Parco Valentino 2019: le auto da sogno

Pubblicato 20 giugno 2019

Fra le tante supercar moderne, al Salone di Torino fanno battere il cuore anche quelle del passato.

Parco Valentino 2019: le auto da sogno

TANTE AUTO RARE - Il Castello del Valentino è il “cuore” del Salone di Torino 2019. Non soltanto perché si trova al centro del parco, i cui viali ospitano gli stand delle auto nuove, ma perché nel suo cortile “battono” supercar e rari prototipi di collezionisti. Fra questi ne abbiamo selezionati alcuni, rari da vedere in altre occasioni.

COVINI C6W - Fra le auto presenti non passa certo inosservata la C6W (foto qui sopra), supercar emiliana prodotta dalla Covini Engineering. La sua particolarità, che la rende del tutto unica, è l'asse delle ruote anteriori con quattro ruote (più piccole di quelle posteriori): questa soluzione, vista anche in Formula 1, promette miglioramenti in termini di frenata e stabilità. Il suo motore è un V8 4.2 con 500 CV. Nonostante l’aggravio di peso delle due ruote in più all’anteriore, la C6W pesa 1150 chili (complice la carrozzeria in vetroresina e fibra di carbonio) e supera i 300 km/h di velocità massima. 

FERRARI 250 GT DROGO - Fra le auto più rare esposte a Parco Valentino 2019 c’è anche la Ferrari 250 GT Drogo (foto qui sopra), un esemplare unico commissionato da Piero Drogo, ex pilota degli Anni ‘50 che partecipò ad alcune gare con Rosse costruite ad hoc. La 250 GT Drogo, realizzata nel 1961, deriva dalla 250 Testa Rossa, che vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1958, 1960 e 1961: ha un motore V12 3.0 da circa 300 CV. La carrozzeria ha linee sinuose e avvolgenti, con i fari carenati e il tetto allungato: l’ispirazione è la “mitica” 250 GTO.

ABARTH 1000 RECORD MONZA - Nel 1960 la Pininfarina disegnò la carrozzeria di un esemplare unico basato sulla coupé Abarth 1000 (foto qui sopra), con la quale l’Abarth voleva stabilire nuovi record di velocità (Carlo Abarth, fondatore della casa che porta il suo nome, fu tra i primi a credere nei record di velocità come forma di pubblicità). La 1000 ha una carrozzeria stretta e affusolata, che le permette di “fendere” l’aria. L’Abarth 10000 Record Monza riuscì nel suo intento e stabilì otto record di velocità: fra questi il primato di guida su 72 ore, alla media di oltre 186 km/h.

FIAT 500 GIANNINI - La Giannini, fondata nel 1916 (nacque come riparatore), è un’azienda romana molto conosciuta negli Anni 50 e 60, quando si costruì una certa fama modificando e potenziando le Fiat 500. L’azienda ha celebrato i 100 anni di attività con la 350 GP (foto qui sopra), un bolide che ricorda nella forme la Fiat 500 ma è una piccola supercar: ha ruote di 19”, la carrozzeria abbassata e ribassata e il motore 4 cilindri 1.750 dell’Alfa Romeo 4C, potenziato a 350 CV. Il motore è collocato dietro i due sedili per centralizzare i pesi, come nelle vere supercar.



