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Più di 4 milioni di km per le fuel cell GM

09 maggio 2014

Il programma a idrogeno della General Motors prosegue con l'intento di debuttare sul mercato entro il 2020.

Più di 4 milioni di km per le fuel cell GM
DEBUTTO NEL 2020 - Annunciata da tempo, la rivoluzione a idrogeno fatica a divenire concreta, tanto da generare un diffuso scetticismo sul suo futuro e sull'opportunità di perseverare nello sviluppo della tecnologia delle fuel cell. Eppure recenti dichiarazioni delle case automobilistiche fanno presupporre che l'arrivo nei listini dei modelli ad alimentati ad idrogeno sia questione di pochi anni. L'ultimo in ordine di tempo è quello di General Motors che ha annunciato che entro il 2020 le attuali piccole flotte sperimentali si trasformeranno in proposte concrete per gli automobilisti. 
 
L'EQUINOZIO DELLE “CELLE” - L'ottimismo profuso dai dirigenti del marchio USA, per altro condiviso pure da Toyota, Hyundai, Mercedes e altri costruttori, arriva dal recente superamento del traguardo delle 3 milioni di miglia percorse (poco più di 4 milioni di km) dalla propria flotta a idrogeno dal 2007, anno dell'avvio del progetto Driveway, con un risparmio di più di 600.000 litri di benzina. Sette anni nei quali si sono succeduti più prototipi fino all'attuale Chevrolet Equinox Fuel Cell (nella foto in alto), nota in Europa come General Motors Hydrogen4, capace di percorre 500 km con un pieno e di assicurare prestazioni non dissimili dalla Opel Captiva. 
 
L'ALLEANZA CON HONDA - A dare più etezza agli attuali annunci dei vertici americani sono la storia e gli accordi sottoscritti nel 2013. L'interesse verso la pila a combustibile (alimentata appunto con l'idrogeno) di General Motors risalgono al 1966, anno del primo prototipo, e sono proseguiti per decenni fino alla riduzione del programma sul finire del secolo scorso. Un percorso ripreso in tempi recenti con la serie HydroGen testata negli anni da più di 5.000 automobilisti che hanno fornito riscontri utili allo sviluppo ed effettuato con alcuni esemplari oltre 160.000 km. Quanto agli accorti, l'anno scorso GM ha siglato due importanti intese. La prima con Honda (qui la news) per lo sviluppo congiunto delle celle a combustibile di nuova generazione e di innovativi sistemi di stoccaggio dell'H2 a bordo, nonché per promuovere lo sviluppo della rete di rifornimento. La seconda con la Tank Automotive Research dell'esercito USA per affinare congiuntamente la tecnologia fuel cell. 
 
PREZZI IN CALO DAL 2030 - Un ulteriore indizio delle intenzioni serie della General Motors è stata l'inaugurazione nel 2013 di un nuovo laboratorio presso il quartier generale di Pontiac, nel Michigan, dedicato allo studio delle pile a combustibile. Se, quindi, il traguardo del 2020 appare verosimile, rimane da verificare l'effettivo superamento di uno dei principali problemi che fino ad oggi ha ostacolato la diffusione delle vetture a idrogeno: i costi di produzione. Come per le auto elettriche, è presumibile che i primi modelli immessi sul mercato avranno prezzi che pochi si potranno permettere, mentre per una “democratizzazione” dei listini ci vorranno anni. L'ipotesi più probabile è quella dichiarata da Rick Wagoner, ex numero uno di General Motors, nel 2007 secondo il quale le auto fuel cell arriveranno sul mercato nel 2020 ma avranno prezzi concorrenziali non prima del 2030.


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Ritratto di sdrino
12 maggio 2014 - 18:59
Nel settore energetico, nessuna rivoluzione è mai stata rapida. Su un recente articolo scientifico ho letto che ogni nuovo tipo di combustibile negli ultimi due secoli di storia (legna, carbone, petrolio, gas naturale) ha impiegato tra i 50 e i 60 anni per diventare il più utilizzato rispetto agli altri, a partire da quote iniziali del 5%. L'articolo faceva riferimento alla produzione delle rinnovabili, ma credo che possa essere indicativo anche per questo caso. Purtroppo le infrastrutture per la distribuzione capillare di un nuovo tipo di carburante non si costruiscono in un giorno, ma in decenni. Dobbiamo avere pazienza perché sarà una rivoluzione lenta ma, speriamo, inesorabile, Ben vengano sempre più sperimentazioni su questi fronti,