A quattro anni dal lancio della berlina e a tre da quello della station wagon, la Opel Astra si aggiorna nella carrozzeria e negli interni. Nessuna novità sul fronte dei motori, se non la probabile uscita di scena del 1.2 a tre cilindri turbo a benzina da 131 CV. L’arrivo nelle concessionarie è atteso all’inizio del 2026.

La Opel Astra, quindi, ci sarà 1.2 mild hybrid turbo a benzina con 145 CV e con il 1.5 turbodiesel da 131 CV; confermate pure la 1.6 plug-in da 196 o 224 CV e l’elettrica da 156 CV: le prime avranno una batteria da poco più di 17 kWh che promette di percorrere un’ottantina di km senza “risvegliare” i quattro cilindri, la seconda da 58 kWh anziché 51 (l’autonomia “ufficiale” sale da 416 a 454 km).
I prezzi, per ora, non sono stati comunicati, ma dovrebbero partire da poco più di 32.000 euro per la 1.2 ibrida, con un sovrapprezzo di circa 1.500 euro per la più grande e spaziosa versione famigliare, che ha il passo più lungo di 5 cm e un bagagliaio adatto a tutta la famiglia.

Con il restyling, la Opel Astra fuori cambia soprattutto nel frontale: il paraurti, ora, ha un taglio più grintoso e, per la prima volta nella storia del modello, il logo della casa è illuminato; come nella concept car Opel Corsa GSE Vision Granturismo (la vedi qui), inoltre, sottili luci a led formano una specie di croce, estendendosi in verticale, a sottolineare la nervatura centrale che corre lungo il cofano, e ai lati della mascherina in nero lucido.
Nuovi anche i fari a matrice di led: con 25.600 pixel ciascuno, offrono una maggior potenza di illuminazione e una maggior precisione della funzione di antiabbagliamento automatico di cui sono dotati sin dalla versione “base”. Nuovo anche il disegno dei cerchi in lega di 17 e 18 pollici.

Nell’abitacolo della Opel Astra ci sono nuove luci d’ambiente e il software del sistema multimediale ora beneficia degli ultimi aggiornamenti previsti dalle altre “cugine” del gruppo Stellantis, come la Peugeot 308 con cui condivide la meccanica.
Le novità principali, tuttavia, riguardano gli interni: ora i rivestimenti sono formati da tessuti interamente riciclati e i sedili anteriori presentano una piccola scanalatura longitudinale al centro della seduta progettata per affaticare meno il coccige (il tratto terminale della colonna vertebrale) nei lunghi viaggi.
Le poltrone delle più ricche GS e Ultimate, inoltre, sono ancora più ergonomiche: cono certificate dall’associazione tedesca per la salute della schiena AGR. A richiesta, infine, si possono avere estese regolazioni elettriche (pure per la zona lombare) e le funzioni di riscaldamento e massaggio.






























































