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Nuovi importanti accordi per la Volkswagen in Cina

15 ottobre 2014

Altri 25 anni di collaborazione, con la FAW, per una pista di prova con la Saic, e per la formazione con i vari partner.

Nuovi importanti accordi per la Volkswagen in Cina
IL “MADE IN CHINA” DELLA VW - La case costruttrici cinesi che vedono il gruppo Volkswagen come co-protagonista con due joint-venture(Shanghai-VW e FAW-Volkswagen) nei primi nove mesi di quest’anno hanno prodotto 2,7 milioni di veicoli, cioè il 15,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono numeri che danno la misura dell’importanza della presenza Volkswagen in Cina, ma che probabilmente sono poca cosa rispetto a quella che sarà in futuro.
 
PROSPETTIVE DI SVILUPPO - Ieri a Berlino, in presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel e del capo del governo cinese Li Keqiang (in piedi nella foto in alto), oltre al top management del gruppo Volkswagen e delle joint venture cinesi, sono stati firmati alcuni accordi che fanno delineare un ulteriore forte sviluppo dell’industria automobilistica cinese sotto l’egida del gruppo Volkswagen, che attraverso il Volkswagen Group China conta nella realtà cinese ben 14 società.
 
LA PRODUZIONE CINESE VW - In Cina già oggi sono attivi 17 impianti di produzione facenti capo a società in cui il gruppo Volkswagen è presente con ruolo di primo piano. In 8 si producono veicoli e negli altri 9 si fabbricano componenti per auto. Oltre a ciò, nel luglio scorso la FAW-Volkswagen ha deciso la realizzazione di altri due impianti, a Qingdao e a Tianjin. Un’iniziativa analoga, per un nuovo stabilimento nella località di Changsha, è stata decisa dalla Shanghai Volkswagen.
 
PIÙ CHE UN RADDOPPIO - L’accordo più rilevante firmato ieri a Berlino è quello sottoscritto dal gruppo tedesco con la FAW. Il documento firmato prevede infatti l’ulteriore collaborazione tra i due partner per altri 25 anni, un impegno che fissa la sua scadenza nel lontano 2041. Dunque una prospettiva di lungo respiro, testimonianza di convinzione nella strategia da entrambe le parti.
 
NUOVO IMPIANTO DI COLLAUDO - Nella stessa cerimonia di Berlino è stato firmato anche un accordo tra il gruppo Volkswagen e quello cinese Saic (Shanghai Automotive Industry Corporation, che comprende la Shanghai Volkswagen Company). Oggetto di questa seconda intesa è la costruzione di un impianto per i collaudi e i test di prova nella località di Xinjiang, nella Cina occidentale, appunto per i veicoli della Shanghai Volkswagen; un’operazione per la quale il gruppo tedesco ha stanziato 100 milioni di euro. 
 
CRESCITA PROFESSIONALE - Forse però il più significativo è il terzo documento di collaborazione firmato a Berlino dalla Volkswagen e le controparti cinesi: quello di un programma di formazione professionale basato sugli standard e i canoni seguiti dal gruppo VW in Germania. Il piano prevede nove centri dedicati all’attività formativa: per gli istruttori che poi dovranno formare gli addetti delle fabbriche cinesi, e alla preparazione dei programmi di formazione.
 
VOLONTÀ CINESE DI MIGLIORARE - Quest’ultima intesa testimonia la volontà delle autorità cinesi di far crescere il livello professionale della manodopera locale. Che significa la determinazione a far evolvere e migliorare l’industria automotive cinese non solo quantitativamente ma anche sotto il profilo della qualità e della autonomia dal contributo dei partner occidentali, oggi indispensabili. 
 
VANTAGGI DA ENTRAMBE LE PARTI -Se sono evidenti e chiare le motivazioni di fondo che hanno portato e portano la Cina a cercare e a sottoscrivere accordi con la Volkswagen, non meno comprensibili sono quelle per cui la casa tedesca abbraccia una tale politica di collaborazione. Lo ha ben sintetizzato a Berlino Jochem Heizmann, top manager del gruppo VW nonché presidente e amministratore delegato di Volkswagen Group China: «Il nostro successo in Cina non sarebbe stato possibile se non avessimo iniziato a collaborare con i cinesi già tanto tempo fa (i primi contatti della Volkswagen in Cina risalgono al 1979 e la prima joint venture al 1984). Siamo convinti che il prolungamento della collaborazione con la FAW siglato oggi consentirà di migliorare ulteriormente la nostra posizione in Cina».


