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La qualità dell’aria durante l’emergenza coronavirus

Pubblicato 28 marzo 2020

I dati rilevati dall'Agenzia europea dell’ambiente certificano la riduzione degli NO2 in tutta Europa.

La qualità dell’aria durante l’emergenza coronavirus

DATI UFFICIALI - I dati raccolti dall'AEA, l’Agenzia europea che si occupa del monitoraggio dello stato dell’ambiente, grazie a oltre 4.000 stazioni di misurazione dell'inquinamento atmosferico presenti nelle maggiori città, ci dicono che in questo periodo, dove il traffico è stato drasticamente ridotto a causa delle misure di contenimento per arginare la diffusione del Covid-19, l’inquinamento atmosferico è calato, soprattutto in città.

MILANO, ROMA E BERGAMO - Prendendo in analisi le concentrazioni di biossido di azoto (NO2), un inquinante emesso principalmente dal trasporto stradale, in una città come Milano, è emerso che la sua concentrazione è diminuita del 24% rispetto alle quattro settimane precedenti. La concentrazione media nella settimana che va dal 16 al 22 marzo è stata del 21% più bassa rispetto alla stessa settimana del 2019. In un’altra grande città come Roma, tristemente nota per le sue strade congestionate, le concentrazioni medie di NO2 nelle ultime quattro settimane sono state inferiori del 26-35% rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche a Bergamo si è registrato un costante calo dell'inquinamento da NO2; la concentrazione media nella settimana del 16-22 marzo è stata inferiore del 47% rispetto alla stessa settimana del 2019.

IN SPAGNA - Tendenze simili si sono riscontrate anche in altre città europee dove sono state attuate misure di blocco durante il periodo 16-22 marzo. A Barcellona, i livelli medi di NO2 sono scesi del 40% rispetto ai sette giorni precedenti e, rispetto alla stessa settimana del 2019, il decremento è stato del 55%. Anche a Madrid, i livelli medi di NO2 sono scesi del 56%; rispetto al 2019, la riduzione è stata del 41%.

PIÙ ESPOSTI - L'esposizione all'inquinamento atmosferico può portare a effetti negativi sulla salute, comprese le malattie respiratorie e cardiovascolari. Alcune autorità sanitarie hanno avvertito che i cittadini con determinate patologie preesistenti, come le malattie respiratorie, possono avere una maggiore vulnerabilità al Covid-19. Tuttavia, al momento non è chiaro se l'esposizione continua all'inquinamento atmosferico possa effettivamente peggiorare le condizioni di coloro che sono stati infettati dal virus. Per affrontare queste questioni sono quindi necessarie ulteriori ricerche epidemiologiche. 



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Ritratto di Magnificus
28 marzo 2020 - 18:36
Chissà che studi bisogna avere per capire che vivere in un ambiente che danneggia i polmoni aggrava il problema di un virus che colpisce quella parte del corpo...io penso che se c’è un lato positivo è questo ..il calo dell’inquinamento
Ritratto di Thresher3253
28 marzo 2020 - 21:40
Rimarcare l'ovvio non é mai sbagliato quando c'é chi afferma che il cielo é verde.
Ritratto di Andrea Zorzan
29 marzo 2020 - 10:38
Rimarcare l'ovvio e la verità scientifica è sempre sbagliato perché chi afferma assurdità non dovrebbe confutato in modo garbato, ma dovrebbe essere messo in manicomio o perdere la possibilità di ricoprire ruoli pubblici. E senza troppe cerimonie.
Ritratto di Angi0203
31 marzo 2020 - 11:29
direi che +o- conferma quello che si sapeva dalle pubblicazioni. La contribuzione di tutto il traffico si aggira fra il 20% ed il 25%. I valori di Roma (no industria ma molti grandi edifici ministeriali e non con riscaldamenti al minimo) confrontati con Bergamo (grande densità di piccola/media industria) sgarrano in modo plausibile. I dati di Barcelona e Madrid mi sembrano un po' fantasmagorici e bisognerebbe approfondire.
Ritratto di Angi0203
31 marzo 2020 - 11:41
PS: la supposta nocività del NO2, chiaramnte è tutta da dimostrare. Gli studi della WHO sul tema si contraddicono e sono, alla fine, numeri che qualcuno confonde con decessi. In realtà non esiste un solo decesso riconducibile al NO2. Difficile spiegare come studi della WHO sulle cucine a gas con concentrazioni NO2 da 2 a 100 volte quelle permesse su strada non risultino in decessi, ma in un aumento della tosse negli infanti.
Ritratto di Mark R
31 marzo 2020 - 19:54
L'NO2 o comunque gli NOx quando si solubilizzano nell'atmosfera (tramite i vari cicli) comportano piogge acide per esempio... Questo è deleterio oltre alle probabili morti causate dagli NOx
Ritratto di Road Runner Superbird
28 marzo 2020 - 19:06
Occhio che questo calo non è dovuto alle auto (con i blocchi delle sole auto non calava) ma a tutte le attività chiuse. (intanto c'è da segnalare che gli aerei viaggiano senza passeggeri solo per mantenere il diritto ad usare una rotta) . È impensabile che per diminuire l'inquinamento atmosferico non si debba più lavorare ed uscire. Trovo quindi questi studi a parte ovvi, ma lasciano il tempo che trovano, inoltre possono plagiare le menti più deboli a conclusioni scorrette.
Ritratto di Thresher3253
28 marzo 2020 - 19:32
Ho però bisogno delle tue fonti (o della tua ricerca) per verificare che effettivamente la sola riduzione del traffico cittadino non possa realmente far calare i livelli di inquinanti nell'aria a un livello misurabile: lo stop pressoché totale del traffico per due settimane continuative non é la stessa cosa di un finesettimana col 20% del parco auto circolante fermo. Farei attenzione a dimostrare le affermazioni prima di accusare gli altri di "plagiare le menti".
Ritratto di Road Runner Superbird
28 marzo 2020 - 20:07
Quindi affermi che le auto sono la principale fonte di inquinamento e sarebbe meglio se la gente non circolasse? https://www.alvolante.it/news/particolato-pm10-fonti-inquinamento-emissioni-367108
Ritratto di Thresher3253
28 marzo 2020 - 20:40
Io non ho affermato niente. Lo hai fatto tu e giustamente ho chiesto se la tua affermazione fosse in qualche modo supportata.
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