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Produzione auto: nel 2025 l'Italia perde pezzi, ma il 2026 promette l'inversione di rotta

Pubblicato 08 gennaio 2026

La produzione di veicoli è scesa sotto quota 400.000, registrando numeri ancora peggiori rispetto al già negativo 2024.

Produzione auto: nel 2025 l'Italia perde pezzi, ma il 2026 promette l'inversione di rotta

ANNUS HORRIBILIS

Se il 2024 era stato definito l’anno nero per la produzione di veicoli in Italia, con una produzione scesa al di sotto del mezzo milione di unità (qui la notizia), il 2025 appena concluso è etichettabile come l’anno “nerissimo”. Negli ultimi dodici mesi, infatti, i veicoli prodotti nel Bel Paese sono stati 379.706, con un calo del 20% rispetto all’anno precedente.

Lo afferma il rapporto Fim-Cisl, che mette in mostra come il calo della produzione abbia impattato sia sulle autovetture, ferme a 213.706 unità (-24,5%), che sui mezzi commerciali, che scendono del 13,5% arrivando a 166.000 esemplari usciti dalle catene di montaggio italiane.

Nel giro di due anni, i numeri si sono praticamente dimezzati rispetto al 2023, quando dalle fabbriche italiane erano usciti poco più di 750.000 veicoli: allora il governo aveva come obiettivo il milione di unità all’anno, una cifra che oggi sembra quantomeno utopistica.

ULTIMO TRIMESTRE IN CRESCITA

Il risultato negativo del 2025 è stato solo parzialmente mitigato dagli inizi della produzione della Fiat 500 ibrida a Mirafiori e della Jeep Compass a Melfi, partite nell’ultimo trimestre dell’anno e che hanno consentito di recuperare parte della perdita: senza il contributo di questi modelli, fa notare il sindacato, la diminuzione sarebbe stata bene più consistente, considerando il crollo di circa un terzo della produzione di auto nei tre trimestri dell’anno. Negli ultimi mesi del 2025 anche la produzione di veicoli commerciali ha recuperato 10 punti percentuali.

alfa romeo cassino 2

SOLO MIRAFIORI IN POSITIVO

Se guardiamo agli stabilimenti del nostro Paese, solo Mirafiori fa registrate un dato positivo rispetto al 2024, con un aumento del 16,5%. Tutti gli altri impianti diminuiscono a doppia cifra, tra il -13,5% di Atessa e il -47,2% di Melfi. Ecco i numeri dei siti italiani nel dettaglio: 

Mirafiori: 30.202 unità (+16,5%)

Delle oltre 30.000 unità prodotte, solo 140 riguardano la Maserati GranTurismo e GranCabrio, realizzate prima del trasferimento della produzione a Modena. In poco più di un mese di produzione, la Fiat 500 ibrida è stata prodotta in 4.580 esemplari, un volume pressoché in linea con quanto promesso da Stellantis, permettendo di invertire un trend negativo registrato fino al terzo trimestre del 2025 rispetto al 2024.

Il gruppo ha annunciato 400 nuove assunzioni a febbraio e l’attivazione di un secondo turno di produzione a partire da marzo. L’obiettivo per il 2026 è produrre circa 100.000 vetture. Per il 2027 è previsto l’arrivo di una nuova 500 elttrica dotata di batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà una nuova generazione della 500e, anch’essa prodotta a Mirafiori. Il contratto di solidarietà resta attivo fino al 31 gennaio 2026 ed è utilizzato al 40% dai circa 1.000 lavoratori impiegati nella produzione della 500 elettrica.

Modena: 200 unità (-23,1%)

Nell’ultimo trimestre del 2025, è tornato a Modena l’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, che potrebbe ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali. Stellantis ha annunciato il progetto “Progetto Alta gamma”, che punta a trasformare lo stabilimento emiliano in un polo di eccellenza per la produzione di vetture di lusso tecnologicamente avanzate e artigianali.

Cassino: 19.364 unità (-27,9%)

È il dato peggiore nella storia dell’impianto, che nel 2017 (primo anno di produzione delle Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio) aveva superato le 135.000 unità prodotte. Da quattro anni lo stabilimento lavora su un solo turno e ha prodotto 14.378 unità tra Giulia e Stelvio, mentre le Maserati Grecale sono state poco meno di 5.000 (l’elettrica Folgore rappresenta poco più del 4% del totale).

L’impianto è rimasto fermo 105 giornate e, nelle giornate lavorate, circa 600 dipendenti sono stati coinvolti nel Contratto di Solidarietà. A Cassino arriverà la nuova piattaforma STLA Large, che sarà alla base delle future Stelvio e Giulia, anche in versione ibrida, anche se non ci sono ancora certezze sulla data di avvio della produzione.

