non servono a niente solo ad ingrassare ulteriori politici"presidente provinciale e vari assessori",solo le province costano miliardi di Euro all'anno all'Italia,poi visto che l'italia è priva di risorse naturali"petrolio,gas" anche questo fà spendere miliardi di euro all'anno a beneficio dei paesi emergenti,medio orinete in prims,Libia,Algeria,Iran,Queit,costruire centrali nucleari,è l'unico modo per"risparmiare,non sono inquinanti,ci son vari modi per smaltire le scorie",sè pensiamo che al confine italiano ci son centrali nucleari da decenni"parlo della Francia",le centrali nucleari sono presenti in tutte le grandi nazioni del mondo tranne l'Italia"giusto di questo passo non so fino a quando resteremo la 7° potenza al mondo,vedo un bel scivolone a breve,la Corea bussa alla porta,come anche il Brasile e tanti altri,ovviamente i soldi risparmiati dall'eliminazione di province e alla costruzione di centrali nucleari con la conseguente minor domanda di gas e petrolio,andranno a beneficio dei giovani"ricerca",lavoro"abbassamento delle tasse alle imprese e l'agevolazione alle imprese ad assumere operai",alzare le pensioni alle persone più bisognose,questo sarebbe un sogno,spero diventi realtà.
Ritratto di follypharma
3 gennaio 2011 - 09:52
2
pero' mi ricordo che la fiat ha gia' avuto valori di 15 euro per azione negli anni passati, idem per le altre case...in realta' a inizio anno i valori azionistici delle case automobilistiche erano molto bassi perche' venivano da una crisi profonda, persino la bmw aveva valori molto bassi, quest'anno hanno recuperato cio' che avevano perso ..(il che e' comunque molto positivo confontato con altri settori che non hanno recuperato tipo le banche)
Ritratto di Franchigno
3 gennaio 2011 - 14:26
Per uscire dalla crisi deva fare solo due cose...Puntare sulla qualità e sopratutto abassare i prezzi ci riuscirà?data la loro ingordigia ci credo poco però.....
Ritratto di nobilex
3 gennaio 2011 - 18:33
Cavolo! Se la mia azienda fattura il 30% meno dello scorso anno, il valore della stessa non può essere superiore, anzi. Se aumenta pur fatturando meno io la definisco SPECULAZIONE!!! E non certo a vantaggio di molti, ma sei soliti pochi. Già, ma chi? A me questo mondo economico virtuale piace sempre meno... alla fine ci scapperà il botto finale (ci siamo già andati vicini e i presupposti sono ancora tutti lì). E allora saremo 6 miliardi e 499 milioni di morti di fame e un milione di persone (o meno) che avranno tutto (ma che saranno massacrati dai morti di fame). Catastrofico? Mica tanto...
Ritratto di Bicroma
6 gennaio 2011 - 21:03
BMW, sale, sale pù di prima... comunque complimenti ai grandi marchi che sanno fare la differenza