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Pomigliano d'Arco: ancora braccio di ferro tra Fiat e Fiom

15 giugno 2010

Per il rilancio dello stabilimento campano, il piano presentato da Sergio Marchionne continua a incontrare il no della Fiom. La quale si dice pronta a siglarlo se la Fiat rivede i punti su diritto allo sciopero e malattia.

ANCORA DI SALVEZZA - Spostare la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano d'Arco e investire nei prossimi anni 700 milioni di euro. Questo è il piano di Sergio Marchionne per rilanciare lo stabilimento campano dove sono impiegati oltre 5.000 addetti e vengono prodotte le Alfa Romeo 159 berlina e Sportwagon la coupé GT. Il "boss" della Fiat ha chiesto in cambio una maggiore flessibilità del lavoro ponendo delle condizioni per risolvere una serie di problemi che, secondo i vertici del gruppo torinese, non permettono una piena efficienza dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Vediamo quali sono le proposte della Fiat:

Le proposte della Fiat
Lavoro organizzato su 18 turni nell'arco di sei giorni settimanali (tre turni giornalieri di otto ore dal lunedì al sabato)
Possibilità che il diciottesimo turno, che cade di sabato sera, non sia lavorato
Incremento da 40 a 120 ore degli straordinari obbligatori
Sanzioni a singoli lavoratori e sindacati in caso di sciopero contro i punti presentati dal contratto
La Fiat non pagherà la quota retributiva a carico dell'azienda per i primi tre giorni di malattia a chi è assente in occasioni di particolari eventi come scioperi e manifestazioni esterne

IL NO DELLA FIOM - Come avevamo già anticipato (leggi qui la news), a determinare una battuta d'arresto nelle trattative tra la Fiat e i sindacati è la ferma posizione della Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) riguardo gli ultimi due punti. Secondo il sindacato la clausola sul diritto allo sciopero  “è illegittima perché pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento, l'esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione". Mentre sul tema delle malattie, la Fiom ha confermato che “fa propria l'esigenza di affrontare l'eventuale assenteismo e di ridurlo ai minimi fisiologici e conferma che gli accordi sottoscritti impegnano sempre tutta l'organizzazione al loro rispetto integrale”.

SECONDO LA FIAT
- I punti criticati dalla Fiom, ma accettati dalle altre single sindacali coinvolte nella trattativa (Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic), hanno trovato pronta risposta nelle parole di Ernesto Auci, responsabile delle Relazioni Istituzionali della Fiat. Secondo Auci, riferendosi alle possibili sanzioni per gli scioperi, “se uno sottoscrive un accordo, poi si deve impegnare a rispettarlo, perché altrimenti viene meno il senso dell'accordo. Noi facciamo investimenti sulla base di un impegno, non è che da qui a 12 mesi lo rimettiamo in discussione”. Mentre, per quanto riguarda il mancato pagamento delle malattie per arginare il problema dell'assenteismo, questo scatterà solo se le assenze saranno “significativamente superiori alla media” in occasioni di particolari eventi. In ogni caso, una commissione paritetica esaminerà i singoli casi in modo da preservare i diritti dei dipendenti che oggettivamente presentano dei problemi di salute. 

BRACCIO DI FERRO - Se gli altri sindacati hanno confermato il proprio appoggio al piano Fiat e invitano la Fiom a ritornare sui propri passi, quest'ultima si è detta pronta a discutere una trattativa, accettando l'aumento degli straordinari e i 18 turni di lavoro, purché non vengano toccati i “temi che coinvolgono i diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro” e “aprono profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero”. Temi che non renderebbero accettabile neanche il prossimo referendum dei lavoratori invocato come soluzione in questi giorni. Insomma, la partita non è ancora finita e, in attesa dei tempi supplementari, la Fiom ha già annunciato la propria adesione allo sciopero generale del 25 giugno, il quale sarà di 8 ore, rispetto alle 4 proclamate.