Pomigliano: 131.180 unità (-21,9%)

La Fiat Panda/Pandina, con 112.690 unità, continua ad avere la parte del leone, coprendo da sola il 53% della produzione automobilistica nazionale, pur registrando una flessione del 14%. L’Alfa Romeo Tonale, con 17.200 unità prodotte, cala del 32%, mentre la “gemella” Dodge Hornet destinata al mercato nordamericano si attesta a 1.360 unità da tre trimestri consecutivi. Nel corso dell’anno si sono registrate 91 giornate di utilizzo degli ammortizzatori sociali sulla linea Tonale/Hornet e 57 sulla linea Panda. La produzione della Pandina è stata confermata fino al 2030, insieme all’arrivo della nuova versione. 

Melfi: 32.760 unità (-47,2%)

L’inizio della produzione della nuova Jeep Compass, avvenuto nell’ultimo trimestre, ha determinato una ripresa dei volumi nella parte finale dell’anno e rappresenterà il principale contributo produttivo nel 2026. Nel corso del 2025 tre modelli ormai fuori produzione (la vecchia Compass, la Jeep Renegade e la Fiat 500X) hanno pesato per 28.125 unità, mentre i nuovi modelli DS N°8 e Compass sono stati prodotti in 4.635 esemplari.

Nel 2025 si sono registrati 98 giorni di fermo collettivo, gestiti tramite Contratto di Solidarietà, per un totale di 264 turni persi. La perdita di volumi ha già avuto importanti ricadute occupazionali: dal 2021 circa 2.510 lavoratori sono usciti su base volontaria incentivata, portando il numero degli occupati a 4.530 unità. 

Atessa: 166.000 unità (-13,5%)

Nello stabilimento in provincia di Chieti si producono i veicoli commerciali Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. Dall’inizio dell’anno, la media giornaliera dei lavoratori che hanno utilizzato ammortizzatori sociali è stata di circa 700 unità e il Contratto di Solidarità è stato prorogato fino a luglio 2026.

Si registrano segnali di una possibile ripresa produttiva, in particolare dei cabinati, che potrebbero consentire allo stabilimento di riattivare parzialmente il terzo turno, arrivando a una produzione giornaliera di circa 180 veicoli.

fiat fabbrica pomigliano 2 hi

FIDUCIA NEL 2026

Nel 2026 dovrebbe esserci una risalita, beneficiando dell’intero anno di produzione della Fiat 500 ibrida, della Jeep Compass e della DS N°8, a cui si affiancheranno le produzioni della DS N°7 e della Lancia Gamma. Secondo la Fim-Cisl, questi volumi dovranno compensare l’uscita di produzione della Jeep Renegade e della Fiat 500X, avvenuta nel corso del 2025 e che aveva inciso complessivamente per poco più di 15.000 vetture.

Il report prevede per il 2026 un livello produttivo superiore a quello del 2024, ma per raggiungere i volumi del 2023 bisognerà valutare la tenuta degli stabilimenti di Pomigliano e Cassino: quest’ultimo in particolare è in forte difficoltà per il rinvio delle produzioni delle nuove generazioni delle Alfa Romeo Stelvio e Giulia, inizialmente previste per il 2025 e rimandate di almeno due anni.

SERVONO INVESTIMENTI

I rappresentanti dei lavoratori chiedono a Stellantis di rafforzare e migliorare il programma di investimenti, con un nuovo piano industriale che venga presentato prima del previsto e che assuma “scelte concrete e credibili, in grado di rafforzare e garantire la prospettiva industriale e occupazionale di tutti gli enti e gli stabilimenti italiani”.

La Fim-Cisl vede nella riscrittura del regolamento europeo sulle emissioni un primo passo, ma non è ancora sufficiente: “È necessario un piano industriale europeo espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse paragonabili al Next Generation EU, capace di accompagnare la transizione garantendo una sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale e occupazionale”.

Secondo i sindacalisti, anche il governo deve fare la propria parte, “individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare l’industria automobilistica e l’intera filiera dell’indotto” e per questo chiedono la riconvocazione urgente del tavolo nazionale del settore automotive.



