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Ma quanto inquina l'auto elettrica?

12 marzo 2013

Secondo una ricerca americana il bilancio sull’intero arco di vita di un'elettrica non sarebbe più rispettoso dell’ambiente dei veicoli a motore convenzionale.

Ma quanto inquina l'auto elettrica?

OPINIONI SCIENTIFICHE - Da che la trazione elettrica è divenuta argomento d’attualità nel mondo dell’auto si discute sui suoi effettivi vantaggi ambientali. Il ragionamento di chi avanza dei dubbi prende le mosse dal bilancio delle emissioni di CO2 comprendente quelle che si registrano per la produzione del veicolo, delle batterie e dell’energia elettrica necessaria per le ricariche di energia elettrica durante l’uso della vettura. Nelle settimane scorse uno studio in materia è stato pubblicato dall’americano Journal of Industrial Ecology, ripreso poi dal quotidiano Wall Street Journal, a firma del professore danese Bjorn Lomborg, direttore del Copenhagen Consensus Center

BILANCI COMPLESSIVI - L’articolo del Journal of Industrial Ecology presenta un’analisi delle emissioni sull’intero ciclo di vita dei veicoli e il risultato per l’auto elettrica è ben lontano dal concetto di “zero emissioni” su cui si basano le sue fortune ambientaliste. Complessivamente lo studio afferma che quando un’auto elettrica arriva a fine vita ha prodotto circa 13,6 tonnellate di CO2, mentre un veicolo convenzionale non va oltre le 6,5 tonnellate. Questo soprattutto per l’incidenza delle emissioni prodotte nella fase di produzione del veicolo. Ricordiamo che l'anidride carbonica non è nociva per l'uomo, ma prova il dannoso effetto serra che porta al surriscaldamento globale.
 
LE EMISSIONI PER PRODURRE I VEICOLI - Il primo elemento che viene messo in evidenza è infatti che le emissioni di CO2 durante la produzione di un veicolo elettrico ha un bilancio percentualmente molto più pesante rispetto a quello di un’auto convenzionale. Per quest’ultima viene detto che il 17% delle emissioni prodotte nella sua “vita” deriva dalla fase di costruzione (considerando anche quelle relative alla fabbricazione delle batterie e all’estrazione del litio);  ciò mentre la produzione dell’auto con motore elettrico comporta 50% delle emissioni di CO2 del suo intero ciclo di vita.
 
LE EMISSIONI DELLE CENTRALI ELETTRICHE - Sfavorevole all’auto convenzionale sono i dati relativi all’uso della vettura, laddove all’auto elettrica vengono imputate le emissioni dovute alla produzione dell’energia elettrica necessaria per la ricarica delle batterie. Il confronto attribuisce all’auto elettrica l’emissione di 0,1 kg di CO2 per ogni chilometro percorso, mentre l’auto “termica” arriva a 0,21 kg. Ma attenzione: se l’energia elettrica è prodotta da centrali a carbone, allora l’auto elettrica arriva a 0,26 kg/km.
 
SECONDO LE PERCORRENZE - Cercando di trarre qualche conclusione, lo studio calcola che per una percorrenza complessiva di 80 mila km durante l’intero arco di vita della vettura, l’auto elettrica emette più CO2 rispetto all’auto convenzionale, mentre se la percorrenza totale è di 144 mila km, allora il veicolo elettrico è più virtuoso, emettendo il 24% in meno di CO2, pari a 8,7 tonnellate. La cosa è interessante, ma lo studio fa presente che il costo sociale di ogni tonnellata di CO2 emessa è di 5 dollari.
 
AUTO ELETTRICA OKAY. TRA 20 ANNI - L’articolo del Wall Street Journal conclude ricordando che per l’acquisto di un’auto elettrica negli Usa viene concesso un incentivo di 7.500 dollari e che alle aziende che si occupano di batterie e auto elettriche sono stati convessi finanziamenti per 5,5 miliardi di dollari. Più in prospettiva Lomborg sostiene che l’auto elettrica sarà certamente molto interessante tra una ventina d’anni. Con ciò la vera sfida è trovare nuove fonti di energia non fossili, per le quali occorrono grandi sforzi e finanziamenti. Di contro, pensare a veicoli elettrici di piccole dimensioni è “come mettere il carro davanti ai buoi”.
 
DI CHI È LA RICERCA - Restano un paio di curiosità. Che cosa e di chi è il Journal of Industrial Ecology e che cosa è il Copenhagen Consensus Center. E internet risponde a tutto: il “Journal” è un magazine dell’Università di Yale, edito da MIT Press, cioè dal mitico Massachusetts Institute of Technology. Quanto al Copenhagen Consensus Center è un un’organizzazione no profit “think-tank” che studia e pubblica ricerche “sul miglior modo per governi e filantropi di finanziare e aiutare lo sviluppo”.  Il suo direttore Bjorn Lomborg (autore dell’articolo sul Wall Street Journal) è “noto per le sue opinioni scettiche sul fenomeno del riscaldamento globale”.