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Ritratto di piccoloanto
15 ottobre 2014 - 10:35
intanto l'italia con cina non ha questi accordi cosi lunghi e proliferi che producano auto e formano nuovi addetti per non parlare di materiali di compentistica tedesca pero intanto la produzione italia piange tanto vero che ogni tanto si ferma solo nel brasile va meglio e e nel resto si fa per dire in altri paesi per voi quale il vostro giudizio voi come la pensate ?
Ritratto di Porsche
15 ottobre 2014 - 10:54
La lungimiranza politica teutonica, rappresentata dal cancelliere Angela Merkel, non ha pari ne in europa, ne secondo me al mondo. I Cinesi senza i tedeschi non sarebbero nulla, ma anche vero che i tedeschi non sarebbero così ricchi se non ci fosse stata la Cina.
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 11:14
Sinceramente non credo proprio che la Cina non sarebbe nulla senza i tedeschi. Una grande parte delle auto del mondo vengono prodotte in Cina, ma tutto ciò che è elettronico anche. In quel settore la Germania non esiste, come non esiste nel vestiario. Sono americani, inglesi e giapponesi che hanno reso la Cina quel che è, non la Germania con qualche milioncino di auto. Praticamente tutto ciò che abbiamo di fronte è fatto la', dalla tastiera dalla quale scrivo, al mouse, al pc, al monitor. La stampante che ho di fianco, parte delle mie costose scarpe con scritto made in Italy, i miei jeans e la mia polo con marchi italiani, forse anche il mio orologio italiano, le lampade che mi fano luce, il frigo di marca coreana, e insomma, non mi va di elencare tutto, ma praticamente ogni cosa che abbiamo intorno viene dalla Cina. Riesce dunque difficile credere che solo la Germania possa aver forgiato la Cina di oggi.
Ritratto di Porsche
15 ottobre 2014 - 11:29
se mi fai il tifoso hai ragione, se facciamo le persone serie sapresti che le macchine utensili tedesche tengono in piedi tutta la cina. I cinesi adorano la tecnologia tedesca (e non solo loro), saldamente ancorata nella top europa per TECNOLOGIA AVANZATA delle macchine utensili (seguita dagli italiani, mica siamo fessi nel settore, anzi giù il cappello a tenere testa all'eccellenza tedesca !!!!). Ma dai, sarà sempre colpa di Berlino e della Merkel, dell'euro.....
Ritratto di Alibaba e i 40 ladroni
15 ottobre 2014 - 12:12
si troveranno agli stracci. Di aziende che hanno intrapreso l'avventura Cinese andando al di la del solo fatto di produrre poi gli si è ritorto contro, ne ho viste parecchie che hanno fatto sta fine a diverse hanno chiuso. Vw non chiuderà ma che addestri pure i Cinesi, dalla fama che hanno sti Cinesi mi aspetterei di tutto.
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 16:39
Utensili tedeschi? Guarda, con me caschi male. Ho un garage di 250 metri quadri fornito di ogni attrezzo che tu possa immaginare, per qualsiasi settore tu possa pensare. Inizialmente ci credevo anche io nella fama tedesca. Compravo i bosch serie blu (quelli professionali), AEG, Wurth, ecc. In quanto ad elettroutensili, ormai possiedo solo Makita per i carichi normali e Hilti per quelli pesanti. Hilti non è tedesca, e posso assicurarti che non esiste niente al mondo in grado di eguagliarne la qualità neanche solo lontanamente. Per farti un esempio, un avvitatore tedesco mi durava in media 6 mesi. Poi si rompeva. Mi costava dai 100 ai 300 euro. Poi ho scoperto Hilti. Senza considerare la garanzia a vita, funziona perfettamente da 8 anni, addirittura sempre con la stessa batteria. Quest'ultima è l'unico componente usurato. I primi 2-3 anni durava una settimana di lavoro intensissimo, oggi mezza giornata. E' graffiatissimo dalle centinaia di cadute da diversi metri di altezza ma non perde un colpo. Ha pure più coppia di una vecchia Matiz. Idem per punte e quant'altro. Smerigliatrici, trapani, ecc, la qualità non ha paragoni. Makita tiene testa solo per il prezzo, infatti uno simile costa la metà dei 720 euro che ho pagato per quello che ormai considero il mio migliore amico. Per quanto riguarda gli utensili manuali, i migliori sono beta e pastorino di 10 anni fa oppure quelli americani come craftsman e snap-on. Per quanto riguarda poi gli attrezzi più ingombranti come troncatrici per metallo o legno, le migliori sono quelle italiane. Se hai mai preso un cacciavite in mano, possiamo parlare per ore degli utensili. Altrimenti, fidati di chi ci è nato con le mani sporche.
