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PRA e Motorizzazione: è l’ora del registro unico?

18 dicembre 2013

Un emendamento alla legge di Stabilità mira a un solo archivio dei veicoli, superando l’attuale doppio elenco.

PRA e Motorizzazione: è l’ora del registro unico?
UN EMENDAMENTO PER SEMPLIFICARE - Nel corso del semicaotico iter parlamentare per l’approvazione della Legge di Stabilità per il 2014 (la legge che deve regolare gli aspetti economici dell’amministrazione pubblica per l’anno prossimo) è stato introdotto un emendamento che mira a modificare le attuali procedure previste per registrare i veicoli. Secondo l’emendamento i due archivi esistente Pubblico Registro Automobilistico e Motorizzazione dovranno lasciare il posto a un unico archivio nazionale dei veicoli. 
 
ANOMALIA ITALIANA - L’esistenza della doppia registrazione - dal PRA viene il certificato di Proprietà, dalla Motorizzazione la Carta di circolazione - è un’anomalia tutta e solo italiana, che nonostante i tanti tentativi non è mai stato possibile superare, nonostante l’evidente spreco di energie e risorse pubbliche che i due registri rappresentano. Per la precisione, la Motorizzazione è una direzione del ministero dei Trasporti, il PRA è affidato in gestione all’ACI (nella foto la sede romana), che peraltro trae proprio dal PRA una parte consistente dei mezzi per il suo mantenimento (3 mila dipendenti, un numero rilevante di dirigenti). 
 
ACI D’ACCORDO - Di fronte all’emendamento che prova nuovamente a risolvere la questione, l’Automobile Club d’Italia ha diffuso un comunicato che valuta positivamente l’emendamento e in genere il lavoro del governo, dichiarandosi disponibile a collaborare per la concretizzazione di quanto previsto dall’emendamento.
 
RISPARMI SÌ. MA COME? - L’approvazione dell’emendamento in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati - si vedrà cosa succederà in aula - può lasciare perplessi. In quanto c’è il caso che sia una ennesima vicenda in cui si affrontano con superficialità questioni formalmente complesse. Perché l’interesse pubblico è nell’arrivare a un unico registro per i veicoli, che è cosa diversa dell’unificazione intesa come fusione dei due registri, con relativi costi. In sostanza, il risparmio c’è se uno dei due cessa, lasciando all’altro il necessario lavoro di registrazione di auto, camion, moto eccetera. 
 
DENTRO O FUORI - Il comunicato dell’ACI lascia intendere che l’Automobile Club considera inevitabile il suo coinvolgimento nel nuovo Archivio unico, ma in questo caso significherebbe che la Motorizzazione - cioè il ministero dei Trasporti, lo Stato in prima persona - si chiami fuori da una incombenza che è pubblica per eccellenza, lasciando invece che tale attività venga affidata esternamente, appunto all’ACI. È credibile tutto ciò?
 
PROSPETTIVE INCERTE - Non solo. Di registri della Motorizzazione e di PRA parlano diffusamente il Codice della Strada e altre leggi dello Stato. Se la legge di Stabilità arriverà a essere varata con il testo dell’emendamento, che in pratica sancisce una volontà ma non la formalizza appropriatamente con i necessari riferimenti di legge, non si vede come il provvedimento possa eliminare tutti i riferimenti al PRA e alla Motorizzazione che oggi sono in essere nella normativa in vigore per quanto riguarda la registrazione dei veicoli. In proposito va notato che l’emendamento stesso dà solo 60 giorni per elaborare la nuova regolamentazione - e già non è un gran tempo - e poi l’iter previsto parla di un regolamento ministeriale, che non può andare a modificare una legge, come è il Codice della Strada. Insomma, ci sono tutte le condizioni perché possa trattarsi dell’inizio di un ennesimo guazzabuglio normativo in cui sarebbe destinato ad annegare il tentativo di arrivare a una unica registrazione dei veicoli.


