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Nissan Leaf, la terza generazione cresce in autonomia

16 ottobre 2015

L’autonomia dichiarata dalla Leaf passa da 199 a 250 km, grazie a un nuovo pacco batterie da 30 kWh in luogo del precedente da 24.

Nissan Leaf, la terza generazione cresce in autonomia
TERZO STEP - Il progresso tecnologico è testimoniato dai numeri: la terza generazione della Nissan Leaf ha un’autonomia dichiarata di 250 km, il 26% in più rispetto ai 199 km del 2013 (nel 2010, anno di lancio della prima edizione, erano 175). Un risultato reso possibile dalla nuova batteria di 30 kWh (prima, 24): le dimensioni della vettura (lunga 445 cm, larga 177 e alta 155) restano identiche, ma il suo peso sale di 21 kg. La batteria (garantita otto anni) alimenta il motore da 109 CV. La ricarica può essere effettuata in due modalità: standard, in 4-8 ore, o rapida (all’80% del totale) in 15 minuti. L’obiettivo della Nissan è semplice: eliminare (o limitare il più possibile) l’ansia di restare “a terra” nel bel mezzo di un viaggio. Seconda novità, il sistema NissanConnect EV, con un’inedita mappa di ricarica, capace di mostrare quali colonnine siano disponibili e quali siano utilizzate. In più, c’è una nuova antenna montata sul tetto, e ora la carrozzeria è disponibile anche in colore bronzo.
 
 
IN “PROVA SPECIALE” - Abbiamo provato la Nissan Leaf in Francia, sulla Costa Azzurra, da Nizza fino ai 1607 metri del Col de Turini (storico teatro di una celebre prova speciale del Rally di Montecarlo) e ritorno: 160 km  nei quali la  Leaf si è confermata molto facile da guidare, grazie allo sterzo leggero, e comoda (ma non certo sportiva). Ovviamente, in salita la batteria si scaricava più rapidamente, ma si riprendeva in discesa, grazie al recupero dell'energia. Con un’occhiata allo schermo si tiene tutto sotto controllo: l’icona della “pila” è analoga a quella degli smartphone (all’arrivo, avevamo ancora un 26% di carica). Resta il fatto che l’autonomia effettiva dipende da diversi fattori quali la velocità e lo stile di guida, il tipo di strada e di percorso, la temperatura esterna e l’uso del climatizzatore. Come nella versione attuale, è possibile effettuare la ricarica da casa, da stazioni di ricarica pubbliche o dalla rete di ricarica rapida (400 V, trifase). 
 
