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ProPilot, la guida autonoma secondo la Nissan 

Pubblicato 20 aprile 2026

A Tokyo abbiamo provato l’ultima evoluzione del sistema Nissan ProPilot: gestisce incroci complessi senza interventi, ma nelle decisioni rapide deve ancora crescere.

ProPilot, la guida autonoma secondo la Nissan 

DALL’ASSISTENZA ALLA GUIDA AUTONOMA

Anche Nissan, come tutti i principali costruttori, sta portando avanti lo sviluppo dei sistemi di guida assistita e autonoma. Sulle vetture di serie questo insieme di tecnologie prende il nome di ProPILOT, debuttato nel 2016 con funzionalità limitate all’autostrada a corsia singola. Dal 2019, con l’introduzione del ProPILOT 2.0, il sistema si è evoluto arrivando a gestire più corsie e scenari più complessi.

Oggi, però, arriva il vero salto: la nuova generazione è progettata per affrontare anche la guida in città, tra incroci, traffico e pedoni, ovvero il contesto più difficile in assoluto per qualsiasi sistema automatizzato. Non a caso, questa tecnologia sarà alla base dei futuri robotaxi, che Nissan inizierà a testare proprio a Tokyo entro il 2026, con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo e raccogliere dati reali.

nissan propilot arya guida autonoma 2026 04 01

INTELLIGENZA ARTIFICIALE (MA CON RETE DI SICUREZZA)

La vera novità è l’approccio tecnico. Il sistema utilizza un software di intelligenza artificiale che si basa principalmente sulle telecamere per guidare l’auto, un po’ come farebbe un essere umano. Radar e LiDAR non scompaiono, ma passano in secondo piano: intervengono come backup di sicurezza nelle situazioni più critiche, quando la sola visione non basta.

Il LiDAR, in particolare, è in grado di “vedere” fino a 300 metri, offrendo una ridondanza preziosa nelle condizioni più difficili. A bordo del prototipo che abbiamo provato ci sono 11 telecamere, 5 radar e 1 LiDAR, ma è chiaro che la filosofia è cambiata: meno sensori “dominanti” e più fiducia nell’intelligenza artificiale.

nissan propilot arya guida autonoma 2026 04 08

NEL TRAFFICO DI TOKYO NON SBAGLIA

La prova su strada si è svolta nel pieno centro di Tokyo, per circa 40 minuti (nel video più in basso un estratto), tra quartieri come Ginza e Shimbashi. Un contesto tutt’altro che semplice: traffico intenso, incroci affollati, pedoni ovunque.

E qui il sistema sorprende. Durante tutto il percorso il guidatore non è mai dovuto intervenire, nemmeno in situazioni delicate come le svolte a destra con veicoli in arrivo da più direzioni e attraversamenti pedonali. L’auto gestisce bene priorità, traiettorie e distanze, mostrando un comportamento nel complesso fluido e prevedibile.

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IL LIMITE? DEVE DECIDERE PIÙ IN FRETTA

Dove il sistema mostra ancora qualche incertezza è nella rapidità decisionale. Non tanto nel “capire cosa fare”, quanto nel farlo subito.

Un esempio concreto: dopo una svolta, l’auto si è trovata davanti a un veicolo in divieto di sosta. Invece di aggirarlo immediatamente, si è fermata dietro, ha “riflettuto” per qualche istante e solo dopo ha attivato la freccia e completato il sorpasso. Una reazione corretta, ma non ancora naturale come quella di un guidatore esperto.

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ROBOTAXI E LEGGE: LA STRADA È ANCORA LUNGA

I futuri robotaxi avranno proprio il compito di allenare il sistema, raccogliendo dati reali per migliorare queste situazioni. Ma c’è anche un altro ostacolo: la normativa. Oggi, indipendentemente dal livello tecnologico, il conducente è sempre responsabile e deve mantenere l’attenzione sulla strada. L’unica eccezione è il livello 3, consentito solo in Germania e in condizioni molto specifiche in autostrada.

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FUNZIONA, MA NON È ANCORA “UMANA”

Il nuovo ProPILOT dimostra che la guida autonoma in città non è più un’idea lontana: funziona davvero, anche in scenari complessi. Ma per essere completamente convincente deve ancora fare un passo avanti nella naturalezza delle decisioni. In altre parole, sa già guidare. Ora deve imparare a farlo con più sicurezza e meno esitazioni.

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Ritratto di AZ
20 aprile 2026 - 19:22
Vabbè.
Ritratto di Alexspc79
20 aprile 2026 - 19:37
54
Buono
Ritratto di Andre_a2
21 aprile 2026 - 04:11
Considerando che il tassista medio giapponese ha novant'anni, benvengano i robotaxi! E il "decidere più in fretta" lo vedo come un problema relativo: ovvio, che se sei di corsa, vedere la macchina che perde 10 secondi per un imprevisto può far innervosire, ma 1000 volte meglio quello che una manovra azzardata e pericolosa.
Ritratto di Mbutu
21 aprile 2026 - 08:57
La cosa impressionante sono i progressi fatti in appena 10 anni.
Ritratto di CinChao
21 aprile 2026 - 10:58
Ho visto i robotaxi a san Francisco dove ne girano molti (waymo-google). Devo dire che sono veramente impressionanti per come gestiscono ogni situazione o imprevisto. Non riesco ancora a capirne i benefici, la società di taxi non paga un umano per guidare ma investe una cifra stratosferica in un' auto totalmente automatica. Boh
Ritratto di OsloEpi
21 aprile 2026 - 14:18
Con l'evolvere della teconologia in futuro il costo non sarà più stratosferico ed inoltre il veicolo potrà girare 24/7 escluse le ricariche e la manutenzione cosa per cui servirebbero almeno tre esseri umani. Anche i primi telefoni cellulari erano enormi, costosissimi, con pochissima autonomia e copertura, in meno di 20 anni sono diventati dei gioiellini che hanno inglobato interi altri settori (riproduttori musicali, fotocamere, navigatori e parzialmente i pc casalinghi).

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