AUTO PROTAGONISTA - “Servendo l’industria automobilistica, siamo diventati globali e seguiamo i nostri clienti nei diversi mercati locali dove producono”: ha esordito così Angelo Radici, presidente della bergamasca RadiciGroup (quarto gruppo per dimensione dell’industria chimica italiana), durante la conferenza stampa tenutasi di recente a Milano. Realtà che ha chiuso il 2022 con un giro d’affari di 1.542 milioni di euro, realizzato in oltre 30 siti produttivi e impiegando 3000 collaboratori, di cui la metà in Italia.
QUALI CRITICITÀ - Per poi proseguire: “Il mercato dell’automotive vale il 50% dei nostri consumi, ma negli ultimi due anni ha registrato un calo di domanda in Europa”. Mettendo in guardia: "la chimica italiana è schiacciata dal caro energia. Così ne approfittano le multinazionali asiatiche e americane che, grazie al costo molto basso dell’energia nei loro Paesi, hanno invaso l’Europa con polimeri a buon mercato, portandoci via alcuni clienti”.
POLIMERI IN CRESCITA - “Abbiamo già sviluppato le applicazioni per il motore elettrico”, ha aggiunto Cesare Clausi, global sales manager di RadiciGroup High Performance Polymeres. “I nostri primi 20 clienti fanno il 40% del fatturato e 18 sono del settore automotive. Se anche la transizione sarà più lenta o con carburanti efuel, non ci porterebbe a un particolare riorientamento”.