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Ritratto di dkc powered
8 gennaio 2026 - 12:49
Meno male che sono sotto stellantis, con loro puoi sperare in nuovi modelli....dispiace x la qualità, infatti Tavares,gli hanno fatto appendere le vocali al chiodo!!...
Ritratto di NITRO75
8 gennaio 2026 - 12:49
Inversione di marcia ma quali modelli? Cosa produciamo DAVVERO qui in Italia?
Ritratto di ilariovs
8 gennaio 2026 - 12:55
Ma dai io pensavo che con le BEV al 6% vendessimo termiche a tutto spiano... invece se Musk non faceva il brillante la sola Gigaberlin produceva quello che produce tutta Italia... wonderful
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 13:07
Infatti Fiat s'è messa 5 modelli elettici a listino, per vendere poi solo (o quasi) la Pandina. Ovviamente questo già anticipando che AVEVANO detto nessuno avrebbe MAI comprato una bev in tutto l'universo. & AVEVANO detto si sarebbero vendute solo auto italiane nell'universo (insomma mi sono portato avanti con tutte le estremizzazioni, da nessuno invero mai proferite che poi inesorabilmente "arriveranno", per supportare che tipo a fine 2025 aver fatto il 6 e qualcosina % di quota mercato sia la consacrazione assoluto "pro") :)))))))))))
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 13:08
*Postilla (come svariate volte ricordato) quando Tesla scelse la Germania, invero qui la quota % venduto bev era più alta che là; fra l'altro... ;/
Ritratto di ilariovs
8 gennaio 2026 - 13:16
Se per questo ha anche 20 modelli termici... ma a guardare i numeri non vanno alla grandissima, anche Pandina -14%.
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 13:25
e-Abarth invece potrebbe essere abbia fatto +3000% (come solitamente capita a chi fa 1 o 2 pz di vendite in totale :)))))) )
Ritratto di Flynn
8 gennaio 2026 - 15:52
3
Eppero' di modelli ne puoi mettere 50, ma se il rapporto qualità/ prezzo lascia a desiderare non servono a nulla, qualsiasi alimentazione abbia.
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:17
4
Quando punti sull'italianità della proprietà ed un unico costruttore nazionale, ma vivi nel mondo globale, questo succede, il settore chiude.
Ritratto di jons73
9 gennaio 2026 - 07:53
molto vero! ottima sintesi!
Ritratto di CalogeroSiciliano
8 gennaio 2026 - 13:11
Chi acquista prodotto estero come fa lei, non dovrebbe aprire bocca sull'industria italiana. Piuttosto faccia un mea culpa traditore della patria. Viva le automobili italiane! Viva il made in Italy!
Ritratto di ilariovs
8 gennaio 2026 - 13:20
A guardare i numeri, caro Calogero, 230K auto prodotte e 1,53 mln vendute... vuoldire che siete una piccola minoranza... forse una domanda ogni tanto sarebbe dupo farsela
Ritratto di verste
8 gennaio 2026 - 14:06
Calogero, provi a fare il conto di quante cose ha che non sono fatte in Italia. A partire dai vestiti che sta indossando, ad esempio, o dal dispositivo dal quale ha scritto questo messaggio. Questa è la realtà. E comunque, se proprio deve difendere l'Italia cominci dal linguaggio: "fatto in Italia", no "made in Italy"
Ritratto di Vinbroken
8 gennaio 2026 - 19:50
Tipo quali modelli per favore?
Ritratto di CalogeroSiciliano
8 gennaio 2026 - 13:08
Bisogna acquistare solo automobili italiane, chi decide di acquistare auto estere non solo è un traditore della patria, ma deve pagare una tassa da possesso di prodotto estero. Auspico che il governo italiano lo faccia al più presto possibile, per redimere questi rinnegati del tricolore. Viva le automobili italiane! Viva il made in Italy!
Ritratto di system_error
8 gennaio 2026 - 17:14
benvenuto nel libero mercato caro Calogero. Se vuole queste norme forse è arrivato il momento di trasferirsi in Cina...
Ritratto di Vinbroken
8 gennaio 2026 - 19:51
Quindi dovremmo pagare tutti visto che i componenti sono tutti Made in cina
Ritratto di Al Volant
8 gennaio 2026 - 13:08
Comunque troppo divertente la pubblicità BYD : "PERMUTA LA TUA AUTO, ANCHE CON CINGHIA A BAGNO D'OLIO..."... AH AH e ti danno pure 10k euro... Quindi, vedete come gli errori vengano al pettine come i nodi. Avremmo dovuto fare di più con byd per farla produrre qui...
Ritratto di Siley
8 gennaio 2026 - 14:15
letto anche io. Credimi che ho riso tanto che quel motore anche premiato come best motore dell'anno sia stato perculato da BYD
