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Quando le auto europee diventavano cinesi

Pubblicato 14 giugno 2025

Quando le case cinesi non rappresentavano la potenza che sono oggi, molti modelli nostrani venivano “cinesizzati” cambiando il loro logo per essere venduti nel mercato locale.

Quando le auto europee diventavano cinesi

ERA UN ALTRO MONDO

Sembra un secolo, ma sono passati solo una decina d’anni ed è quasi incredibile constatare i passi da gigante compiuti dall’industria automobilistica cinese. Che ormai è leader nella produzione di auto elettriche e primo paese al mondo per produzione ed esportazione di automobili. Ma c’è stato un tempo in cui i costruttori che oggi conosciamo come concorrenti dei marchi occidentali (BYD, Chery, Saic, Changhan, Dongfeng, FAW) dovevano prendere in prestito modelli occidentali da vendere nel loro marcato interno (oggi avviene l’esatto contrario). Aziende cinesi, desiderose di accelerare il proprio ingresso nel mercato automobilistico e di acquisire know-how, hanno spesso prodotto su licenza modelli di successo europei, commercializzandoli sul vasto mercato interno con un marchio differente. Ecco alcuni esempi che ormai appartengono ai libri di storia.

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Ritratto di giocchan
14 giugno 2025 - 14:22
Siamo passati da noi europei che diamo gli scarti alla Cina, i quali poi li rivendono rimarchiandoli... a DR che importa in Italia gli scarti della Cina, rimarchiandoli.
Ritratto di RaptorF22Stradale
16 giugno 2025 - 07:37
1
Quando avevamo le palle quadrate e non eravamo rinco.glioni.ti
Ritratto di deutsch
16 giugno 2025 - 08:32
4
poi loro si sono messi a correre, investire e sviluppare invece noi siamo andati verso il monomotore 3 cilindri per l'intera gamma e siamo diventati lenti e conservatori....... e questi sono i risultati
Ritratto di deutsch
16 giugno 2025 - 08:30
4
principalmente lo fa DR, gli altri marchi fanno ben altro
Ritratto di AndyCapitan
16 giugno 2025 - 18:29
4
ben altro???...ahah....cirelli fa uguale....SWM idem....DSFK sono dongfeng con altro nome....tutti scarti cinesi....anche omoda e jaecoo son sempre delle chery DR....come tiger ....cambiano i nomi ma le baracche rimangono ahahah!
Ritratto di forfait
14 giugno 2025 - 14:23
Zinoro. decisamente premium
Ritratto di probus78
14 giugno 2025 - 14:34
ZOTYE M300 nettamente la migliore !
Ritratto di Tistiro
14 giugno 2025 - 14:36
E chi non ha mai visto una fluence?
Ritratto di Goelectric
14 giugno 2025 - 14:52
Se non sbaglio anche l alfa 166 aveva la gemella cinese. Curioso che la multipla fosse elettrica, considerando che per fare la 500 da elettrica ad ibrida ci stanno mettendo parecchio
Ritratto di blupower
14 giugno 2025 - 16:46
2
Il progetto Multipla nasce per il progetto ibrido gasdriver sviluppato dal CFR con il pianale completamente piatto.
Ritratto di Road Runner Superbird
14 giugno 2025 - 16:55
Qualcuna la conoscevo, altre le ignoravo totalmente , inclusa la nostrana Multipla.
Ritratto di Balzar
14 giugno 2025 - 20:14
Sarebbe interessante sapere se i convinti Multiplisti metanisti odierni sarebbero disposti di passare all’equivalente elettrica.
Ritratto di Quello la
14 giugno 2025 - 17:10
Rover 75. Quando c’è di mezzo un’auto inglese non riesco a controllarmi
Ritratto di marcoveneto
16 giugno 2025 - 13:58
Più bella ora che all'epoca mi viene da dire...
Ritratto di AZ
14 giugno 2025 - 17:46