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Ritratto di FOXBLACK
20 giugno 2019 - 20:11
Per gli altri modelli va bene. ..ma la covini. ..(mio parere. ..se la potevano risparmiare)
Ritratto di Magnificus
20 giugno 2019 - 20:22
Concordo...potevano lasciarla in garage...e pure coperta
Ritratto di Agl75
20 giugno 2019 - 22:45
La felicità dei gommisti
Ritratto di Moreno1999
21 giugno 2019 - 09:42
4
Pensavo di vederci doppio guardando la covini
Ritratto di Abacus
21 giugno 2019 - 15:55
Il cinquanta per cento dei modelli esposti hanno il formato "scarafaggio" dove, in virtuale assenza di visibilità laterale e posteriore, l'ipotetico guidatore male avventurato può sfogarsi in tratti autostradali agibili. Incappando nella prima trappola elettronica, andrebbe a farsi la provvista assoluta di punti negativi a saldo zero pneumatico. Il piacere sano della velocità lo trasmette il treno Freccia Rossa" dove a cruscotto si leggono 299,00 km.ora. Che emozione questo numero! Il salone automobilistico del Valentino è sede ambita da adolescenti e infanti, che sognano ad occhi aperti le strade deserte della pubblicità televisiva. Molto interessante e con il maggior concorso di popolino è stata l'attrazione collaterale, la fiera del cibo di strada con fiamme colorate e aromi potenti, per il gaudio di ebbri e empi, che «col pugno li percosse l’epa croia».
Ritratto di BRIXIO85
24 giugno 2019 - 09:41
"adolescenti e infanti, che sognano ad occhi aperti per le strade deserte della pubblicità televisiva". Esatto; è l'irrealtà al quadrato, il sogno (totalmente irrealizzabile a differenza dal passato) in una collocazione ulteriormente onirica e virtuale (quella degli artefatti scenari pubblicitari ed espositivi). Un pericolosissimo trastullarsi nelle infinite combinazioni e sequenze di decontestualizzazioni, che s'amplificano a vicenda in uno stordente effetto Larsen. Il sistema limbico impazzisce, la corteccia cerebrale viene bypassata, ed è subito oblio della ragione e tripudio di stimoli derivati, puramente dopaminici, che rimandano a sottostanti ormai invisibili, affondati nell'abisso d'una realtà post-moderna relitto di se stessa. E ancora: "Molto interessante e con il maggior concorso di popolino è stata l'attrazione collaterale, la fiera del cibo di strada con fiamme colorate e aromi potenti..."; eccolo, infine, l'istinto di sopravvivenza! La disperata ricerca della concretezza, l'ultimo scomposto tentativo dell'uomo che fu di salvarsi da una spirale decontestualizzante senza fine, tanto illusoria nella sua ingannevole tangibilità quanto ineluttabilmente ferale. Lo street food lo si vede, lo si afferra, lo si morde, lo si ingerisce; diviene parte di sé, parte integrante dell'esperienza di vita. Nella sua banale ma autentica oggettività, rompe l'incantesimo. Forse ci si è risparmiati l'ennesima corruzione appercettiva, l'ennesima micro-genesi micro-psicotica, ma era certo più sicuro andar per monti...
Ritratto di Abacus
24 giugno 2019 - 16:37
Shakespeare: "io so ma non so dire". Grazie BRIXIO85, che sai dire. Grazie ancora.
Ritratto di BRIXIO85
24 giugno 2019 - 17:10
Tu, Abacus, sai dire e sai capire, e nelle tue righe c'è già tutto. La mia è mera parafrasi e modo d'esprimere l'idem sentire. Grazie a te e un caro saluto.
Ritratto di SuperMaserati
25 giugno 2019 - 00:45
@Abacus e BRIXIO85 Purtroppo ormai, per motivi di tempo, mi riesce difficile interessarmi come prima al mondo dei motori, tuttavia, leggendo i vostri commenti, non sono riuscito a trattenermi dal rispondervi. Innanzitutto non capisco lo scopo dei vostri commenti che, tra citazioni dantesche, lezioni di anatomia e sgargiante lessico "fusaresco", sono quasi privi di contenuto; il secondo "trattato" in particolare, quello di BRIXIO, mi pare addirittura percorso da una certa cortigianeria... Qual è il vostro scopo? Il disdegnare una manifestazione per appassionati di motori su un sito di appassionati di motori, servendosi di formule altisonanti? E perché mai? Stelle così brillanti e menti così chiare credo che dovrebbero ambire a mete ben più alte del mostrare la propria superiorità intellettuale su AlVolante, ma forse mi sbaglio... Tuttavia io, che credo di potermi tranquillamente definire un uomo di cultura, mi sento abbastanza gratificato in società da non sentire il bisogno di dare sfoggio di sapienza su un sito di automobili, presso persone che probabilmente hanno altri interessi. Io non mi sento spinto dalle mie conoscenze a disprezzare chi ha interessi differenti dai miei, anzi, sono portato a un sentimento di stoica "humanitas", di rispetto per quello che voi definite "popolino" e per gli amanti dei motori, da Abacus chiamati "adolescenti e infanti". Infine il fatto che Abacus dica, spero provocatoriamente, che "il piacere sano della velocità" lo trasmetta il Freccia Rossa, testimonia come egli probabilmente non conosca il piacere della vera guida dinamica, non fatta di kmh, ma di curve e cambi di marcia, una guida non necessariamente pericolosa e praticabile in sicurezza, anche nel rispetto dei limiti, sulle strade pubbliche. Detto questo vorrei salutare i Chiarissimi Professori consigliando loro di spostare le loro sagaci menti verso la risoluzione di altri problemi che affliggono la contemporaneità, problemi ben più gravi della manifestazione al Parco Valentino.