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:18
4
Concordo al 100$
Ritratto di zottto
8 gennaio 2026 - 13:12
Se sparissero i sindacati verrebbero tutti a produrre in Italia.
Ritratto di Quello la
8 gennaio 2026 - 14:44
Se fosse legale la schiavitù ancora di più, carissimo zottto
Ritratto di cuore verde
8 gennaio 2026 - 16:20
:-)
Ritratto di Puppamelo
9 gennaio 2026 - 09:09
:)
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:19
4
I sindacati ci sono pure in Austria, la Spagna è un paese governato da anni e anni dalla sinistra, eppure le fabbriche di produttori esteri hanno scelto Spagna ed Austria non Italia..
Ritratto di Quello la
9 gennaio 2026 - 09:11
Ti dirò di più, caro Pierfra: in Germania i sindacati fanno parte del CdA. Giustamente, secondo me.
Ritratto di Alexspc79
8 gennaio 2026 - 13:18
52
Ora però i marchi DR Automobiles Groupe non sono dei più cari in giro
Ritratto di otttoz
8 gennaio 2026 - 13:26
tre anni di meloni ed è tutto un disastro
Ritratto di Volpe bianca
8 gennaio 2026 - 14:29
Otttoz hai rotto
Ritratto di Quello la
8 gennaio 2026 - 14:47
Ci sarebbe il caro zottto, carissimo Volpe: è all'estremo opposto. Dalle nostre parti si dice: "Un alto e un basso fa' un guaivo" (trad.: un alto e un basso fanno un liscio, o qualcosa del genere).
Ritratto di Tistiro
8 gennaio 2026 - 17:01
Dalle mie parti un monte e una val fa un gualìo :)
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:23
4
La Meloni ha la colpa di aver fatto tante promesse fantasmagoriche, vedi taglio delle accise, blocco navale, dismettere la Fornero, avrebbe vinto ugualmente senza farle e sarebbe stata credibile, a mio giudizio, così è solo ridicola, la sua fortuna è di avere una opposizione incapace, io fossi un politico di sinistra farei girare i suoi video di promesse mancate sui social tutti i giorni. Detto questo nel comparto auto, la sua colpa è la assoluta continuità con tutti i governi precedenti dal monocolore DC del 1948: puntare su un unico produttore nazionale: Fiat e la famiglia Agnelli, questo ancora più grave per tutti i governi che si sono succeduti dal 1992 in poi, quando era chiaro che ormai la partita si gioca a livello globale e l'italianità della proprietà conta zero, ma conta avere un sistema paese appetibile per i costruttori stranieri
Ritratto di Tistiro
8 gennaio 2026 - 17:02
Cioè la meloni ha vietato a musk di venire a produrre qua? Ha vietato a byd di produrre qua?
Ritratto di goatto
8 gennaio 2026 - 18:08
Ovviamente no, ma il governo non ha fatto nulla per aumentare la produzione, questo va detto.
Ritratto di Tistiro
8 gennaio 2026 - 18:23
Veramente ha messo sul piatto 400milioni (o 600) per una fabbrica di batterie e stellantis e co hanno pure declinato. Doveva forse regalare pure dei terreni, fabbriche, corrente e pagare gli operai?
Ritratto di Volpe bianca
8 gennaio 2026 - 18:26
Sono sempre gli stessi commenti a sfondo politico per fare propaganda, che sia otttoz, mbutu o altri, cambia poco.
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 20:06
4
Doveva fare quello che gli altri non hanno mai fatto ossia fare in modo che Tesla o BYD aprissero uno stabilimento in Italia, ma su queste tematiche nessuna discontinuità con Prodi che prima ha parlato con Ford, ma poi ha venduto a Fiat l'Alfa Romeo, tanta fuffa con Musk, ma poi si chiama Elkann in parlamento, roba che mi ha fatto cadere le braccia, io mettevo Elkann davanti al fatto compiuto, che BYD o Tesla apre in Italia. Svanita questa ultima possibilità, il settore della produzione di massa di auto è defunto, malato terminale in Italia, rimarrà solo la Motorvalley. Tempo 3-4 anni e dopo Ungheria, Serbia, Turchia, Spagna, Romania, Slovacchia, e Repubblica Ceca ci supererà pure l'Austria, dove i cinesi stanno aprendo le loro fabbriche.
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 20:03
4
La Meloni invece di coltivare l'amicizia con Musk in chiave di produzione o BYD in chiave di produzione ha chiamato Elkann per garantire l'aumento della produzione in Italia, una scena degna della cosiddetta prima repubblica, semplicemente tra gicomica, in piena continuità con quanto fatto ad esempio da Prodi che prima coltivò le relazionia Ford, ma poi vendette a Fiat l'Alfa Romeo
Ritratto di 63 BULLDOZER
8 gennaio 2026 - 22:44
