SENZA TREGUA - Sempre pesante il “bollettino di guerra” della
pirateria stradale (vedi
qui): nei primi 9 mesi del 2015, come sottolinea l’Asaps (l’associazione Amici della Polizia Stradale), si sono verificati 798 incidenti con guidatori in fuga dopo un sinistro, per un bilancio di 107 morti e 916 feriti. Maglia nera per la Lombardia, con 131 episodi; seguono il Veneto con 86 e il Lazio con 85. Fra le vittime, soprattutto gli utenti deboli: 56 i pedoni morti.
TROPPI LA FANNO FRANCA - Il dato forse più preoccupante, però, è che solo sei pirati su 10 (sette in caso di sinistro mortale) vengono successivamente individuati e arrestati dalle forze dell’ordine. Di tutti i pirati della strada bloccati, il 20% (ma la percentuale sale al 25% relativamente ai soli episodi mortali) è risultato ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti; nel 26,2% degli episodi di omissione di soccorso, l’automobilista fuggitivo era straniero. Come arginare il fenomeno? Ormai da anni, è in discussione in parlamento il reato di omicidio stradale colposo, con sanzioni più dure nei confronti di chi causa sinistri particolarmente gravi: viene applicato, per ora, il reato di omicidio colposo dovuto a imprudenza, che comporta pene ritenute da più parti non sufficientemente pesanti.