Con una flotta di 1,5 milioni di veicoli e il 34% delle immatricolazioni nazionali, il settore del noleggio si conferma in buona salute: in un mercato dell’auto stagnante, è infatti continuata nel 2025 la sua crescita graduale, fino a raggiungere un giro di affari di 17 miliardi di euro e 526.500 immatricolazioni (+11% rispetto al 2024).
È quel che emerge dalla 25ª edizione del Rapporto Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende che operano nei servizi di mobilità. “L’avanzata della mobilità a noleggio nel nostro Paese è oramai un trend strutturale che comporta effetti positivi per l’industria automotive, la sicurezza delle strade e la riduzione delle emissioni grazie a un rinnovo della propria flotta decisamente più veloce della media nazionale (circa 4 anni vs oltre 13 anni)”, fa notare il presidente dell’associazione Italo Folonari, che chiede anche un intervento da parte della politica sulla fiscalità dell’auto aziendale con la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese.
Contestualmente sul settore grava oggi il possibile recepimento della proposta europea su quote obbligatorie di elettrico per le flotte aziendali e le società di noleggio: il 45% delle immatricolazioni al 2030 e l’80% al 2035. Un obbligo, secondo Folonari, “lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’infrastruttura di ricarica”.
Il noleggio a breve termine va velocità variabile: sono infatti aumentati il fatturato (fino a 1,6 miliardi di euro, +6,4%), il numero di noleggi (quasi 5 milioni) e le immatricolazioni (+8,4%), mentre sono rimasti stabili i giorni di noleggio (38 milioni) e si sono ridotte le durate medie dei noleggi (-3%) e la flotta totale (-2%). A trainare il settore è il canale aeroportuale che ha rappresentato il 60% degli affari ed è cresciuto dell’11%. Sono aumentati anche i clienti diretti, che raggiungono il 34% del totale, mentre i broker hanno sostenuto il 31% dei volumi.
Ha continuato la sua espansione strutturale il noleggio a lungo termine, arrivando a livelli record con più di 13 miliardi di euro di fatturato, una flotta di 1,3 milioni di veicoli, 411.000 immatricolazioni (+10%). Numeri che incidono per il 24% sul mercato dell’auto nazionale. Crescono del 4% i clienti privati (185.000), mentre sul fronte delle alimentazioni si conferma la crisi del diesel (sceso del 28% rispetto al 2024) compensata parzialmente dalla diffusione di elettrico e ibrido plug-in, che insieme pesano per il 20% dei noleggi a lungo termine. Parallelamente i contratti si fanno sempre più lunghi, con il 78% di essi che supera i 36 mesi.
Il rapporto dell’Aniasa evidenzia invece una pesante crisi del car sharing, secondo l’associazione dovuta anche a uno scarso supporto degli enti locali, all’assenza di regole nazionali uniformi, all’aumento dei costi operativi e a una fiscalità sfavorevole. I servizi sono così passati dagli oltre 13 milioni di noleggi del 2019 ai meno di 4 milioni del 2025, con una riduzione della flotta superiore al 70% rispetto al periodo pre-covid.
Nei primi tre mesi del 2026 è continuata la crescita del lungo termine, anche se sono da registrare i primi segnali di un rallentamento, mentre prosegue l’andamento altalenante del breve termine. Quest’ultimo, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha infatti migliorato il fatturato del 3,6% e il numero di noleggi dell’1,5%, con un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma ha anche registrato un calo del 3% dei giorni di noleggio e del 2,5% per la consistenza della flotta.
Nel lungo termine cresce il giro d’affari (+5,6%) e la flotta (+3,2%, fino a 1.337.000 veicoli), ma diminuiscono del 4,3% le immatricolazioni, su cui pesano i diversi rinvii di rinnovo delle flotte per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sui fringe benefit. In generale crescono le vetture prodotte da marchi cinesi, che raggiungono nei primi tre mesi dell’anno il 12,4% delle immatricolazioni.