D'accordo sulla necessità di creare humus per investimenti di altri costruttori, ma, quanto ad Alfa Romeo, forse... dopo 40 anni... sarebbe ora di smetterla con questa narrazione Ford/Fiat. A giudicare di come sono finite Jaguar e pure Land Rover, molto meglio che nel 1986 l'Alfa se la sia presa la Fiat, ché almeno un bel po' di bei modelli ha saputo tirarli fuori fino alle Giulia/Stelvio. Certo, la situazione di Alfa in Stellantis è pessima... Ma questa è TUTTA un'altra storia.
Ritratto di Volpe bianca
8 gennaio 2026 - 19:17
Avete rotto co sta politica
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 20:07
4
La politica su questo davvero non è mai cambiata dal 1948, un unico costruttore nazionale, una sola famiglia, fino alla fine, ormai vicina, del settore auto di massa in Italia.
Ritratto di GiaZa27R
8 gennaio 2026 - 13:37
2
Se ci pagassero 200 euro al mese per 80 ore settimanali lavorative e senza alcuna norma di sicurezza, verrebbero tutti a produrre qui in Italia!!!! magari mettiamo anche i lettini dentro le fabbriche per il riposino di 3/4 ore e poi via di nuovo a produrre!!! :-((((((((
Ritratto di mika69
8 gennaio 2026 - 14:07
Ricomincino a fare auto che servono davvero alla gente, per costo e tipologia, e vedrete che venderanno.
Ritratto di cuore verde
8 gennaio 2026 - 16:21
esatto
Ritratto di Siley
8 gennaio 2026 - 14:08
C'è poco di cui discutere. Prendiamo la 500 termica che è stata 'desiderata' ed è arrivata con un motore vecchio e spompato e cambiato manuale per la città. A voi altri esempi pro o contro.
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:27
4
La 500 termica ha se possibile una tecnologia ancora più arretrata di quella elettrica, un sistema dismesso da Suzuki nel 2018, proposto come novità nel 2026, sarà un flop annunciato.
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 16:42
E' il prezzo che "al momento" è un attimino pretenzioso (anche se per l'appeal che ha la 500, potrebbe anche non andare così male "come meriterebbe" per tale prezzo). Se l'avessero calmierata di qualche k€ (o se il mercato li porterà a più miti street price) rischiava di andare a tallonare in vendite la Pandina, invece, mi sa
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 16:45
*A tanti acquirenti d'auto della tecnologia gli importa fra il poco e il nulla (le citycar persino seg.A hanno spopolato con motorizzazioni diesel, al tempo; per dire quanto anche la più potenzialmente improbabile combo segmento-motorizzazione poi invece abbia trovato riscontro commerciale)
Ritratto di deutsch
9 gennaio 2026 - 10:44
4
e quale motore avrebbero dovuto mettere?
Ritratto di Lomax
8 gennaio 2026 - 14:11
Stellantis punta al Nordafrica oramai, e non è la sola, perché l'EU è "coesa", "fa squadra", come di dice quando si cerca di recuperare l'irrecuperabile, quando si è oltre la frutta, quando si è al compost. Ecco, l'EU è compost, per dirla bene, ma c'ha dentro anche m3rd4 vera, tanta. A proposito: dove son finite le "laydencar"? Ma quanto ridere. Intanto i giovani non sanno più usare nessun utensile, ma grazie a Gomorra e Gomorra le origini (che gli spiega bene come diventare "grandi", come calarsi fin da subito nei panni del "maranza modello") maneggiano coltelli con disinvoltura eccezionale; mutilano, invalidano e ammazzano come in nessun'altra parte del mondo. Il futuro di favelas che ci attende non necessita di auto; basterà avere un decoder scai e un lurido divano intriso di delivery ed escrementi. Al limite della frustrazione, ci si alza, si esce e, come ben insegnano la amorali e criminali serie di cui sopra (ma credo che per loro quegli aggettivi siano solo dei complimenti), ci si "riscatta" socialmente con lame d'acciaio rigorosamente Made in China. Certa parte politica, leggendo alcuni commenti più sopra, sarebbe ben lieta di veder scomparire dall'etere quella spazzatura mediatica che ha sede a Maranzaland sud-est. Sarebbe un bene per tutti e tutti lo sanno, chi ragiona almeno. Dai giovani si parte e coi giovani si finisce e loro ce la stanno mettendo tutta per farci finire, male. Ma occorre essere "inclusivi", e allora mandiamo in onda e rendiamo fruibile di tutto. I controlli? Possibilmente, mi vien da pensare, basta solo pagare...
Ritratto di Volpe bianca
8 gennaio 2026 - 14:25
Ma secondo qualcuno Stellantis avrebbe salvato i marchi italiani.
