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Pneumatici: intesa per uno smaltimento eco-compatibile

22 aprile 2010

In attesa che diventi operativo un decreto per regolamentare lo smaltimento dei vecchi pneumatici, gli operatori del settore si sono impegnati ad attuarne già oggi i principi guida.

UN ACCORDO COMUNE - Il decreto che regolamenta lo smaltimento e il recupero dei pneumatici fuori uso (PFU) doveva essere rattificato il mese scorso (leggi qui la news), ma questo non è avvenuto: ad oggi è fermo alla Conferenza Unificata Stato-Regioni per il via libera definitivo. Questa legge permetterà il recupero di 80 mila tonnellate di “gomme” che oggi finiscono nelle discariche abusive. Nel frattempo gli operatori del settore hanno firmato un protocollo d'intesa nel quale si sono impegnati ad attuare, ognuno per l'ambito di propria competenza, un sistema improntato al rispetto dei principi che saranno propri anche della legge: lotta all'illegalità, garanzia di una totale tracciabilità dei pneumatici, attuazione degli indirizzi comunitari, sviluppo di un’industria nazionale del riciclo e del recupero di alta qualità, massimizzazione del beneficio ambientale ed economico.

PRODUTTORI RESPONSABILI
- Ricordiamo che in Italia, come in altri Paesi dell'Unione Europea, l’art. 228 del Decreto Legislativo 152/2006 "stabilisce che i produttori e gli importatori devono assicurare la corretta gestione dei pneumatici fuori uso con responsabilità proporzionale alle quote di mercato rappresentate". Questa gestione in Italia verrà fatta dalla Ecopneus (leggi qui per saperne di più), la società consortile che è anche una dei firmatari dell'intesa. Gli altri sono la Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici), la FiseUnire (raggruppa le aziende attualmente associate all’Unione Nazionale Imprese Recupero), l'Assorigom (Associazione Nazionale Raccolta Riciclo e Riutilizzo della Gomma) e l'Assodem (Associazione dei demolitori di autoveicoli).

TROPPE GOMME ABBANDONATE
- In Italia, ogni anno vengono venduti oltre 30 milioni di pneumatici per le auto, 2 milioni per i mezzi pesanti, 3 milioni per le moto e 200.000 per mezzi industriali ed agricoli. L'anno scorso, delle quasi 350.000 tonnellate di pneumatici fuori uso prodotti nel nostro Paese, circa la metà è stata destinata ad essere usata per la produzione di energia; quasi il 20% recuperata come materia prima per utilizzi urbani ed industriali (dato pari alla metà della media Europea). Il restante circa 25% si è invece disperso nelle discariche abusive, cosa che non dovrebbe più succedere quando entrerà in vigore il decreto.
 



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