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Nissan Futures: l’elettrica va alla  carica… bidirezionale 

11 maggio 2016

Vetture che “restituiscono” corrente alla rete e una "maxi-pila" domestica derivata dalle batterie usate delle Leaf tra le novità di Nissan Futures.

Nissan Futures: l’elettrica va alla  carica… bidirezionale 

"SCAMBIO" D'ENERGIA - Si svolgono in questi giorni i Nissan Futures, una serie di incontri nei quali la casa giapponese e i suoi partner presentano studi e prodotti sulla mobilità. Quest’anno, una delle notizie di spicco è l’annunciato avvio di una sperimentazione con l'Enel che vedrà coinvolte 100 vetture elettriche Leaf: una volta collegate alla rete, I cicli di ricarica delle auto verranno gestiti da un'intelligenza artificiale centralizzata che comanderà la carica e la scarica delle batterie, prelevando e cedendo energia alla rete. Lo scopo di questa ricarica bidirezionale? Stabilizzare i picchi di domanda e offerta di corrente: immettendone nel sistema quando ne serve di più, e riassorbendola quando viene prodotta in eccesso (per esempio quando, di giorno, i pannelli solari producono più del fabbisogno). Il tutto gestito in maniera automatica, e con un controvalore per l’energia ceduta dall’auto. Un esempio? Lasciandola in sosta, connessa alla rete, in occasione di un lungo viaggio aereo, sarà possibile indicare con un'app per quanti giorni il sistema potrà disporre liberamente della batteria del veicolo, ricevendo in cambio l'equivalente del costo del parcheggio occupato all'aeroporto.

LA "PILONA" DOMESTICA - Collegata a questa sperimentazione è la Xstorage, una batteria da muro (alta più di un metro e pesante 70 kg) con inverter integrato prodotta dalla Eaton, che impiega celle agli ioni di litio ricavate da quelle usate delle Nissan Leaf. Con i suoi 4,2 kW di potenza, è pensata per portare la ricarica bidirezionale nelle case (anche chi non ha un'auto): in Gran Bretagna sarà in vendita dall'autunno (per poi sbarcare nel resto dell'Europa) e costerà circa 4000 euro più tasse, installazione compresa. Pensata per una vita che va dai 12 ai 15 anni, promette (secondo i calcoli della Eaton stessa) di rientrare nell'investimento in 4-5 anni, grazie alla vendita della corrente nei momenti di massima richiesta da parte della rete. Inoltre, funziona anche come "tampone" durante i black-out, alimentando da sola una casa media per qualche ora.

FACCIO IL “PIENO” IN MOVIMENTO - A Nissan Futures si è parlato anche delle stazione di rifornimento del futuro, prospettando scenari nei quali queste semplicemente… non esisteranno: le auto si potranno ricaricare in movimento o in sosta, senza fili, grazie a speciali "placche" annegate nell'asfalto. Fantascienza? Non tanto, visto che i primi prototipi esistono già e che alla Nissan promettono che ne vedremo qualche applicazione pratica già entro cinque anni. Se i tre progetti paiono promettenti, è però vero che il mercato europeo è tutt'altro che omogeneo, come anche le leggi nazionali: in molti paesi non è ancora previsto, per esempio, che un privato possa vendere energia elettrica.

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