Suzuki Swift: compatta e anche ibrida

8 marzo 2017

La nuova Suzuki Swift cresce nello spazio, nella tecnologia e nelle prestazioni.

Suzuki Swift: compatta e anche ibrida

GIÀ ORDINABILE, MA SOLO SU INTERNET - La piccola Suzuki Swift è presente al Salone di Ginevra in veste completamente rinnovata, puntando su un aspetto più “maturo”, su un maggiore spazio (il bagagliaio cresce da 211 a 265 litri) pur rimanendo decisamente compatta (è lunga 384 centimetri e larga 174) e su una tecnologia molto raffinata per la categoria, con particolare accento su sicurezza, prestazioni e consumi. La nuova Suzuki Swift arriverà ad aprile e i prezzi saranno comunicati a fine marzo (ipotizziamo una base di partenza attorno a i 14.000 euro). Tuttavia, dal sito suzuki.it si può già ordinare la versione speciale Web Edition. Realizzata in sole 10 unità, superaccessoriata, con il motore più potente (il 1.0 turbo con tecnologia ibrida SHVS da 111 CV) e il tetto a contrasto nero opaco, è venduta a 16.900 euro; nel prezzo è incluso anche un corso di guida sicura in autodromo. 

SOLO CON CINQUE PORTE - Pur mantenendo alcuni elementi del modello che va a sostituire (il parabrezza piuttosto verticale con montanti neri e il tetto piatto), la Suzuki Swift ha una linea meno sbarazzina: la mascherina esagonale è più estesa e sporgente, i fari (anche a led) più piccoli, mentre le luci posteriori sono più grandi e spigolose. Diversamente del modello precedente, la Swift ci sarà solo a cinque porte; per renderle meno evidenti, le (comode) maniglie delle porte posteriori sono subito dietro i finestrini, mascherate da un sinuoso profilo nero che si unisce al lunotto.

SPAZIO E TECNOLOGIA - L'abitacolo della Suzuki Swift è decisamente ampio in rapporto alle dimensioni esterne: in quattro si sta comodi, e viaggiare in cinque non è certo una tortura. La plancia, ravvivata da un inserto orizzontale colorato (ripreso nelle porte), ha un bel cruscotto sportivo, intonato con il volante a tre razze appiattito nella parte inferiore. Al centro della consolle c'è il display a 7 pollici a sfioramento dell'impianto multimediale; piuttosto reattivo e dotato anche dei protocolli Apple CarPlay e Android Auto per gestire lo smartphone dall'impianto dell'auto, è però posto un po' troppo in basso (consultarlo può distrarre). Pratici e riusciti i comandi del “clima” automatico monozona e ben rivestiti i sedili (molto avvolgenti), ma in generale le plastiche sono rigide e non molto gradevoli al tatto.

DIETA FERREA -  Il pianale della Suzuki Swift è interamente nuovo, e, insieme ad altri affinamenti tecnici, ha permesso di risparmiare addirittura 120 chilogrammi nel peso dell'auto, che ora parte da soli 840 kg. Quanto ai motori, come prima niente diesel, ma un 1.2 a quattro cilindri con 90 cavalli (Dualjet) e il tre cilindri Boosterjet 1.0 turbo da 111 (con una coppia motrice di 170 Nm), entrambi abbinabili a un piccolo motore elettrico da 3 cavalli, che trasforma la Swift in un'ibrida. La 1.0 SHVS, in particolare, dovrebbe abbinare prestazioni assai brillanti (la casa dichiara 195 km/h di punta) con consumi molto ridotti: 23,3 km/litro in media, in base ai dati ufficiali. Saranno disponibili anche le versioni a trazione integrale e quelle con il cambio automatico (adesso a sei marce invece che a quattro). 

SIZUREZZA OK -  Davvero notevole la dotazione di sicurezza: la Suzki Swift ha (di serie o a richiesta) il cruise control adattativo con frenata automatica di emergenza, gli abbaglianti automatici, i fari a  led, l'avviso in caso di abbandono involontario di corsia e iol ssitema che invita a fermarsi dopo un certo tempo di guida, per evitare colpi di sonno.  

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Ritratto di M93
8 marzo 2017 - 11:42
Suzuki Swift '17 - Devo dire che non mi dispiace. Fuori è gradevole anche se, in generale, non gradisco le maniglie posteriori "occultate" nel montante: le trovo scomode e come soluzione non aggiungono granché, imho, al design. Dentro, al netto dei comandi della climatizzazione e del sistema multimediale, la plancia mi sembra più vecchia, in modo particolare le bocchette del clima: la preferivo prima. Il pacchetto tecnologico e motoristico, anche vista la categoria, è davvero notevole e al passo coi tempi: peccato che alcune soluzioni costruttive, come la guarnizione riportata del parabrezza, stonano un po', poiché datate. La presenza della trazione integrale la rende praticamente unica nel segmento.
Ritratto di Moreno1999
8 marzo 2017 - 11:57
4
Design da microcar, fuori da Mazda2. Interessante il fatto che sia l'unica rimasta sotto i 390 cm
Ritratto di manuel1975
8 marzo 2017 - 12:25
io avrei montato anche un 1.0 turbo da 90 cv microibrido.
Ritratto di Tymmy
8 marzo 2017 - 13:32
Interessante il super alleggerimento, addirittura sotto i 1000 chili (migliori consumi & prestazioni). Però temo anche che avrà come rovescio della medaglia una scarsa insonorizzazione, purtroppo. Ed è anche vero che non tutto si può avere: se il piatto della bilancia pende da una parte, ci perde dall'altra...
Ritratto di Ivan Cilmi
8 marzo 2017 - 14:25
Non mi convince, dentro sembra essere una microcar e non da impressione di qualità
Ritratto di Eccomi Qua
8 marzo 2017 - 17:23
Mi sembra molto ben riuscita. Conferma il suo stile da "mini" giapponese e come tale mi piacerebbe che si esprimesse anche in altre versioni (tipo station e suv).
Ritratto di otttoz
8 marzo 2017 - 21:11
ottima la scelta di abbandonare l'inquinante diesel a favore di un mini ibrido che si spera possa evolvere con maggior spazio all'elettrico...
Ritratto di ziobell0
9 marzo 2017 - 09:54
l'evoluzione (o involuzione) estetica non mi convince: sembra riprendere il corso della mini, bella e originale in origine, poi sempre più ingrassata e sproporzionata
Ritratto di xrobby88x
9 marzo 2017 - 16:37
concordo
Ritratto di monodrone
9 marzo 2017 - 13:04
Peccato per le sole 5 porte.
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