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Pneumatici “pirata”: pure l’ambiente non ringrazia

14 giugno 2016

L’importazione e la vendita illegale di gomme comportano rischi anche per l’ambiente, connessi al mancato riciclo dei pneumatici di sostituzione.

Pneumatici “pirata”: pure l’ambiente non ringrazia

DOPPIO DANNO - Chi vende (o acquista) pneumatici in nero fa due danni in un colpo solo. A carico del fisco, ovvio, ma anche dell’ambiente: le gomme destinate a essere sostituite, infatti, verranno smaltite illegalmente, invece di essere correttamente raccolte e riciclate a cura di Ecopneus, la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei pneumatici, costituita dai principali produttori di gomme operanti in Italia. A sottolineare il problema, già evidenziato in passato (vedi qui), è la stessa Ecopneus: chi compra in nero evade anche il contributo ambientale, sottraendo ai consorzi aderenti le risorse necessarie a lavorare al meglio. 

IL SISTEMA FUNZIONA. MA... - Nel 2015, Ecopneus ha raccolto 241.000 tonnellate di pneumatici fuori uso (27 milioni di pezzi) presso 25.000 gommisti in Italia, superando dell’8% il target di legge: un recupero che ha portato benefici ambientali, perché ha evitato l’immissione nell’atmosfera di 363.000 tonnellate di CO2, un prelievo di materie prime di 355.000 tonnellate e un consumo di acqua di quasi 1,8 milioni di metri cubi. Per limitare i danni ambientali dovuti all’importazione illegale e alla vendita in nero di pneumatici, dal 2011 il consorzio ha raccolto un extra quantitativo di pneumatici fuori uso pari a 90.000 tonnellate, per un onere complessivo di 16 milioni di euro di costi supplementari. “La situazione nel 2016 rischia però di esplodere”, dicono i responsabili di Ecopneus, “perché mancano le risorse per far fronte alla raccolta degli extra-quantitativi non coperti da contributo ambientale”.

ATTENTI ALLA NUOVA LEGGE - Proprio un anno fa, una normativa ha esteso la cerchia delle persone che possono essere ritenute responsabili della gestione dei rifiuti: non più solo chi il rifiuto lo produce, ma anche coloro ai quali la produzione di un rifiuto sia “giuridicamente riferibile”. Oltre al gommista, insomma, anche l’automobilista. Per stare alla larga dai guai, quindi, meglio effettuare la sostituzione dei pneumatici presso un’officina debitamente autorizzata, facendosi annotare nel documento fiscale relativo all’acquisto dei pneumatici nuovi l’avvenuto pagamento del contributo ambientale. Per pneumatici comprati presso un centro commerciale o via internet, il contributo ambientale deve essere pagato all’atto dell’acquisto. 

L’ASFALTO RICICLATO SI FA… STRADA - Intanto, aumenta l’impiego di asfalti modificati con aggiunta di gomma di riciclo: si è passati dai 105 km di fine 2011 ai 350 di fine 2015. In un settore che ha visto diminuire drasticamente interventi e risorse, gli asfalti modificati con gomma di riciclo viaggiano in controtendenza, con un incremento dei km realizzati pari al +1100% su base annua dal 2007 al 2015. Stando a Ecopneus, aggiungendo polverino di gomma riciclata nei bitumi per asfalti si ottiene infatti una pavimentazione stradale dalle caratteristiche migliori: dura tre volte di più e resiste meglio al formarsi di buche e fessurazioni.





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Ritratto di lucios
15 giugno 2016 - 07:49
4
se costassero anche un po' di meno la gente non comprerebbe cosa del genere
Ritratto di Lucky777
15 giugno 2016 - 08:01
Io penso che su internet si trovano le stesse identiche gomme scontate di un 20 30% rispretto ai gommisti, tra l'altro i piu grandi siti web sono convenzionati e forniscono una mappa per trovare il centro di montaggio piu comodo, quindi lo smaltimento dei vecchi pneumatici e chi li smonta e li rimonta che deve pensarci, considerato che vogiono 10€ a gomma per sostituirle e ci vuole nemmeno mezz'ora tra smontaggio rimontaggio ed equilibratura, penso che quella piccola tassa di smaltimento molti la mettano inclusa(il mio gommista ad esempio lo fa) ^_^
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 giugno 2016 - 08:50
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Ritratto di preda
15 giugno 2016 - 10:51
E se il gommista acquista anche lui un su internet a 50, e poi acquista dal grossista a 100, e fa tutto 100, chi lo sa? Sono come i telefonini, un po arrivano dalla Cina, un po arrivano dal grossista (ovvio che arrivano tutti dalla cina, ma ci sono i brandizzati e i chiamati generici), poi fanno tutto insieme e te ne accorgi solo quando lo mandi a riparare che dal numero seriale capisci da dove arriva. Se fossero più onesti, certe cose non succederebbero, se lo fanno loro, sono furbi ed e' legale, se lo fai te, sei da crocifissione. Tra la tassa sullo smaltimento, l'iva, l'iva dell'iva, lobby su gomme estive e gomme invernali, negli ultimi 4 anni, i prezzi le gomme sono aumentate di quasi il 40 %
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 giugno 2016 - 11:08
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Ritratto di Doc1980
15 giugno 2016 - 18:22
Da qualche anno compro sempre su internet (marche premium con un risparmio anche maggiore del 30%). Il contributo ambientale l'ho sempre riscontrato nelle fatture di acquisto, come citato dall'articolo. Sulla qualità non ho mai avuto problemi: ne di usura anomala, ne di tenuta. Tra l'altro, quando richiesto, mi hanno sempre comunicato il DOT prima dell'acquisto. Il "gommista di fiducia" è un po' uno status symbol di una cultura non al passo coi tempi
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
16 giugno 2016 - 10:00
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Ritratto di Iceman Paul
16 giugno 2016 - 10:15
personalmente credo siano tutte....cavolate.Ho comprato in passato gomme dal gommista e morire che mi abbia mai fatto uno scontrino. le compro usate su internet da privati...allora?...mica le monto io, mica ho una officina in casa....le vado a montare da un gommista che dovrà provvedere allo smaltimento delle gomme usate....se decido di tenerne una in giardino e ne faccio una altalena sono un delinquente? deturpo l'ambiante? ma per piacere. chi compra gomme su internet nuove o usate che siao andrà sempre da un gommista a farle montare NO???? il gommista deve provvedere allo smaltimento e lasciate stare i consumatori
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
16 giugno 2016 - 10:26
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Ritratto di Iceman Paul
16 giugno 2016 - 10:34
nn sono d'accordo. Il responsabile è il gommista se poi mi fa pagare 30 euro o 40 o 50 e non le smaltisce è lui che ha una azienda di cui deve rispondere mica io??? stiamo scherzando. Il problema è che lo stato non sa dove prendere i soldi ecco dove è il problema. Ho acquistato 4 bf goodrich su internet da un privato per 300 euro compresa la spedizione, ottime gomme con si e no 5.000 km e un paio di anni,messe in vendita perchè rumorose. Fatte montare dal gommista per 40 euro, con scontrino( ho cambiato gommista dopo anni), mi sono ripreso le mie vecchie gomme che ho poi rivenduto su internet ad un privato che le sfrutterà ancora molto, molto tempo il gommista le bf goodriche le aveva ma a quasi 700 euro...non so se mi spiego se avessi lasciato le gomme a lui era suo il compito di smaltirle in quanto gommista o di rivenderle ome usate come fanno TUTTI i gommisti. Ripeto è lui che possiede un'azienda ...non io
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