Ritratto di Porsche
15 ottobre 2014 - 16:59
conosco diversi operai (parenti) che hanno fra le mani ogni giorno solo pinze ed elettroutensili made in germany. AEG, Bosch, Wurth e altri. Anche di Vw c'è gente che è rimasta a piedi, ma io la penso esattamente al contrario. L'argomento è troppo lungo... ciao
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 17:47
Vuoi mettere l'opinione sentita dire dall'operario con l'esperienza di uno che da piccolo avendo a disposizione un mare di attrezzi ha imparato ad usarli uno ad uno? Oggi la mia esperienza da artigiano è ben superiore a quella della maggioranza dell'altra gente. Sono in grado di lavorare qualsiasi materiale e farne ciò che voglio. Sebbene adesso il mio lavoro sia diventato un'altro in cui piuttosto che le abilità manuali contano le conoscenze tecniche, uso tutt'ora ogni giorno i miei attrezzi per fare qualsiasi cosa. Praticamente io non ho bisogno di nessun professionista per le mie esigenze. Mi limito solo agli avvocati e ai medici, per il resto so fare di tutto. E' dunque fisiologico che abbia un'enorme esperienza per quanto riguarda gli attrezzi. Non solo li uso, ma li scelgo e li pago. Li ho provati tutti, ma davvero tutti. Non c'è marca che io non abbia posseduto più volte. Ogni volta che devo fare un lavoro, preferisco comprarmi l'attrezzo che mi manca piuttosto che rivolgermi a qualcuno che spesso è meno capace di me. Ormai ne ho accumulati a centinaia. E' del tutto diverso dall'operaio che non lavora mai più di pochi anni con lo stesso attrezzo o perchè cambia azienda o perchè gli sostituiscono gli utensili prima del tempo. Una volta sbarazzando il garage ho caricato una carriola di vecchi utensili tedeschi da buttare. C'era quello con la batteria morta, quello con il caricatore andato, quello con il motorino fuso, quello con la scocca spaccata, ecc. Io non spenderei mai più quelle cifre per un tedesco quando spendendo il doppio posso avere il massimo. Non a caso, se guardi megacostruzioni sul digitale, se il cantiere è in europa hanno tutti attrezzi Hilti (sono rossi), se è negli USA hanno DeWalt (gialli e neri, dicono siano ottimi). Tu potrai anche avere il parente che li usa, io ho quelli che li costruiscono. Loro credono che siano eccezionali, ma quando vedono il mio bellissimo arsenale Hilti capiscono che non c'è confronto.
Ritratto di Porsche
16 ottobre 2014 - 09:40
scusami montreal, ma c'è stato un qui pro quò.... Io parlavo di macchine utensili (robot industriali ect. ect.), non utensili (trapani avvitatori ect. ect.), poi siamo finiti sugli utensili. La stessa Barilla (e tantissime altre aziende) le usano prodotte in germany (Stoccarda per il caso di Barilla) ect. ect.
Ritratto di Montreal70
16 ottobre 2014 - 10:49
Su quelle non posso controbattere, ho delle macchine industriali ma non sono di certo dei robot. Per quanto riguarda quelli adatti alla produzione automobilistica, le industrie tedesche tra cui Vw usano prodotti Comau (Fiat).
Ritratto di lucios
15 ottobre 2014 - 19:13
4
....e fanno sistema con i fatti......noi invece, abbiamo prima di tutto un'immagine negativa eliminare......e i cinesi lo sanno.......
Ritratto di lele31
15 ottobre 2014 - 12:21
lungimiranza teutonica, leggi questo bell'articolo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-14/la-merkel-ha-dimenticato-quando-l-europa-dimezzo-debiti-guerra-germania-151827.shtml?uuid=ABkKN62B. ti renderai conto della tanto da te acclamata GERMANIA. è arrivato il momento di aprire un po' gli occhi. per quanto attiene all'articolo un plauso alla WV (ti ricordo che questi successi li stai finanziando anche tu e gli italiani tutti, sia chiaro non perchè compriamo le auto)
Ritratto di piccoloanto
15 ottobre 2014 - 12:06
