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Rapporto ACI-ISTAT: nel 2017 più vittime sulle strade

23 luglio 2018

Il rapporto annuale fotografa una situazione in peggioramento: +2,9% i decessi nonostante una diminuzione degli incidenti (-0,5%).

Rapporto ACI-ISTAT: nel 2017 più vittime sulle strade

AUTOSTRADE PERICOLOSE - Ha tante luci e una grande ombra il bilancio relativo agli incidenti stradali in Italia, diminuiti nel 2017 dello 0,5% rispetto allo scorso anno a fronte però di un netto incremento della mortalità: le vittime registrate in seguito a un incidente stradale sono passate dalle 3.283 del 2016 alle 3.378 dell'anno scorso (+2,9%). I numeri sono contenuti nel rapporto stilato Rapporto ACI-ISTAT 2017, che ogni anno mette a bilancio il numero di incidenti nel nostro paese, le persone coinvolte ed i luoghi in cui avvengono più di frequente. Dall'ultima relazione è emerso che gli incidenti sono diminuiti da 175.791 nel 2016 a 174.955 nel 2017. La maggior parte si registra in città (130.461 episodi), dove però il numero è in diminuzione (-0,5%) al pari di quello che viene sulle strade extraurbane (35.077 incidenti, -0,7%). Gli incidenti sono aumentati però sulle autostrade (9.395, +0,4%).

PAGANO PEDONI E MOTOCICLISTI - Purtroppo il numero delle vittime è tornato ad aumentare nel 2017 dopo la flessione dell'anno prima. I morti sono cresciuti sulle autostrade (+8,0%) e sulle strade extraurbane (+4,5%), mentre il numero di decessi nei centri abitati dei grandi comuni è in calo del 5,8%. A pagare le conseguenze di incidenti gravi sono molto spesso i cosiddetti utenti vulnerabili, a partire dai pedoni (600 decessi, +5,3%) e dai motociclisti (735, +11,9%), che rappresentano circa il 50% dei decessi totali. La mortalità è diminuita però fra i guidatori di scooter (92, -20,7%), ciclisti (254, -7,6%) e guidatori e passeggeri delle automobili (1.464, -0,4%). I feriti invece sono passati da 249.175 a 256.750 e quelli gravi sono rimasti stabili (oltre 17.000). Diminuire vittime e feriti ha conseguenze anche a livello economico, visto che i costi sociali stimati sulla base di queste rilevazioni ammontano a 19,3 miliardi di euro (1,1% del PIL italiano).

ATTENZIONE DI NOTTE - Dai numeri contenuti nel Rapporto ACI-ISTAT 2017 si scopre inoltre che il tasso di mortalità sulle strade è sfavorevole per gli anziani fra 75 e 79 anni, che “pesano” per il 7,8% sul totale (263 decessi), mentre il numero di vittime fra i conducenti è più elevato nella fascia d'età 20-29 anni (19,3% di quelli totali). Il rischio di essere coinvolto in un incidente decresce a partire dai 25 anni, ma torna ad aumentare superati i 70. Agosto 2017 è stato il mese in cui si sono registrati più incidenti gravi (2,3 morti ogni 100 incidenti), a differenza di febbraio, dove nel 2017 è stato più basso il numero di incidenti (11.493) e di morti (199). Dal tramonto all'alba si è verificato il 27% degli incidenti. Le prime cause di incidente sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza o del rosso al semaforo e l'eccesso di velocità, all'origine insieme del 40,8% degli incidenti. Le infrazioni più commesse sono il mancato rispetto dei limiti di velocità (2.843.552 infrazioni, +6,9%), il mancato rispetto della segnaletica (391.369, +7,8%) e il mancato uso delle cinture o del seggiolino per i bambini (202.993, +3,4%).