In realtà così non si capisce come i cinesi abbiano fatto a superare gli europei perché hanno usato vecchie catene di montaggio, progetti e tecnologie. Anche in altre parti del mondo succede così e nessuno ha mai superato europei e americani, a parte il Giappone (ma dal XIX secolo). Il punto è che i cinesi hanno finanziato illegalmente le case automobilistiche locali e hanno obbligato quelle estere ad aprire joint-venture su progetti moderni, inoltre hanno avuto grande lungimiranza scommettendo sull'elettrico (anche se i corposi finanziamenti alle aziende sono illegali). Ora l'Occidente insegue e deve darsi una mossa se non vuole essere superato in tutto dalla dittatura comunista.
Ritratto di giocchan
14 giugno 2025 - 20:42
I cinesi hanno capito che il modo migliore per aggredire i mercati esteri è fare selezione naturale da loro. Tremila marchi, e se fallisci chissene, nessuna cassa integrazione o altro. Fuori uno, un'altro sopravviverà più forte: ed è un processo che già sta andando avanti in maniera feroce. Tutto il contrario di quello che succede in europa, dove nessuno si scanna con l'altro, tutti insieme a braccetto, e prezzi gonfiati: se Stellantis ha difficoltà con gli stabilimenti, nessuno problema, cassa integrazione pagata dallo stato italiano, e a fine anno ci sono cmnq i dividendi per gli azionisti.
Ritratto di forfait
15 giugno 2025 - 06:27
Con la premessa che men che mai mi verrebbe da parteggiare per i "nostri" già solo viste le politiche recenti (prezzi x contenuti) e non di meno pure meno recenti altre politiche aziendali (es. figuraccia sull'aborrire segmenti "popolari" per puntare al margine, e poi una volta che glielo hanno fatto capire gli utenti, fare marcia indietro quando hanno visto che intanto rimangono le utilitarie in cima alle top vendita...). Ciò premesso la descrizione che ne risulta dal tuo per "là" mi sembra un attimo "incompleta(?)" (se pure ne ho capito il punto ultimo distintivo che vuoi porre, e quello ci sta: là si fa in ottica crescere in competitività; quello che però mi pare non corrisponda è l'idea che là lo stato non ci entri in mezzo a sse cose e sia tipo un "fate voi come vi pare"). Voglio dire: LA' ci sono in primis tot costruttori 100% statali*, e già questo taglierebbe la testa al toro: MAI fallirebbero a prescindere se statalmente s'è deciso che non debba accadere (a prescindere dal mercato cosa dice). NB Ripeto: alcuni là sono 100% statali, quando nel caso degli europei penso che fra quel paio che son rimasti legati allo stato non si arrivi nemmeno al 20% di partecipato...
Ritratto di forfait
15 giugno 2025 - 06:45
Quindi ci sta, imho, solo il fatto che se l'azienda va male là non si crea la paradossale situazione che a fine anno ci sia comunque del denaro da spartirsi. Tuttavia non è lì universalmente un: vai male sul mercato, chiudi e tutti a casa; ""non per tutti"". Le suddette statali prevedono, in periodo di cali produttivi, dice l'amico digitale: che i lavoratori vengano "spostati" in reparti fittizi (di solito interni) dove svolgono mansioni minime o addirittura nessuna. Possono essere messi in una specie di limbo aziendale chiamato “nei bu xiang guan” , letteralmente: “licenziamento interno”. Il risultato? Continuano a ricevere una parte dello stipendio (spesso solo la base minima + assicurazione sociale) - Restano formalmente dipendenti, Ma... non lavorano davvero, e soprattutto non possono cercare un altro impiego liberamente. ---- OK, va comunque concordato, per lo meno a fine anno niente dividendi per un'azienda che va male; ma sto clima da ipecompetitività totale e assoluta (anche solo fermandosi ad aspetti evidentissimi come i suddetti ed evitando la giungla di altre tipologie di agevolazioni per le varie tipologie di aziende auto lì, quelle ritenute dallo stato strategiche in primis), dicevo che già così quel clima da "pura arena "libera", da mors tua vita mea che ce la giochiamo tutti alla pari sul campo, non traspare assolutamente