Ritratto di Gordo88
8 gennaio 2026 - 14:31
1
Colpo di coda della gestione funesta tavarello, speriamo in un 2026 migliore anche se il milione e passa sotto la gestione fca è un miraggio..
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:25
4
Il settore dell'automotive di massa in Italia è un malato allo stadio terminale irreversibile. Abbiamo puntato su un solo produttore nazionale ed una sola famiglia, gli Agnelli, time is running out..
Ritratto di Gordo88
8 gennaio 2026 - 16:58
1
Non hanno mai puntato neanche su quello, quando era il momento dj entrare nell' azionario di stellantis come la francia l' allora governo non fece nulla.. per poi sperare ai piani industriali di tavarello quando veniva in parlamento mentre si assisteva ad un crollo di produzione dal 2018 ad oggi, jna barzelletta
Ritratto di Quello Li
8 gennaio 2026 - 15:15
RICORDO I TAVOLINETTI DEL MINISTRO ORSO PER L'AUMENTO DELLA PRODUZIONE IN ITALIA.....E POI IL VIAGGETTO IN CINA DELLA SIGNORA GARBATELLA PERCHÈ I CINESI VOLEVANO VENIRE IN MASSA A PRODURRE IN ITALIA....SI SI....VOI BELLE PECORELLE BELANTI OVVIAMENTE NON RICORDATE NULLA. BRAVI BRAVI. OVVIAMENTE LE ACCISE, IL SUPERBOLLO, LA LEGGE FORNERO E GLI ALTRI BLA BLA BLA DI QUESTI INETTI LI OMETTO.
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:26
4
Si ricordo pure io una cosa vomitevole, degna di chi guarda indietro al passato di 50 anni, invece di attirare i cinesi che sono andati ovunque: Spagna, Ungheria, pure Austria, ma non in Italia
Ritratto di giocchan
8 gennaio 2026 - 15:17
"Fiat Pandina, 112.690 unità, [...] il 53% della produzione automobilistica nazionale" dai che c'è Pandina! Che ci facciamo con le altre auto? Nulla, basta lei... Poi sicuro che arriva una nuova Panda si fa in Italia! PS: ah no? Grande Panda? Serbia?
Ritratto di fabrizio GT
8 gennaio 2026 - 15:59
E pensa quando la pandina non ci sarà più.....
Ritratto di alex_rm
8 gennaio 2026 - 17:28
L’anno prossimo la situazione peggiorerà ulteriormente
Ritratto di BZ808
8 gennaio 2026 - 15:35
In primis mancano i profotti, soprattutto prodotti validi...
Ritratto di Trattoretto
8 gennaio 2026 - 15:51
Male, per non dire molto male, su tutti i fronti. Purtroppo è ancora una volta confermato quanto vado dicendo da anni. Produrre prodotti generalisti in Italia costa troppo. Non si esce sul mercato con un prezzo competitivo, pur automatizzando fortemente gli impianti. DR si salva perché fa solo calandre a stock cinesi.
Ritratto di alex_rm
8 gennaio 2026 - 17:27
Dr non è un costruttore ma un semplice importatore di auto cinesi con al massimo un centinaio di dipendenti come lo sono emc,cirelli. Stellantis attuamente ha 43000 dipendenti[più una altra metà delle aziende dell indotto) e già sono 10000 in meno rispetto a qualche anno fa.dr non produce niente ha solo auto cinesi ammassate nei campi di macchia d’isernia(basta vedere su google earth)
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 16:16
4
Il settore dell'auto di massa in Italia è finito defunto, un malato terminale, tutti i governi hanno sempre puntato sulla famiglia Agnelli, senza discontinuità, non hanno mai fatto in modo di attirare altri produttori stranieri e orami siamo all'epilogo, il prossimo soprasso dopo Serbia, Ungheria, Turchia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna, sarà da parte dell'Austria grazie agli investimenti delle case straniere cinesi
Ritratto di forfElt
8 gennaio 2026 - 16:34
Ungheria soprattutto, mi sa in grande spolvero: leggo diverse "premium" <<tedesche>> provenire esattamente da là, ultimamente
Ritratto di alex_rm
8 gennaio 2026 - 17:15
Erano propio gli agnelli che non volevano altri costruttori n Italia a fargli concorrenza,quando ci fu l’interesse di Ford a comprare alfa Romeo agnelli minacciò il governo di allora.anche bmw negli anni 90 sembrava che volesse aprire uno stabilimento in Italia
Ritratto di pierfra.delsignore
8 gennaio 2026 - 17:44
4
Ma pure Toyota dopo, noi invece di fare di tutto perché arrivi uno stabilimento BYD, non facciamo altro che chiamare gli Agnelli, ora Elkann, per aumentare la produzione in Italia, una scena tragi comica
Ritratto di alex_rm
8 gennaio 2026 - 17:20