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Ritratto di trap
15 giugno 2010 - 12:45
Anche se comporta qualche sacrificio, il mantenimento dello stabilimento di Pomigliano è un'opportunità da non lasciarsi scappare, soprattutto in tempi di crisi.
Ritratto di hotdog
15 giugno 2010 - 13:45
se non trovano un accordo continueranno a farla in Polonia... forse conviene cedere: ci sono in ballo 5000 lavoratori. Altrimenti avremo un'altra "Termini Imerese"
Ritratto di littlesea
15 giugno 2010 - 14:05
2
....ha già rovinato l'Italia negli anni passati...ora pretende di continuare a dettare legge e non fa assolutamente gli interessi dei lavoratori a fronte di una linea "maliziosamente" politica che non deve essere propria di un sindacato...Quindi predica bene e razzola male...andando di questo passo ne "strapperanno di tessere i suoi iscritti....Anomalia tutta italiana...non c'è che dire!
Ritratto di alberto89
15 giugno 2010 - 15:22
SOTTOSCRIVO
Ritratto di Pito28
15 giugno 2010 - 15:23
L'unica vera anomalia tutta italiana in questa vicenda è la presenza di un'imprenditoria che vuole cannibalizzare i lavoratori e continuare a far profitti contando sugli aiuti di Stato e salari da fame. Questo è l'unico scandalo della vicenda!
Ritratto di fiatpunto
15 giugno 2010 - 16:21
I sindacati che hanno rovinato i lavoratori italiani sono, invece, quelli che hanno accettato la proposta capestro della Fiat, compresi i loro sostenitori.
Ritratto di yurkomeni
15 giugno 2010 - 16:07
Il sindacato ha fatto tanto per gli operai,molto di più per gli statali.Ora però ha perso la sua funzione,per politicizzarsi ha distrutto ciò che i lavoratori avevano aquisito:il TFR ci è stato RAPINATO,chi aveva aquisito il diritto di andare in pensione dopo 35 anni adesso deve aspettare chissa quanto,la pensione viene ridotta alla fame e per giunta hanno agevolato il trasporto delle produzioni nei paesi emergenti,facendo perdere lavoro agli italiani.Il problema del costo del lavoro imposto dallo stato,è per mantenere 5 milioni di dipendenti pubblici,di cui metà dovrebbero andare a casa,dei manager e direttori pubblici che prendono decine di migliaia di euro al mese,così come magistrati,politici ecc.ecc..Se si mettesse un tetto alle retribuzioni (5.000€?) ed alle pensioni d'oro(3.000 € per uno che non produce sono più che sufficienti) e meno auto blu e consulenze,certo che si risolverebbero i problemi degli operai e delle aziende
Ritratto di money82
15 giugno 2010 - 16:26
1
Evidentemente a questa fiom non è stata allungata nessuna "mazzetta" ... siamo seri, piuttosto che cedere fanno chiudere la fabbrica..ma vorrei capire cos' è sto diritto di sciopero? C'è ancora gente che ci crede? Il problema è che alla fiat sono come gli statali, a Pomigliano il 60% dei lavoratori è sempre in malattia e allo stesso tempo ha un' altro lavoro.
Ritratto di Pito28
15 giugno 2010 - 17:00
La cecità della gente che non capisce come peggiorando le condizioni di lavoro di una categoria importantissima in Italia (i metalmeccanici FIAT) si pongano le basi per peggiorare quelle di tutti i lavoratori è veramente allucinante.
Ritratto di grazia100
15 giugno 2010 - 22:20
Hanno cominciato col dire che i lavoratori pubblici erano assenteisti e si sono allargate le fasce di visita fiscale e a penalizzare economicamente i primi 10 giorni di malattia... e molti hanno pensato che facevano bene a colpire i "fannulloni", intanto si preparava la strada... Niente aumenti contrattuali ai pubblici dipendenti, che già col taglio del salario accessorio (ma CISL e UIL dicevano che l'avrebbero recuperato) quest'anno hanno percepito 1.000 euro in meno rispetto al 2009. Grazie alla manovra finanziaria del 31/05/2010 si è sancito l'innalzamento dell'anzianità ed età pensionabile camuffandolo da finestra che si apre un anno dopo. Intanto vorrebbero diminuire il numero dei lavoratori pubblici i "fannulloni", ma solo per privatizzare, sottraendo ai cittadini i loro diritti di cittadinanza, perchè i servizi ora pubblici potranno ottenerli pagando o pagando di più (servizi mediamente peggiori a costi maggiori, perchè è così che funziona quando non c'è il calmiere e la concorrenza del lavoro pubblico: vedi la pulizia delle strade, lì dove è stata privatizzata) Nel frattempo si legifera sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne del lavoro pubblico (65 anni dal 2012) ... e poi , non toccherà forse alle donne del privato? Ora il ministro Sacconi saluta favorevolmente l'accordo Fiat di Pomigliano che vuole penalizzare lo sciopero e la malattia, mentre la FIOM viene accusata di far politica, perchè non vuole svendere le conquiste sociali e lavorative che sono costate sangue e licenziamenti ad altri lavoratori, ormai lontani non solo dalla nostra memoria, ma anche dalla nostra sensibilità. Forse i lavoratori, col referendum, decideranno di accettare queste clausole e il governo non interverrà per sancirne l'illegalità... in Italia e ... in Europa. Il mondo del lavoro non è a settori: Siamo tutti coinvolti e colpiti da queste scelte scellerate, che fanno da apri pista. Un tempo si lottava per allargare i diritti a chi non ne aveva o ne aveva pochi, ora ... Ognuno guarda il suo orticello e alla ricaduta immediata (Fare lo scipero costa, lo fa chi se lo può permettere ... E pensare che c'è stato chi con Di Vittorio lottava e rinunciava a mangiare e a dar da mangiare ai suoi figli per avere 2 gocce di olio in più sul pane ....!). Abbassare le tutele, gli stipendi, favorire il lavoro precario ... tutto questo affossa l'economia: chi acquista se non ha certezza del domani ? E se non c'è chi acquista, il commercio langue e bisogna produrre di meno, di conseguenza occorrono meno dipendenti... E' un cane che si morde la coda! Lavoratori dipendenti, pubblici e privati, piccoli commercianti e lavoratori autonomi, siamo tutti nella stessa barca, che affonda anche per la nostra indifferenza, mentre il governo si preoccupa delle intercettazioni e non interviene per la legalità e i diritti costituzionali... Ma già la Costituzione gli sta stretta e , forse, sarebbe ora di cambiarla... Che schifo! Non il governo, ma quelli che lo votano