Ritratto di giocchan
16 giugno 2025 - 00:02
Spunti molti interessanti! Però è un dato di fatto che dei costruttori stiano fallendo - sono usciti svariati articoli, anche in questi giorni, di costruttori finiti per aria (ovviamente parliamo di pesci più o meno piccoli). C'è anche chi dice che la maggior parte dei costruttori cinesi falliranno (cosa che mi sembra un tantino esagerata...) topauto.co.za/features/110359/the-majority-of-chinese-car-brands-will-fail/ Riguardo il ruolo dei costruttori totalmente di proprietà dello stato cinese: è un ruolo un po' particolare, che spesso faccio fatica a comprendere. Cercando di riassumere la situazione: "FAW, Dongfeng, Changan, SAIC, GAC, BAIC, JAC, Chery" sono statali, mentre "BYD, Geely, GWM, Li Auto, Nio, Xpeng, leapmotor, Xiaomi" sono private. Prendendo le vendite 2024, abbiamo BYD in testa, seguita da SAIC (grossomodo 4 milioni entrambe), poi Geely (3.3M), poi Chery (2.7M)... insomma, è un bel mix di pubblico e privato (col privato che poi, come sappiamo è privato fino a un certo punto - in cina non si può possedere un terreno su cui costruire una fabbrica, bisogna comunque chiedere allo stato che in qualche modo co-partecipa "prestando" il terreno). Ciò che succede abbastanza spesso, è che i brand pubblici spesso vengano chiamati per produrre "su commissione": Xiaomi commissiona a BAIC, Mazda si rivolge a Changan, Toyota a GAC (vedi la bZ3X), ecc... Un po' un'evoluzione rispetto a quando, fino a poco tempo fa, i costruttori nippo-europei creavano joint-venture con i brand statali cinesi (una roba obbligatoria per vendere in cina senza pagare tasse di importazioni che solo Ferrari e dintorni possono pagare): ieri si facevano joint venture, oggi l'aria che tira è che il costruttore straniero paga, poi l'auto viene fatta grossomodo tutta dai cinesi (immagino che almeno nel caso di Xiaomi ci sia un certo sviluppo software da parte del "committente").
Ritratto di AndyCapitan
16 giugno 2025 - 18:34
4
quindi Gioacchan.... ti va bene il sistema cinese????....o gli operai hanno faticosamente guadagnato i propri diritti?...no perche' mi sa che voi non avete mai lavorato in officina meccanica dai discorsi del azzo che fate!!!!.
Ritratto di marioangelogiorgio
16 giugno 2025 - 15:36
Le case automobilistiche cinesi sono sostenute dallo Stato, ma non illegalmente. A casa propria ognuno agisce come meglio crede. Noi preferiamo pagare la cassa integrazione piuttosto che costruire un intervento pubblico per le nuove tecnologie per batterie e motori delle utilitarie elettriche, le uniche che sul nostro mercato potrebbero fare vendite significative, ma a 200 euro al mese senza anticipo.
Ritratto di pierfra.delsignore
17 giugno 2025 - 01:18
4
Hanno fatto così in tutto il mondo ancora con sto complesso di superiorità, i coreani, i giapponesi, ma pure i brasiliani o gli indiani lo faranno, la conoscenza è sempre più globale, pensare che solo noi abbiamo la tecnologia ci farà sempre più affossare
Ritratto di Gordo88
14 giugno 2025 - 18:12
1
Crescita esponenziale per i brand cinesi è un eufemismo.. e devono il tutto agli europei che per la voglia di espandersi e dei soldi facili hanno stretto accordi e consegnato il loro know how poi l' imposizione green sta facendo il resto..
Ritratto di Balzar
14 giugno 2025 - 20:02
Tranquillo, è solo un fuoco di paglia.
Ritratto di giocchan