Risultato ovvio preventivabile da 4-5 anni con la dismissione in Italia di auto con buone vendite non sostituite(punto,500x,Renegade,giulietta,vecchia compass)o sostituite da auto da poche vendite e molto più care(ds8,nuova Compass,tonale) e delocalizzazione all estero(grande panda,600,avenger,junior)dei segmenti delle sostitute di 500x,punto,renegade
Ritratto di Andreas_Goldfinch
8 gennaio 2026 - 17:42
La vecchia Fiat, prima di diventare francese, aveva un punto specifico dove misurarne il polso. Era Termoli. Perchè era lì che venivano prodotti quasi tutti i motori e gran parte dei cambi. Quindi semplicemente guardando il numero di bilici in attesa di essere caricati e le loro destinazioni si capiva esattamente quali erano i volumi di produzione in tutti gli stabilimenti (Mirafiori, Pomigliano, Bursa, ecc). Gli altri, ma meno rappresentativi perchè coinvolti in altre dinamiche, erano Pratola Serra e Verrone. Io sono stato a Termoli l'altra settimana. A oggi, per chi ha passato (come me) la propria carriera nell'automotive, fino ad avere i capelli bianchi, vedere in che stato si trova Termoli, che è sempre stato il vero fiore all'occhiello della galassia Fiat, fa venire le lacrime agli occhi. La linea ex-Fire (cioè il vecchio Termoli3) demolita e macellata senza pietà. Oggi è un capannone vuoto. La linea ex-GSE, appena avviata, smontata completamente e spedita (in Brasile). Resta qualcuno al lavoro, un nutrito gruppetto di una ventina di operai, oltre ai guardiani, ma nient'altro. I delegati sindacali parlano di un ritorno di fiamma per fine 2026, in cui è prevista una commessa da 300.000 pezzi/anno per la produzione di eDSG, cioè cambi a doppia frizione per i veicoli ibridi. Ho assistito a tanti avvii di produzione, e per mancare un semestre per la linea cambi forse sono un po' indietro. Tutto questo per dire cosa? Che la vedo molto grigia. Gli altri stabilimenti esteri del gruppo, a parte il Verrone (su cui sono stati investiti 38 milioni di euro in nuove macchine utensili), sono tutti belli carichi. Il punto è la scelta di Stellantis di abbandonare definitivamente l'Italia. Non lo si dirà mai, ma il problema è stato lo scontro sindacale, oltre ai problemi di costo energetico (non più accettabile), ma soprattutto all'uso da parte della politica locale di ogni stabilimento come "stipendificio". Stellantis in Italia, nel suo futuro, potrà gestire stabilimenti piccoli, come il Verrone appunto, con COGS bassi e "facili" da saturare, oltre che iper specializzati tecnicamente. Non potrà più permettersi fabbriche elefantiache e poco o nulla produttive, con presidi di agitazione sindacale permanente. Però ormai è tardi per rendersene conto: i buoi sono già scappati lontano.
Ritratto di alex_rm
8 gennaio 2026 - 19:34
A Termoli hanno sempre fatti solo i benzina prima i fire e ultimamente il 1500 ibrido della tonale,il gme 2000 ed il 2900 v6 della Giulia e Stelvio .i diesel li hanno sempre fatti a Pratola Serra(1600,1900,2200) e continueranno a fare il 2200 diesel per i veicoli commerciali e in Polonia facevano il 1300 diesel,a verrone fanno i cambi.
Ritratto di Andreas_Goldfinch
8 gennaio 2026 - 19:37
Capisce bene anche lei che, nel momento in cui i motori a benzina vengono fatti altrove, e che la linea Fire non ha avuto un successore... Quella fabbrica non ha un futuro, tolta la linea eDCT, ma lei ci crede, dopo il flop di ACC?
Ritratto di elitropi cristian
8 gennaio 2026 - 17:58
Eh si, come no... A partire dalla 500 che parte da € 20k con un 1,0 da 65 cv e con un peso da petroliera.. Ci sarâ proprio inversione di rotta...Na contro un Icerberg (tipo titanic).
Ritratto di zio_bloccato
8 gennaio 2026 - 18:13
1
caloggero a sempre ragione
Ritratto di probus78
8 gennaio 2026 - 18:59
Sono oltre 3 anni che industria italiana (non solo auto) decresce. Quella che in Europa è crisi, da noi è completa debacle. Nessuno degli ultimi governi (è ingiusto prendersela solo con quello attuale che cmq ha il merito di aver dato la spallata finale al settore) ha fatto qualcosa per invertire il declino ma il colpo di grazia è stata la gestione Stellantis Francocentrica tra l' altro coi motori (unica cosa buona che facevamo) francesi diventati barzelletta. Questo colpo di grazia avrà per sempre il marchio Elkann, nei secoli dei secoli...
Ritratto di Vinbroken
8 gennaio 2026 - 19:53
Solo se la panda ha il caratteristico cigolio della portiera che si porta dietro dal primo modello e che condivide con le altre fiat
