VINCE IL MINISTERO - Tutti i punti della patente vengono persi anche se non ricevete a casa una delle comunicazioni che avvertono del taglio del punteggio: così si è espresso il Consiglio di Stato, con sentenza 5410 del 29 settembre 2011. Che arriva al termine di una battaglia legale. Qualche anno addietro, infatti, un automobilista napoletano si vede azzerare i punti-patente, senza però ricevere dal ministero dei Trasporti tutte le comunicazioni della sottrazione del credito: manca una lettera, dimenticata in un cassetto dell’Anagrafe nazionale dei patentati. L’uomo, che dovrebbe rifare gli esami d’idoneità di guida, non ci sta e ricorre al Tar Campania, vincendo. Il ministero si appella al Consiglio di Stato, che ribalta la sentenza di primo grado: l’azzeramento è valido, perché il taglio di punti è già scritto sul verbale; non serve una comunicazione in più.
QUALCHE DUBBIO - La sentenza (lunghissima, fitta di disquisizioni giuridiche) è discutibile. Gli automobilisti hanno diritto a sapere se hanno subìto la perdita dei punti (vedi qui quanti ne hanno persi gli italiani), anche grazie alla comunicazione del ministero. Inoltre, i guidatori possono seguire un corso di recupero di crediti in autoscuola (sei punti) solo dopo aver ricevuto a casa la lettera della decurtazione: lo prevede il decreto ministeriale del luglio 2003. Obiettivo della regola, bloccare i “furbetti” che potrebbero seguire un corso o due, fare il “pieno” di punti, e poi perderli tranquillamente commettendo infrazioni. La sentenza pare contraddire la finalità del decreto.