Ritratto di BRIXIO85
25 giugno 2019 - 16:46
Amo le auto, amo, con atteggiamento "cortigiano" in relazione al tuo nick, il marchio Maserati. Cosa induce, ad esempio e giusto per non parlare di supercar, a produrre e a comprare la Levante? Cosa induce a far girare al ring la Stelvio? Questo giusto per restare in "casa". Perché, vedi, se voglio . Wagon che furono), non certo un suv con motore Ferrari, che non mi potrò mai godere perché tenuto in strada solo, e sottolineo solo, dall'elettronica. Ha più senso, a quel punto, provare l'ebbrezza della velocità su un Freccia Rossa, certo che sì; almeno non faccio finta di guidare e resto contestuale alla realtà, e non ricevo stimoli irreali, nemmeno in misura parziale. Il punto è semplice: oggi si vuole una realtà aumentata, oggi si vogliono migliori standard di vita, peccato ci si stia muovendo in verso contrario. A tutte le “innovazioni” corrispondono sistematicamente nuovi stimoli irreali, ingannevoli e che in quanto tali, poiché il cavernicolo che è ancora dentro di noi non è affatto stupido, provocano micro-traumi. Il mktg DEVE traumatizzare se vuole risultare efficace, DEVE stimolare in modo ingannevole, DEVE produrre stimoli irreali. La realtà, l’uomo nel suo complesso, la conosce molto bene; nulla o quasi di essa è più in grado di sorprenderlo nella quotidianità di vita. Semmai, mi sorprende ancora che ci siano pubblicità in cui le auto viaggiano su strade, ceto rigorosamente deserte, ma sempre di normali strade trattasi; nulla di sorprendente dunque, nessuno stimolo fortemente irreale. L’auto andrebbe messa in una piscina, in groppa ad elefanti, sulla banchina d’una metro, sopra una montagna di prosciutti, ecc. Vedi, oggi si vive prevalentemente di feticci: finti fuoristrada, finte supercar, finte prese d'aria, finti scarichi, finto rumore del motore nell’abitacolo, finto rumore degli scarichi all’esterno (le tue care Maserati), finti estrattori, finti spoiler, finte pedaliere sportive, finti volanti sportivi, ecc.) che altro non sono che ulteriori stimoli decontestualizzati ed irreali. Così come allo stimolo innaturale della fotografia d’un panino con la porchetta o d’un cono gelato lo stomaco secerne acido, ma poi non segue niente e ciò poi procura l’ulcera, così il cervello a fronte di una miriade di stimoli ingannevoli secerne dopamina, ma poi non segue ancora niente e ciò procura psicosi. Il GAD, disturbo ansioso dei nostri tempi per antonomasia, è una contraddizione in termini: un’ansia senza causa. Ma la causa in realtà c’è, e manco le menti dei centri di ricerca più specialistici c’arrivano. È matematicamente data dalla sommatoria di tutti gli stimoli irreali ed ingannevoli ricevuti ed a fronte dei quali nulla di reale, di concreto e tangibile è seguito. Oggi, a differenza dal passato, questi stimoli ci arrivano da un’infinità di media ed il settore automobilistico, comportando esborsi importanti e sorreggendo intere economie nazionali, ne è stracolmo. La mente, il subconscio, il sistema limbico, l’uomo delle caverne che è ancora in noi non dimentica. Ogni stimolo è prezioso, o almeno lo era, in quanto fonte di apprendimento. Oggi occorre discernere, in tutta evidenza, tra stimolo e stimolo. Potrà sembrarti snobistico, quando invece è molto democratico, ma il “popolino”, che è poi ancora la massa pasoliniana, non ha potere di discernimento ed oggi a differenza dal passato al Valentino c’entra chiunque; si spaccia per supercar o lusso automobilistico che dir si voglia ciò che è per i più, se non correttamente contestualizzato, puro inganno. Nemmeno mio padre, facoltoso dirigente d’industria (quando ancora l’industria c’era, in foma diffusa intendo), poteva permettersi certe auto, e bollava senza mezzi termini come “merdoni” chi le guidava; perché aveva ancora capacità di discernimento e coscienza di classe. Sapeva contestualizzare la genesi delle risorse economiche e le loro destinazioni ultime; non provenivano certo da youtube e non andavano certo agli influencer, estremizzando, ma nemmeno troppo (il 71% di giovani di oggi sogna di fare… l’influencer). Se negli anni ’70, per farti ben capire, si fumava durante le trasmissioni in tv, oggi sarebbe inaccettabile perché sappiamo che l’emulazione del “popolino” sarebbe inevitabile. Nell’oggi la stessa cautela va applicata agli stimoli. Il sistema iperconsumistico ovviamente non ha nessun interesse a dotare la massa delle nozioni necessarie per discernere fra stimoli ingannevoli, irreali e psicogeni o simoli reali e fonte d’apprendimento e costruttivi. Ti parranno parole ovvie, d’un classismo inaccettabile, d’un rigore da regime totalitario; rileggile allora fra vent’anni…
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