non dimentichiamo che i cinesi non posso copiare tutto hanno bisogno anche dei stranieri vedi volvo e la ex saab che hanno avuto i brevetti della sicurezza europcar e la tecnologia per produrre elettricità vedi l'accordo bmw per produure batterie inoltre la quoros che non solo cinese ma ci sono manager italiani tutti non posso andare da soli ma aiutarsi l'uno con altro
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 ottobre 2014 - 13:14
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 16:43
30 anni fa, un certo Gianni Agnelli, oggi rimpianto dai sindacalisti che si vedevano accolta ogni richiesta, cacciò via i cinesi dal proprio ufficio. Al suo fianco c'era un certo Romiti. Ghidella aveva lasciato da poco. Agnelli disse: "ma quali auto se non avete neanche le strade?". Oggi si può affermare che quella coppia ha fatto più danni alla Fiat che i bombardamenti avvenuti nella seconda guerra mondiale. Magari qualcuno potrebbe cominciare a capire perchè Ghidella e Umberto si credevano incompatibili con quella gestione.
Ritratto di Porsche
15 ottobre 2014 - 17:21
Vedi che alla fine ci arrivi ? I PRIMI responsabili del disastro italico è nell'INCOMPETENZA della testa, sia essa azienda o paese (leggi capitolo politica...). E' inutile prendersela con gli altri, non ha senso.
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 17:50
Non ho mai fatto segreto del mio disappunto verso le losche figure che hanno guidato la Fiat. Come di quelle che hanno guidato il paese. Oggi Marchionne è l'unico italiano che stimo, l'unico che non bada al consenso o alla fatica, l'unico che non solo dedica anima e corpo al suo lavoro, ma che lo riesce a fare meglio di chiunque altro. Tutti gli altri valgono zero e hanno reso questo paese la vergogna d'Europa.
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 ottobre 2014 - 17:49
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 17:58
Sinceramente penso che difficilmente Fiat riuscirà a colmare il gap. Solo Jeep e probabilmente Alfa Romeo potrebbero aggiungersi a Ferrari e Maserati in Cina. Purtroppo i danni del secolo passato restano evidenti tutt'oggi. Fiat si porta ancora dietro la fama di pessima qualità iniziata dalla seconda metà degli anni '80 e terminata solo nella seconda metà dei 2000. Oggi c'è gente scottatasi 30 anni fa che mai più tornerà indietro. Anche questo è un'esempio di scarsa lungimiranza, pur se in parte era voluta. Costruire auto doveva essere il più economico possibile perchè Romiti aveva convinto la famiglia ad abbandonare il settore. Poi rimasero.
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 ottobre 2014 - 18:16
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Ritratto di Montreal70
15 ottobre 2014 - 19:37
Concordo ma non sui tempi. Il percorso di miglioramento è iniziato più di 10 anni fa. Se sui motori la qualità è sempre stata il top, anche nel resto oggi siano a ottimi livelli, superiori a molte tedesche. Le auto della gamma attuale hanno una qualità ineccepibile in relazione al prezzo. L'ultima scadente è stata la grande punto, ma già la evo si è posta al vertice della categoria per cura costruttiva. Oggi panda e gamma 500 sono superiori a qualsiasi concorrente.
Ritratto di H-ROSSA無限
15 ottobre 2014 - 18:57
1
La Cina é il paradiso fiscale di moltissimi marchi e non solo di automobili, con orari di lavoro sovrumani e salari minimi, eppure la Cina è cresciuta a dismisura, e nel giro di una decina d'anni. Però potrebbe essere anche una lama a doppio taglio per tutti.
Ritratto di porsche 356
16 ottobre 2014 - 18:04
A tutto quanto sopra ho letto e condivido per la quasi totalità, vorrei far notare una realtà. Il Brasile impone dazi doganali del 37% per le merci che vengono importate, di conseguenza vengono consumati prodotti in loco. In Europa questo non esiste per le merci cinesi. Sappiamo che la Germania non solo esporta prodotti di grande valore, ma è introdotta benissimo e ha ottimi rapporti con il governo cinese . Ecco secondo me la spiegazione della libertà e della facilità di introduzione non essendoci dazi doganali .Noi italiani come al solito si dorme e si subisce . Poveri noi, popolino allegro , che si sfama di calcio.

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