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La Nissan ufficializza il piano di ristrutturazione

Pubblicato 28 maggio 2020

Il piano industriale prevede tagli per 2,5 miliardi di euro, la chiusura di diversi stabilimenti tra cui quello di Barcellona e la riduzione della capacità produttiva.

La Nissan ufficializza il piano di ristrutturazione

È IN PERDITA - Da quando, nel novembre 2018, fu arrestato l’allora numero uno della casa di Yokohama, Carlos Ghosn, la Nissan è scivolata via via in uno stato di crisi che ha portato vendite e risultati economici negativi. Ne sono una prova i numeri che scaturiscono dall’esercizio fiscale chiusosi il 31 marzo 2020, dove, a fronte di un fatturato sceso del 14,6% fino a 83 miliardi di euro, ottenuto dalla vendita di 4,93 milioni di veicoli (il 10,6% in meno di un anno prima), la Nissan ha fatto registrare una perdita netta di 5 miliardi di euro. Di questi, però, 4,7 miliardi sono i costi legati alla ristrutturazione annunciata oggi.

TAGLIO DEI COSTI - Per lasciarsi definitivamente alla spalle l’era post-Ghosn e rilanciarsi la Nissan presenta un piano di ristrutturazione piuttosto pesante con obiettivi che prevede di raggiungere nell'anno fiscale che si concluderà il 31 marzo 2024. Piano industriale prevede un taglio dei costi fissi per 2,5 miliardi di euro, ottenuto mediante una riduzione della capacità produttiva globale, che passa da 7,2 milioni a 5,4 milioni di veicoli, e la chiusura degli stabilimenti in Indonesia, in Spagna (Barcellona), dove vengono costruiti i veicoli commerciali, e nello stato americano del Mississippi (Canton). 

RIDUZIONE DEI MODELLI - Verrà inoltre ridotta del 20% la gamma della Nissan, che passerà da 69 a meno di 55 modelli, focalizzando l’attenzione su un minor numero di modelli più redditizi come le suv e i crossover, cercando di portare l'età media del portafoglio al di sotto dei 4 anni. Ristrutturazione della gamma che verrà avviata molto presto; nei prossimi 18 mesi è infatti in programma il lancio di 12 nuovi modelli o aggiornati. Si punterà molto anche sull'elettrico con l'obiettivo di vendere 1 milione di auto entro il 2023 e di lanciare otto veicoli a batteria.

CHIUSURA DELLE FABBRICHE - Nella nuova geografia disegnata nel piano industriale della Nissan, l’Europa, dove l’unico polo di riferimento rimarrà Sunderland (Inghilterra), avrà un’importanza molto più marginale. La casa cercherà di focalizzare la propria attenzione sui mercati maggiormente redditizi come quelli di Giappone (dove le elettrificate dovranno arrivare al 60% dei volumi), Cina e Nord America. Per aumentare la redditività la casa ha dichiarato di voler aumentare dell’80% l’utilizzo degli impianti e di incrementare le sinergie con gli alleati Renault e Mitsubishi (qui per saperne di più). L’obiettivo, da raggiungere entro la fine dell'anno fiscale 2023, è quello del margine operativo del 5% e di una quota di mercato globale del 6%.





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Ritratto di Road Runner Superbird
29 maggio 2020 - 12:35
Ford?
Ritratto di alex_rm
29 maggio 2020 - 12:39
il potere di acquisto degli europei sta scendendo negli ultimi anni(in Italia si comprano le dacia) e ci sono norme antinquinamento molto severe e dispendiose ed gli acquirenti sono molto orientati verso marchi europei con nella maggior parte dei casi al massimo acquisto di auto di 20-25000€
Ritratto di Road Runner Superbird
29 maggio 2020 - 13:51
Abbiamo governi distantissimi dall'economia reale, più concentrati sulla retorica e che al massimo partoriscono bonus sui monopattini. Qui serve una politica lungimirante. Il settore automotive è un comparto importantissimo in termini occupazionali e di entrate ma loro lo vedono come un nemico.
Ritratto di Blueyes
29 maggio 2020 - 16:07
1
Sì Ford, avevo letto che stanno ripensando molto la loro presenza sul mercato europea, se ci pensi stanno già tagliando alcuni modelli (Mondeo, B-max), anche se è difficile pensare ad un abbandono totale. I politici europei sono credo i peggiori del mondo civilizzato, vivono in un mondo tutto loro totalmente distaccati dal mondo reale, favoleggiano sull'elettrico, sui bilanci degli stati...dopo la crisi covid ci scommetto che torneranno i soliti discorsi di prima.
Ritratto di Giuliopedrali
29 maggio 2020 - 18:08
Ford ha un'ottima gamma medio bassa ma nel settore alto ha auto da dismettere a bizzeffe: Mondeo, C-Max, S-Max o Galaxy anzi alcune già non le fanno più o modelli importati dagli USA, davvero tanti ormai: Mustang, Edge, Explorer, il pick-up asiatico e Mustang Mach-E, belle auto anche ma che in Europa non possono ambire a vendere.
Ritratto di alex_rm
29 maggio 2020 - 18:18
Noleggiato mondeo e galaxy é le ho trovate ottime auto ed anche la c-max non era male. È semplicemente cambiata la richiesta del mercato ,in Italia(ed in gran parte dell Europa)le grandi berline generaliste non sono più richieste e le monovolume sono state sostituite dai suv crossover.sono cicli si è passati dalle station Wagon alle coupe poi ai monovolume e adesso ai suv crossover e i costi di sviluppo e progettazione sono saliti nell ultimo decennio e non consentono di avere modelli con basse vendite.
Ritratto di Giuliopedrali
30 maggio 2020 - 08:34
In realtà Geely o Vinfast del Vietnam fanno berline generaliste e pure MPV che noi ci leccheremo la ciom.. come si dice qui, cioè se sapessimo farle, tra l'altro vendono tantissimo in tutta l'Asia Pacifico, il fatto è che in Ford sono vecchi, gli asiatici giovani.
Ritratto di Giuliopedrali
29 maggio 2020 - 12:34
I giapponesi se ne stanno pian piano andando, in fin dei conti hanno gli USA, l'Eldorado Cina e tantissimi Paesi davvero emergenti, qua sei schiacciato tra ottime utilitarie: Panda, 500, Clio, Polo, medie famose: Golf e il premium tedesco, poi anche i SUV sanno farli forse meglio i coreani, e ora ci sono degli altri orientali e l'elettrico (però questo in tutto il mondo).
Ritratto di GinoMo
1 giugno 2020 - 11:34
i costruttori che hanno poco mercato o sono in perdita da tempo conviene andarsene dall'Europa per evitare le multe enormi e gli ingenti investimenti sull'elettrico.
Ritratto di Miti
29 maggio 2020 - 22:57
1
Non vedo tutta questa perdita se la Nissan va via. Della GTR a Milano sono anni che non vedo una. Per il resto a me no che mi ispira questo marchio. Sul argomento di questi conglomerati di auto si vedrà ...siamo al inizio di una crisi mai vissuta fino adesso. Si vedrà come andrà finire. E non fra tanto ... ma entro due anni. Mi spiace tanto per tutta questa gente che perde il lavoro. Non è una cosa proprio bella. Visto che come l'Italia hanno pagato a caro prezzo questa pandemia.
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