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Stabile la voglia di auto in Italia

05 aprile 2017

Diminuiscono di poco coloro che prevedono di acquistare un’auto nuova, ma aumentano quelli che progettano di comprarla usata.

Stabile la voglia di auto in Italia

MONITORAGGIO CONTINUO - Avere “il polso” del mercato è fondamentale per qualsiasi attività, ma lo è in maniera determinante per chi si occupa di credito al consumo. Lo sa bene la Findomestic, società finanziaria del gruppo BNP Paribas specializzata nel credito al consumo, e come tale molto impegnata nel settore auto (oltre il 20% del suo erogato annuo è relativo ad acquisti di auto). Perciò tra le attività della società c’è anche il suo Osservatorio che mensilmente produce una messe di dati inerenti il mercato e la società italiana. L’ultima uscita dell’Osservatorio Findomestic è del mese di aprile 2017 e si basa sui risultati di un’indagine demoscopica condotta dalla Doxa, su un campione ponderato di 502 intervistati, per il 55% uomini e il 45% donne. Quanto alla distribuzione geografica, il 31% del campione è residente nelle regioni del Nord Ovest, il 22% nel Nord Est, il 21% nel Centro e il 26% nel Sud e nelle Isole. 

TREND POSITIVO IN ATTO - Tra i tanti dati raccolti ci sono anche quelli che riguardano la propensione all'acquisto di un'auto da parte dei consumatori. Il quadro che emerge dall’indagine è un po’ da interpretare: rispetto al marzo 2016 la tendenza è al ribasso, ma se si considerano i mesi scorsi si nota una certa ripresa di disponibilità. A rispondere di avere in mente l’acquisto di un’auto nuova nei prossimi tre mesi è stato infatti il 13% del campione, mentre a marzo del 2016 fu il 13,3%; ma nei mesi dall’aprile 2016 sino a marzo di quest’anno l’indice è sempre rimasto al sotto del 13%. In particolare a febbraio gli intervistati con intenzioni di acquisto sono stati l’11,7% del campione. Dunque si può dire che è in atto un trend di crescita. E l’ottimismo è ancora più forte se si considerano i progetti di acquisto di un’auto usata, a cui pensa il 10% degli intervistati, mentre per tutto l’anno passato l’indice è rimasto sotto tale soglia (a marzo 2016 furono registrate l’8,3% di intenzioni di acquisto). Da aggiungere che l’indagine dell’Osservatorio Findomestic registra anche l’importo che si intende spendere, e la media per l’acquisto di un’auto nuova è di 18.691 euro mentre per un usato si prevede di spendere in media 6.076 euro.

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POCA FIDUCIA MA IN CRESCITA - Tutto questo in un quadro di fondo in cui non brilla la fiducia sia nella propria situazione che in quella dell’Italia (i “voti” sono rispettivamente 4,86 e 3,77 su una scala di giudizio da 0 a 10). Il sondaggio rileva comunque un atteggiamento positivo della soddisfazione per la propria situazione, in miglioramento dello 0,1%, mentre la percezione per l’andamento dell’Italia è in ribasso dello 0,3%. 



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Ritratto di Lo Stregone
10 aprile 2017 - 15:13
Infatti si vede in che mondo viviamo. "L'auto ti rende libero!" Ma nessuno immagina lo stress che si accumula. "Basta una pastiglia e via". "Non devi pensare". Se vogliamo darci la zappa sui piedi continuiamo pure così.
Ritratto di JapanCulture
26 aprile 2017 - 22:27
Aggiungi il fatto che purtroppo l'usato di oggi non è più l'usato di ieri! Un tempo un'uadi a3 o una honda civic o una bmw serie 3 o ancora ad esempio una toyota corolla di 7 anni di vita, era un'auto a metà vita e quindi un ottimo affare per l'acquirente. Oggi invece con "l'affinamento dell'obsolescenza programmata" i modelli sopra citati delle serie odierne dopo soli 7 anni sono già al 75% del proprio ciclo vitale. Quindi MAI come adesso l'auto usata è uno specchio per le allodole. Soprattutto per le auto tedesche molto meno affidabili delle giapponesi nel medio/lungo periodo anche se in molti casi migliori delle giapponesi come qualità delle plastiche/finiture esterne. Oltretutto (le tedesche offrono anche quei famosi costi da oreficeria per i prezzi di ricambio che ti faranno pentire amaramente di aver scelto la strada del "povero arricchito che ostenta ricchezza con l'usato". Non parlo nemmeno delle utilitarie vere e proprie (fiat,peugeot,renault,ecc ecc....) che oggi giorno dopo 8 anni sono da buttare o quasi, dato che costa di più ripararle che pagare le rate per una nuova auto.

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