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Ritratto di Subaru_Impreza
12 marzo 2013 - 20:07
Non è una scoperta sensazionale che l'auto elettrica è un grandissimo bluff .......... lo è così come, in maniera diversa, le auto a metano/GPL ......... quei poveretti che pensano di risparmiare col metano (a parte il fatto che su un'auto di media cilindrata il metano consuma sicuramente + del gasolio ma anche un po' + della benzina), solo perchè costa 1 € al litro si sbagliano ......... ammesso che non aumenti troppo (le auto a metano si stanno diffondendo sempre di più, ci marceranno anche lì incrementando considerevolmente il metano e il GPL così come fecero a suo tempo col diesel), il risparmio alla pompa secondo me non compensa il consumo leggermente maggiore, la manutenzione + cara del normale, l'ingombro di bombole e aggeggi vari, la briga di doversi pianificare i rifornimenti e non poter andare in certi stati, non poter mettere l'auto in posti chiusi e la spinta del motore pari a quella di una Citroen 2CV. Tornando alle auto elettriche, non penso che fra un ventennio saranno l'oro colato, saranno solo migliorate ma non le vedo come alternativa definitiva ai combustibili fossili.
Ritratto di domi2204
12 marzo 2013 - 20:28
quoto in pieno.
Ritratto di andvolante1
12 marzo 2013 - 22:37
ora come ora sono un bluff questo è vero lo dicono i dati, ma il punto a favore di queste auto secondo me sta nel fatto che hanno una grande possibilità di sviluppo e quindi riduzione delle emissioni in tutto il loro ciclo di vita, mi spiego meglio, questi conti bisognerebbe farli tenendo conto di utilizzare fonti rinnovabili per produrre l'elettricità necessaria alla ricarica dell'auto e questo ridurrebbe già le emissioni, poi la tecnologia delle batterie ad oggi è inquinante sia nel produrle che nello smaltirle ma ormai è chiaro a tutti che le batterie al litio non sono efficaci in questo campo avendo poca autonomia e tempi di ricarica lunghissimi per cui ci vorrà un nuovo tipo di batterie migliori e che a rigor di logica si presume inquineranno meno. Al contrario le auto a combustione, benzina ì, diesel, metano non hanno piu grossi margini di miglioramento dal punto di vista delle emissioni.
Ritratto di davidefaarte
12 marzo 2013 - 23:40
Evidentemente non conosci la realtà. Posseggo una punto classic pagata allo stesso prezzo del benzina (offerta fiat), quindi nessun esborso maggiore, non pago il bollo (140€), i tagliandi all'officina FIAT sono listino alla mano 100 € in più ogni 20 mila km, che faccio in un anno, quindi non fa neanche alla pari con il bollo non pagato. Mediamente percorro 14 km/l e spendo 0.80 €/l, un amico c'è l'ha a benzina e ne fa 17 km/l ma spende 1.80 €/l..... A conti fatti..il primo anno ho percorso circa 20.000 km e ho rispermiato + di 500 € !! Continuate a credere che con il GPL non si risparmia, fate pure! Poi li vedo in statale con turbo-benzina che andate a 50 all'ora perchè non ci sono i soldi in tasca per la benzina!
Ritratto di Subaru_Impreza
12 marzo 2013 - 23:49
ahahah hai risparmiato 500€ ................ ma se non sbaglio mi hanno detto che ogni 2 anni è obbligatorio cambiare le bombole......... e si spende una belle cifra! Quindi il risparmio è piccolissimo e in compenso hai un'auto che va meno di un tandem thailandese con mia nonna che pedala.
Ritratto di cervuz
13 marzo 2013 - 13:03
In realtà la bombola del gpl va sostituita dopo 10 anni e quella del metano va collaudata dopo 2
Ritratto di Subaru_Impreza
13 marzo 2013 - 00:11
Aggiungo che tutti e dico tutti i rappresentanti che conosco, gente che non si limita ai tuoi 20mila km, hanno l'auto a gasolio ............ un motivo ci sarà, se spendessero la metà col GPL penso che ne approfitterebbero, no?
Ritratto di andvolante1
13 marzo 2013 - 09:11
se risparmi 500-600 euro all'anno il risparmio c'è, comunque il tuo è un caso particolare xk hai pagato la versione gpl tanto come la versione benzina quindi hai cominciato a risparmiare da subito e nel tuo caso hai ragione che conviene il gpl (come converrebbe il metano e anche il diesel se venduto a pari prezzo del benzina),bisognerebbe poi vedere ogni quanto devi cambiare/controllare le bombole e cosa spendi ma qua si parlava di altro, cioè del caso in cui ci sia un esborso maggiore al momento dell'acquisto, di solito è quello che rende poco conveniente le auto gpl, metano e anche diesel, se uno spende di piu al momento dell'acquisto deve recuperare poi questo maggior esborso con il minor costo del carburante e coi minori consumi ma questo la gente non lo guarda di solito xk si fossilizza sul prezzo alla pompa del carburante.
Ritratto di cervuz
13 marzo 2013 - 13:05
la bombola del gpl va sostituita dopo 10 anni e quella del metano va collaudata dopo 2
Ritratto di osmica
13 marzo 2013 - 13:08
Si, esclusivamente grazie ai sgravi fiscali! Altrimenti nessuno comprerebbe vetture a gas. Infatti con il diesel si fanno più km del benzina. Con gas vari si fanno meno km dei benzina... Alla fine si risparmia solo grazie alla notevole differenza di prezzo, che copre i consumi maggiori. Se risparmi col gas è solo grazie allo Stato che, per ora, ha tassato poco i gas.
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