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Ritratto di Challenger RT
19 dicembre 2013 - 00:10
Sembra sempre più un bluff da parte di un Governo in cerca di consenso! Effettivamente, visti tempi e modalità, è quasi impossibile che si arrivi ad una soluzione in termini di risparmio per Stato ed automobilisti. Come al solito l'eliminazione di un ENTE INUTILE si scontra con la mancanza di volontà e capacità politica e con la ferma ritrosia a mollare l'osso da parte del dirigente fino all'ultimo dei dipendenti che credono di avere avuto il posto di lavoro grazie alla divina provvidenza... (e spesso è proprio vero!). Ma soprattutto sarà assai difficile far togliere all'ACI (in fin dei conti un'associazione privata anche se formalmente di diritto pubblico) le mani da una gallina dalle uova d'oro come il PRA.
Ritratto di onavli§46
19 dicembre 2013 - 13:04
dalla Legge di Stabilità, che presumibilmente sarà votata con fiducia al Governo entro massimo domani, (vedremo poi il testo definitivo cosa conterrà effettivamente in materia registro ed Ente unico o accorpato fra Ministero e PRA) bisognerà vedere, le non certo trascurabili resistente politiche dei vari partiti politici in -lobbie-. Ciò sta a dire, che la Legge può passare con il contenuto (quante ne sono passate, ma poi MAI attuate nella realtà amministrativa) ma potrebbe essere messa nei margini legislativi di esecuzione fattiva. Non illudiamoci troppo dunque su quanto è oggi (e da un po' di anni) una Legge. Fatta la Legge trovato l'inganno, diceva un vecchio proverbio e/o detto, ma purtroppo sempre attuale
Ritratto di vonbraun51
19 dicembre 2013 - 16:00
Oggi si è tenuta una manifestazione dei dipendenti ACI davanti alla sede del PD: a che titolo?? A scopo intimidatorio?? I dipendenti cercano di difendere il posto di lavoro, ma con questo metodo in Italia la riduzione dei costi non ci sarà MAI. E perché non deve essere possibile tagliare posti di lavoro (spesso dovuti a clientele e raccomandazioni) nei carrozzoni pubblici e privati a uso pubblico, mentre nessuno si preoccupa dei milioni di lavoratori ed artigiani delle piccole e medie aziende che hanno perso il posto negli ultimi anni??
Ritratto di onavli§46
19 dicembre 2013 - 22:25
hanno il diritto di difendere il posto di lavoro, assieme al dovere univoco di lavorare, come cita la nostra Costituzione, il problema sono invece le lobbie, le clientele, gli affaristi dei carrozzoni di Stato mal utilizzati, e sopratutto quelli privati ad uso pubblico, tipo ACI, snaturato dagli ideali di concepimento di attività sin dal suo nascere. La politica, penetra ovunque, e ovunque (sicuramente negli ultimi 20 anni) ha distrutto quello che si era costruito. Dall'inizio degli anni '90, si sono articolarmente succeduti Governi di destra, di centro, di sinistra, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. In passato, certamente vi erano politici non certamente candidi, ma almeno qualcosa avevano costruito; un politico, non è mai candido, la politica è compromesso e neppure troppo pulito, ma l'attuale generazione politica, non solo non è per nulla candida, ma anche incapace. A che servono dunque tutte queste manovre, leggi, pseudo finanziarie quando non solo il Paese non cresce, non si stabilizza, ma recede costantemente, quando si svendono industrie e pezzi di proprietà dello Stato. A quando una politica più vera, più trasparente più sincera. Papa Francesco, recentemente ha detto una frase molto significativa: "se i politici non amano il popolo, non amano neppure il proprio Paese....."
Ritratto di Sprint105
19 dicembre 2013 - 16:24
due registri sono inutili (come il terzo, quello dell'Asi per le auto storiche)
Ritratto di M93
19 dicembre 2013 - 18:31
Sarebbe una buona cosa, così da ridurre drasticamente i costi.
Ritratto di lucios
20 dicembre 2013 - 06:16
4
.....quella canzone di Renato Zero? IL CARROZZONE...............
Ritratto di osmica
20 dicembre 2013 - 13:37
All'estero il passaggio di proprietà costa 10€, viene fatto in 10 minuti (fila compresa). Non bisogna fare la fila per prendere i vari bolettini, andare alla posta e fare la fila per ritornare e rifare la fila... per pagare almeno 250€ (senza considerare tutto il tempo perso - permessi e guadagni persi). Fate voi...
Ritratto di Challenger RT
20 dicembre 2013 - 17:25
...e un minuto scarso per scrivere sul retro del libretto i dati del nuovo proprietario dell'auto e mettere due firme. Poi il "vecchio" proprietario deve solo comunicare l'avvenuto trasferimento di proprietà con una semplice e-mail alla Motorizzazione. Non vedo proprio da dove escano i fantomatici costi italiani...
Ritratto di Laura64
20 dicembre 2013 - 22:07
i fantomatici costi italiani vengono non tanto dal costo tecnico del passaggio quanto dalle imposte che gravano sulla trascrizione, in particolare l'IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE che viene pagata da autoveicoli e autocarri, in proporzione ai kw o alla portata giusto, non giusto? non so, è un imposta e in questo caso i costi non si abbattono semplicemente unificando i registri quanto alle code, ai bollettini da tempo non è più così: basta una sola fila al Pra e si aggiorna anche il documento rilasciato dalla motorizzazione pagando tutto allo sportello per tutto si intende appunto l'ipt, diversi bolli (e anche questi non si aboliscono unificando i registri) e i diritti aci e motorizzazione (27+9 euro, per un totale di 30) mettere semplicemente due firme tra privati e comunicare l'avvenuto passaggio? temo che qui in Italia non siamo in grado pensate che a nessuno verrebbe voglia di intestare la sua auto a qualcuno a sua insaputa falsificando la firma? se questo fenomeno si ripetesse più volte (e si ripeterebbe) non sapremmo più di chi sono i veicoli, e in caso di incidente rischiamo di non sapere chi è il colpevole... e così via no, questo non si può fare...
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