SEI MESI DI PROGRESSI - Lo si era già saputo dai risultati semestrali del gruppo Fiat, ma è un fatto comunque da sottolineare l’andamento molto positivo conseguito dalla Ferrari nei primi sei mesi dell’anno. Da gennaio a giugno la casa di Maranello ha registrato un fatturato di 1,177 miliardi di euro, con un risultato operativo di 176 milioni. Ciò significa che a fronte dell’aumento del 2% dei volumi di vendita e del 7,5% del giro d’affari, l’utile è aumentato del 22%. L’utile netto è di 116, milioni, pari a un incremento del 20%.
Nella foto si apertura la Ferrari F12, qui sopra la FF a quattro posti.
PER UNA CRESCITA CONVENIENTE - Quanto alle auto vendute nei sei mesi sono state 3.767 quelle destinate a circolare sulle strade pubbliche, cioè omologate; ciò significa un aumento del 2,8%. La specificazione va fatta perché oltre a queste la Ferrari vende non poche auto da competizione, per i campionati GT e per il Ferrari Challenge, oltre alle vetture del programma XX e ai “pezzi unici” che negli ultimi anni sono divenuti l’ultima espressione dell’esclusività Ferrari. E sono tutte vendite molto redditizie.
STRATEGIA DI REDDITO - Del resto quella della esclusività è diventata la base della stratega Ferrari. La novità è stata annunciata qualche mese fa: “non puntiamo ad aumentare le vendite, ma le redditività”. Ciò anche per offrire ai clienti la certezza di una buona tenuta del valore dell’auto. Un plus che permette di praticare poi prezzi che garantiscono un’elevata redditività. Da notare che i risultati commerciali mostrano un buon trend per tutta la gamma, sia per i modelli con motore a 8 cilindri che per quelli con i 12 cilindri. È anche da segnalare il buon andamento delle attività collaterali, come quelle legate al reparto Ferrari Classiche, che si occupa del restauro e della certificazione di autenticità delle vecchie Ferrari, e delle varie attività commerciali legate ai prodotti con il marchio Ferrari. Tali attività hanno segnato un incremento del 9% nel semestre.
La Ferrari California a "casa sua" sulle sponde della baia di San Francisco.
SOLO LA CINA IN CALO - Quanto alla distribuzione geografica delle vendite, il Nordamerica è sempre il mercato di riferimento. Nel primo semestre ha assorbito 1.048 vetture, con un aumento del 9% rispetto all’anno scorso. In Europa il primo mercato è la Gran Bretagna, con 415 vetture, pari al 6% in più rispetto al 2013. Segue la Germania con 388 unità (1% in più). Il mercato italiano nei primi semestre dell’anno ha registrato 116 immatricolazioni di Ferrari (che significano soltanto il 3% del totale vendite). Molto bene stanno andando le vendite in Medio Oriente (264 vetture consegnate da gennaio a giugno, pari al 39% in più). In Giappone ci sono state 172 consegne (pari al 28% d’incremento) e la Ferrari si sta avvicinando ai valori che aveva prima della pesante crisi che ha colpito il paese del Sol Levante. Uno scenario in controtendenza è invece quello cinese, dove da gennaio a giugno sono state collocate circa 350 vetture (l’approssimazione è della Ferrari), cioè una cinquantina in meno rispetto all’anno scorso. Il risultato è dipeso dalla riduzione delle consegne a Hong Kong, anche per decisione della casa e in considerazione di previsioni di aumenti fiscali.