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Nuovi Tutor, nuovi guai

1 agosto 2018

I nuovi dispositivi Sicve-PM, entrati in funzione pochi giorni fa, sono già al centro di vicende legali. È infatti stata chiesta la verifica dei brevetti che impiegano.

Nuovi Tutor, nuovi guai

PUNTO A CAPO - Pareva conclusa, invece la vicenda dei Tutor (gli apparati che misurano la velocità dei veicoli) è tornata sulle cronache legali. La stessa azienda che negli anni passati si era lanciata contro la società Autostrade, rea di avere copiato il brevetto dei Tutor, è già andata all’attacco dei nuovi dispositivi, chiamati Sicve-PM (acronimo di Sistema Informativo per il Controllo della Velocità con PlateMatching) attivi da pochi giorni (scopri QUI dove).

UNO SOLO CONTRO TUTTI - Le querele presentate sono due, una a Roma e l’altra a Milano. A presentarle è stato l'imprenditore di Latina Alessandro Patanè, attuale proprietario del brevetto originario del Tutor propriamente detto, nonché titolare del software che consente al sistema di funzionare). Le querele sono contro gli amministratori delegati delle società Autostrade per l'Italia e Autostrade Tech, oltre che contro il coordinatore del comitato etico di Atlantia, società a cui fanno capo le due società Autostrade. Nella querela si chiede anche l’immediato sequestro dei sistemi Sicve-PM, cosa che se decisa dal magistrato bloccherebbe nuovamente l’uso dei grandi pannelli rilevatori. 

VERAMENTE DIVERSO? - Nei documenti dell’iniziativa legale del querelante si avanza il dubbio che il dispositivo Sicve-PM in realtà non presenti elementi che lo differenzino rispetto al Tutor originale. Il nuovo Sicve-PM non utilizza un sistema di riconoscimento della sola targa, come il primo Tutor, ma aggiunge ad essa un algoritmo che individua l’intera vettura e ne riconosce il passaggio nella porta successiva, per poi far scattare la contravvenzione se la sua velocità media supera quella consentita. Si tratta quindi di un sistema molto più oneroso in termini di capacità computazionali ma, secondo la Polizia stradale, molto più preciso del precedente.



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Ritratto di Alfiere
1 agosto 2018 - 11:09
1
Siamo alle comiche, qua i diritti privati, seppur legittimi, hanno la precedenza sull'interesse collettivo di mantenere i tutor attivi per la sicurezza stradale. Inoltre non capisco come possa essere oggetto di brevetto "l'atto di rilevazione della targa" e non esclusivamente il software che gestisce tutto...
Ritratto di NightDriver
1 agosto 2018 - 12:22
Caro mio, se fossi stato tu ad inventare il tutto penso che saresti parecchio scocciato se una azienda privata ( che già salassa gli italiani con prezzi mai visti in altri stati) si appropriasse del tutto, incassando ulteriormente con multe. Se vuoi usare l'dea degli altri nei paesi civili...paghi! Eh ma qui siamo in Italia.....Gli incienti comunque sono calati nei mesi senza tutor se proprio ci tieni a saperlo...prova che se la gente potesse andare anche solo 20/30 km in più si potrebbe più concentrare sulla guida invece che giochicchiare con i cellulari o quegli orridi mega tablet presenti sulle nuove autovetture!
Ritratto di Alfiere
1 agosto 2018 - 13:33
1
Come ho scritto su, "seppur legittimi", dunque impariamo a leggere bene onde evitare certe figure. In ogni caso il "fossi stato tu" non esiste, l'interesse pubblico sovrasta ogni altro diritto, specie se è pubblica sicurezza. Bisognava trovare il modo di far pagare Atlantia o di risolvere in altra maniera, perchè i tutor disattivi non possono stare.
Ritratto di NightDriver
1 agosto 2018 - 14:20
eh si disattivati non possono stare... 20 anni fa la gente prima di mettersi in autostrada faceva testamento... in germania sulle autostrade da 300 km/h alla fine del casello c'è direttamente la porta del paradiso... ma non diciamo fesserie, basta guardare la strada invece del cellulare, gli specchietti prima di un sorpasso e mantenere la distanza di sicurezza a seconda della velocità... e per finire vietare per davvero ai camion il sorpasso autostradale con una serie di veri controlli e multe salatissime
Ritratto di Alfiere
1 agosto 2018 - 15:08
1
Eviterei confronti con la germania. Qui in italia il controllo ci vuole, c'è gente che non comprende neanche il corretto utilizzo delle corsie di accelerazione\decelerazione.
Ritratto di querelle61
2 agosto 2018 - 11:43
Anche perché spessissimo le corsi e di ac elerazione /de elerazione sono TROPPO vicine tra di loro, vedi GRA di Roma
Ritratto di Lo Stregone
2 agosto 2018 - 22:32
Certo, le hanno create molto tempo fa quando nessuno pensava un volume così esagerato di traffico come è di questi tempi.
Ritratto di MAUROXX
2 agosto 2018 - 14:06
lo stato etico contro lo stato di diritto (o stato liberale), siamo tornati a Hobbes Lo stato che si pone come arbitro e giudice assoluto del bene nei confronti del diritto e della libertà del cittadino. A me non piace.
Ritratto di mgiver
1 agosto 2018 - 11:13
Tutto questo per l'arroganza di non voler comprare un brevetto.
Ritratto di Lo Stregone
2 agosto 2018 - 22:39
Proprio così: ma allora, nelle leve del potere, c'era gente poco obbiettiva, senza prospettiva, senza futuro, ed anche qualcosa d'altro che non scrivo. Oppure avevano altre ragioni che di certo non si potevano esprimere. Anche a me questa faccenda pare completamente assurda. Sicuramente qualcuno ha commesso errori di valutazione enormi e non ha agito secondo un criterio da professionista. O non hanno capito il potenziale, oppure potrebbe esserci di mezzo il potere che spesso ignora quando deve decidere e poi decide troppo tardi quando gli affari sono conclusi, provocando ulteriori pasticci
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