16 giugno 2025 - 00:04
Fuoco di paglia? Ti butto lì un po' di dati (anche) storici di vendite di auto (globali) per gruppo... en.wikipedia.org/wiki/List_of_automotive_manufacturers_by_production
Ritratto di Balzar
14 giugno 2025 - 20:10
La 206 con il frontale Citroën è un pugno in un occhio. La più equilibrata rimane la Mokka/Trax/Encore.
Ritratto di Rav
14 giugno 2025 - 23:23
4
L'unica che salvo è la Roewe perchè almeno salvava per qualche anno la povera Rover, che non meritava la fine che ha fatto. Comunque queste operazioni non sono poi molto diverse dalle varie Marbella o le russe derivate dalle Fiat, anche lì prima erano emergenti poi sono emersi.
Ritratto di alex_rm
15 giugno 2025 - 09:23
Si sta parlando di 15 anni fa(un eternità) e nel frattempo la situazione si è invertita( con dr che importa rimarchiandole vecchie auto cinesi) con la cina che ha fatto passi da gigante mentre l’Europa ha un industria automobilistica(e non solo)in decadimento(in Italia si fanno solo 300 mila auto da 1,5 milioni di 10 anni fa) è stellantis in forte crisi di vendite ed il gruppo Volkswagen che annuncia tagli ed una comunità europea inefficace e dannosa per l’industria che sta distruggendo l’Europa
Ritratto di marioangelogiorgio
16 giugno 2025 - 15:42
Non è l'unione europea che danneggia le case automobilistiche. Sono queste ultime che vogliono chiudere gli stabilimenti europei, mantenendo solo i modelli medio alti. Come accompagnare alla pensione dieci dei dodici milioni di lavoratori europei del settore auto? All'italiana con la cassa integrazione, all'europea convertendoli pro tempore alla produzione di armi. Annamo bene (Sora Lella)
Ritratto di Ant.o.lantio6
15 giugno 2025 - 10:45
Ora è esattamente il contrario, rimarchiamo auto cinesi in europa, compiamo da loro lo stile touch screen e led...
Ritratto di Ant.o.lantio6
15 giugno 2025 - 10:45
*copiamo
Ritratto di Oxygenerator
16 giugno 2025 - 08:59
Evoluzione della specie .Rimangono solo i piú forti. Quelli che non riescono, falliscono. Da noi no. Un’azienda non può fallire. Per i posti di lavoro.
Ritratto di marioangelogiorgio
16 giugno 2025 - 15:18
Mi domando perché
Ritratto di marioangelogiorgio
16 giugno 2025 - 15:22
Mi domando perché SAIC non elettrifica la bellissima ex Rover seventyfive, magari lasciando a Longbridge l'assemblaggio. Venderebbe molto più degli anonimi furgoncini attualmente proposti che oltretutto non hanno niente a che spartire col glorioso marchio Mg che gli è stato incautamente ceduto.
Ritratto di marioangelogiorgio
16 giugno 2025 - 16:24
La Multipla versione elettrica e cinese come va e quanto costa in Cina? Perché non assemblarla in Italia?
Ritratto di alex_rm
16 giugno 2025 - 19:23
La multipla in cina é stata prodotta per un paio di anni una decina di anni fa,non ha avuto successo.cosi come la c5 aircross nata per i cinesi e ritirata per scarse vendite e poi venduta nel sud europa.stellantis ha abbandonato la cina per scarse vendite da 4-5 anni ed anche Volkswagen vende di meno,resiste solo la triade “premium”,oramai i cinesi si comprano auto cinesi ed anche nel resto dell asia,africa,Sud America le auto cinesi hanno sostituito quelle europee
Ritratto di gainfranco
17 giugno 2025 - 16:48
ma se non ci fossero le auto cinesi quanto ci farebbero pagare le nostre auto ??
Ritratto di TDI_Power
18 giugno 2025 - 08:48
Il loro obiettivo è riservare al popolino inebetito e sottomesso cinesoni usa e getta , i ricchi avranno auto dei grandi Marchi europei a costi inaccessibili per il ceto medio

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