SINISTRO GRAVISSIMO - Il fatto ha avuto luogo domenica 22 marzo, a
Monza, verso le 10 della mattina: a un incrocio con semaforo, una suv non ha rispettato la precedenza. Stando a una prima ricostruzione, in questo modo la vettura ha innescato una carambola: un’altra auto, per evitarla, ha deviato bruscamente, invadendo la corsia opposta e finendo contro la Citroën C1 (
sopra nella la foto di
You Reporter) guidata da Nunzia Minichini, 40 anni, che aveva al fianco il figlio Elio Bonavita, 15 anni il prossimo giugno. Il ragazzo è morto sul colpo, mentre la madre è stata ricoverata in coma all’ospedale milanese di Niguarda. Del guidatore della suv all’origine del dramma, nessuna traccia: si è allontanato dalla scena dell’
incidente, senza fermarsi a prestare soccorso come il codice della strada prescrive di fare in simili casi.
MANIFESTAZIONE - Anche alla luce di questo ennesimo episodio di pirateria stradale e della recente sentenza della Cassazione che ha negato l’omicidio volontario per chi guida ubriaco o drogato, domani, in contemporanea in 24 città italiane, si terranno di fronte alle prefetture raduni spontanei di cittadini per chiedere al governo l’istituzione del reato di omicidio stradale. Un reato assimilabile proprio all’omicidio volontario: uno strumento più adeguato a punire in modo più severo i pirati della strada e chi causa sinistri in stato alterato da droghe o alcol, oppure commettendo infrazioni particolarmente gravi. Le associazioni Gabriele Borgogni, Lorenzo Guarnieri e Asaps (Amici della Polstrada) parteciperanno a Firenze a quest’iniziativa, ideata da Marina Fontana, familiare di una vittima della strada di Palermo.