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Ritratto di ziobell0
23 luglio 2018 - 14:56
I sistemi multimediali sono diventati uno dei primi fattori per scegliere l'auto, scrivere messaggi e telefonare è una cosa più comune che mettere la freccia...aumento delle vittime???? nahhhh......ma non l'avrei mai detto.
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
23 luglio 2018 - 19:23
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di otttoz
23 luglio 2018 - 21:13
occorre immediatamente adottare ADAS su tutti i mezzi circolanti.
Ritratto di Roomy79
24 luglio 2018 - 14:08
1
No occorre mettere un freno a questi sistemi multimediali che fanno diventare la plancia uno smartphone a 4 ruote e sospendere la patente a tutto quelli che armeggiano col telefono al volante
Ritratto di Rav
24 luglio 2018 - 00:11
2
Viaggio molto e negli anni ho notato che la gente più va avanti più perde la capacità di ragionare e anche di guidare. Quando ho preso la patente nel 2006 e ancora prima quando viaggiavo sul sedile posteriore coi miei genitori certe manovre o comportamenti non si vedevano. Oggi abbiamo autostrade più larghe e strade di città più scorrevoli ma la gente guida peggio. A mio parere i sistemi multimediali centrano poco o niente, se è vero che c'è tanta gente col telefono in mano alla "guida" di auto che è impossibile che non abbiano almeno il bluetooth. Ma non è solo per le auto. Non ci sono più i camionisti di una volta, quelli che "passavano loro" ma perchè sapevano che ci passavano. Oggi te li trovi in corsia centrale peggio dei marinai della domenica. Lato motociclisti? Una tragedia. Col traffico di oggi non so come facciano a trovare il coraggio di mettersi in strada. C'è gente che non è in grado di capire se immettersi o no quando arriva un'auto, figurarsi una moto. Insomma se oltre ad adas sulle vetture e più controlli ci aggiungessimo anche una buona dose di senso civico e meno presunzione, forse gli incidenti tornerebbero a calare. Ma finchè ognuno continuerà a pensare di essere solo ed infallibile sulla strada, sarà difficile.
Ritratto di ziobell0
24 luglio 2018 - 09:25
Bluetooth? Si vede proprio che non osservi quello che abbiamo attorno...............
Ritratto di Rav
24 luglio 2018 - 23:53
2
Beh, io abito in Emilia Romagna e qui ci sono più auto nuove che vecchie. Auto che è impossibile non siano dotate almeno di bluetooth. Ma la gente il telefono lo tiene costantemente all'orecchio.
Ritratto di nik66
24 luglio 2018 - 09:17
Abito a roma (come tanti di voi) e passo tra le due e le tre ore in mezzo al traffico a partire dalle 6 di mattina per andare al lavoro e tornare a casa e per fare altre cose e quando sono fermo al semaforo guardo per curiosità le altre auto e vedo le facce dei guidatori che sembrano già easauriti la mattina presto e quando scatta il verde sgommano come alla partenza di un gp. Non so il motivo di un tale esaurimento, ma guardando questi comportamenti secondo me non sono le strade o le auto il pericolo, sono i guidatori. Vedo anche pedoni che attarversano col rosso senza staccare gli occhi dallo smartphone e rischiare di finire "arrotati" e si incavolano pure se gli suoni e motociclisti fare la gincana tra le auto, non ferme al semaforo, ma in movimento. Ripeto, il pericolo non sono le strade o i mezzi, ma certe persone col loro comportamento assurdo.
Ritratto di Dr.Torque
24 luglio 2018 - 10:37
Io credo che tutto si possa riferire ad una macro causa principale. Si chiama educazione (o "civiltà" se volete). Chi è "educato" ossia chi è formato per comportarsi in modo responsabile e corretto verso il resto della società civile di cui fa parte usa gli indicatori di direzione, non scrive whatsapp mentre guida, non beve prima di guidare, non va a 100 all'ora in città perché sa che può costituire un pericolo per se e per gli altri. La formazione si ottiene nei corsi di guida (che devono essere seri e, a mio parere, anche verificati nel tempo dopo l'ottenimento della patente) ed attraverso i controlli costanti e le sanzioni. Se la crescita del tasso di inciviltà (perché questo è ciò che si sta verificando) continuerà ad essere maggiore dell'evoluzione tecnologica dei mezzi non ci sarà diminuzione della mortalità stradale.
Ritratto di Giuliopedrali
24 luglio 2018 - 11:42
Però sti numeri indicano anche che ste auto nuove non sono poi così più sicure delle auto più vecchie. Cioè poi nella realtà di tutti i giorni...
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