 
QUANTO COSTA - In Italia, sarà possibile ordinare la Nissan Leaf 30 kWh da novembre 2015, e le prime consegne saranno da gennaio 2016. La versione d’ingresso è la Acenta Flex 30, da 28.990 euro con batteria a noleggio per 79 euro euro al mese (per 36 mesi, fino a 30.000 km annuali), o a 34.890 euro acquistando anche la batteria. È possibile, infine, un finanziamento che prevede un anticipo di 7.920 euro e 36 rate mensili da 299. Nel mondo, dal 2010, ne state vendute 100.000; in Italia, i numeri per il momento non sono eccezionali, per la mancanza di incentivi e per un’infrastruttura (colonnine di ricarica) da modernizzare.
Nissan Leaf
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Ritratto di freaklondon
16 ottobre 2015 - 18:21
Che tristezza quando le auto saranno tutte elettriche!
Ritratto di PongoII
16 ottobre 2015 - 18:31
7
Ti capisco, purtroppo credo che in un futuro che forse non vedrò le alimentazioni alternative saranno non la maggioranza ma le uniche a far muovere i veicoli. Ricordiamoci che il computer che ha portato (si dice) l'uomo sulla Luna aveva 64 KB... quindi quello che ora è di nicchia un giorno potrebbe rivelarsi all'estremità opposta
Ritratto di tommaso tampucci
16 ottobre 2015 - 18:50
non ne sarei così sicuro... con la tecnologia attuale le macchine elettriche non potranno mai sostituire quelle a combustione interna (semplicemente perchè non ci sarebbe abbastanza litio). se mai le ibride, quelle sì. ps: occhio che in gergo tecnico "alternativo" significa che si muove di moto alternato, quindi cilindri e combustione (scusa ma è venuto fuori l'ingegnere che è in me XD)
Ritratto di Yellowt
16 ottobre 2015 - 19:04
Leggevo che il litio è virtualmente riciclabile all'infinito visto che quello che degrada nelle batterie moderne sono gli "elettrodi". La stima era che dagli anni '10 agli anni '30 l'occidente avrebbe accumulato abbastanza litio da poter sostenere la richiesta esclusivamente col riciclaggio di quello già estratto. Di conseguenza non credo che vi sia scarsità...
Ritratto di PongoII
16 ottobre 2015 - 22:50
7
Scusa lo strafalcione tecnico: anch'io nel mio campo sono preciso e ti capisco. Comprendo un po' meno come un ingegnere, anziché essere stimolato, non sia fiducioso nelle risorse non fossili per la mobilità del futuro. Attualmente, ritengo che costi, ricariche ed autonomie siano i veri detrattori dell'auto "diversamente mosse". E molto incide anche la cultura: ci si indebita per un cellulare evoluto di "soli" 700 euro con l'autonomia pari alla vita di una falena e si fa gli schizzinosi su quello che io ritengo sia il concetto di mobilità della seconda metà del secolo. Avendo 42 anni non dovrei vedere quei giorni, ma essendo al contempo padre di 4 figli, vorrei che il loro futuro non fosse avaro di opportunità ed aria pulita. Ciao
Ritratto di tommaso tampucci
17 ottobre 2015 - 09:43
Non è che non sia stimolato dalle risorse non fossili... magari tra una decina di anni, quando si inventeranno nuovi tipi di batterie, l'elettrico sarà veramente l'ipotesi più realizzabile per ridurre le emissioni. Ma oggi, secondo me, ci sono tecnologie con molte più potenzialità (vedi ibrido e metano) sulle quali converrebbe concentrare gli investimenti, in attesa di eventuali progressi in campo batterie.
Ritratto di PongoII
17 ottobre 2015 - 12:11
7
Perfettamente d'accordo. Comunque credo sia che la tecnologia a gas (metano e gpl) abbia raggiunto un ottimo livello, sia che per avere batterie efficienti tra 20 anni occorra cominciare adesso a lavorarci su. I telefonini insegnano... Ciao
Ritratto di freaklondon
17 ottobre 2015 - 13:11
Sono d'accordo infatti vado a gpl inquino pochissimo e spendo poco... In attesa di tecnologie alternative realmente utilizzabili (intendo al giusto prezzo e con autonomia ed infrastrutture accettabili). Certo è che i prezzi potranno scendere quando si allargherà la produzione e si saranno un po' ammortizzati i costi di ricerca.. Un po' un cane che si morde la coda...salvo scoperte tecniche che taglino i costi direttamente. Ciao
Ritratto di Eriol
18 ottobre 2015 - 00:11
Sulle potenzialità del metano, concordo, ma su quelle dell'ibrido no. L'apporto del motore elettrico è molto marginale e le prestazioni complessive sono quelle che si possono ottenere con un buon diesel. Poi continuo a non capire perché da noi si snobbino combustibili diversi, come ad esempio, il metanolo che in Sud America utilizzano da decenni.
Ritratto di querelle61
19 ottobre 2015 - 10:49
Ciao! Per esempio nel campo dei sistemi di accumulo per fotovoltaico, è stata presentata una nuova batteria al cloruro di sodio che sembra promettere molto bene e che è totalmente ecologica e riciclabile. Nulla vieta di pensare che un tale tipo di batteria possa essere utilizzata anche in altri campi, come appunto l'auto elettrica
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