Ritratto di AZ
8 gennaio 2026 - 20:02
Una vergogna. Basta promesse!
Ritratto di Volandr
8 gennaio 2026 - 20:28
Come no. Servono auto semplici ed economiche, se no è meglio manutenere ciò che si ha
Ritratto di Challenger RT
9 gennaio 2026 - 03:15
Non servono investimenti, serve una profonda detassazione del lavoro e delle auto sia con la riduzione dell’IVA che con l’abolizione di bollo e superbollo
Ritratto di Rush
9 gennaio 2026 - 03:30
Nel 2026 promettono cosa ?… di continuare a fare prodotti scadenti a prezzi folli ? Intanto i cinesi ci/vi perculano continuamente. Prima avviano accordi commerciali per utilizzare la rete di distribuzione sul territorio e poi dato che sono decisamente più svegli… eccoli qua con una proposta da applausi a scena aperta… “ 8 GEN 2026 14:38 COME ROTTAMA IL DRAGONE! – IL COLOSSO CINESE BYD LANCIA IN ITALIA L’INIZIATIVA “PUREFICATION”: PROPONE UN BONUS DI 10MILA EURO A CHI CAMBIA LA PROPRIA AUTO “DIFETTOSA” E PASSA A UNA VETTURA IBRIDA DELLA CASA ASIATICA – LO SLOGAN DELLA CAMPAGNA DI ROTTAMAZIONE RECITA: “LA TUA CINGHIA DÀ I NUMERI?”. IL RIFERIMENTO È AL PROBLEMA RICORRENTE ALLA “CINGHIA A BAGNO D'OLIO“ IN MOLTE AUTO A BENZINA, CON I DETRITI GOMMOSI CHE INTASANO IL FIGLIO DELLA POMPA DELL’OLIO E DANNEGGIANO IL MOTORE – GIÀ LO SCORSO ANNO BYD AVEVA...” e c’è ancora chi vuole provare a fermarli ? HAHAAHHAHHAHHAH…. RIDICOLI!!!!
Ritratto di Rush
9 gennaio 2026 - 03:34
Redazione ma una volta che sia una perché invece di fare l’ennesimo articolo sulla Panda o la Tonale di turno non pubblicate queste notizie ? Gli utenti affezionati vi ringrazierebbero!
Ritratto di Laf1974
9 gennaio 2026 - 08:21
Serve abbassare i prezzi delle auto ed alzare gli stipendi permettendo l'accesso al credito al consumo ad interessi ragionevoli e non da strozzo e poi vedi che la produzione vola.
Ritratto di Sepp0
9 gennaio 2026 - 10:19
Non si può. Le uniche auto non cinesi che costano più o meno come costavano pre Covid sono quelle che sono nate pre Covid e sono ancora a listino con aggiornamenti minimi (Panda, 500). Se domani uscisse una Pandina completamente nuova, anche con le stesse dimensioni, non potrebbe mai costare come la Pandina attuale. Cioè ragazzi, la Golf base benzina 116CV costa TRENTUNO MILA EURO. 6 anni fa ci compravi una A3 con almeno 150CV e discretamente accessoriata. Non è solo Stellantis, TUTTI i costruttori europei e giapponesi hanno ormai listini semplicemente folli. Avete notato che da qualche anno non c'è più UNO spot che uno dove compare il costo dell'auto? Ti dicono solo il costo della rata mensile per non spaventare la gente. Ti fanno entrare nel loop del noleggio a lungo termine e devi farti un mutuo pure per una macchina che alla fine non sarà mai tua. Aumentare gli stipendi non è altresì possibile, per poter compensare gli aumenti del carovita dovrebbero aumentare tipo del 50% NETTO in una botta sola, direi abbastanza fantascienza, significherebbe portare le ritenute al 10% e lo Stato collasserebbe in un amen.
Ritratto di Mbutu
9 gennaio 2026 - 09:04
Ennesimo successone dei meloners, non sbagliano un colpo. C'è da dire che, fortunatamente, con la revisione del ban 2035 adesso le fabbriche riapriranno.
Ritratto di demarchig
9 gennaio 2026 - 09:07
ma non doveva già essere il 2025 l'anno della rinascita?
Ritratto di scheggia73
9 gennaio 2026 - 09:10
In italia abbiamo il prezzo del gas ed elettricità più alto d'Europa e siamo imbattibili nella burocrazia se non facciamo qualcosa presto non ci sarà più un industria
Ritratto di Puppamelo
9 gennaio 2026 - 09:26
Per me l'automotive Italiano finisce col Pandino Benzina unica auto che aveva un senso ....per tutto il resto stendiamo un velo pietoso ....motorizzazioni improponibili, sistimi ibridi improponibili, prezzi fuori di testa
Ritratto di Riper
9 gennaio 2026 - 10:09
See ripresa nel 2026...come no.....con la prospettiva di arrivo sul mercato europeo di altri marchi cinesi a prezzi più che competitivi , non faranno altro che continuare a perdere terreno....poi figuriamoci quante ds venderanno al mondo.....fanno prima a riconfigurare tutti gli stabilimenti e produrre prodotti cinesi a prezzi più bassi di quelli importati.....e forse e dico forse...si riprenderanno

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