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Rca: l’Antitrust interviene. Ed è subito polemica

25 febbraio 2013

Il garante del mercato e della concorrenza denuncia il caro-tariffe: gli rispondono le compagnie e i patrocinatori stragiudiziali.

Rca: l’Antitrust interviene. Ed è subito polemica

CHI FERMERÀ L’ESCALATION? - Non che si trattasse di una grande novità: già era stranoto che gli automobilisti italiani pagano Rca carissime. Comunque, la recente indagine Antitrust conferma che le tariffe in Italia sono in media più elevate, e crescono più velocemente, rispetto a quelle dei principali paesi europei: si sborsa più del doppio rispetto a Francia e Portogallo; e la Rca italiana supera quella tedesca dell’80% e quella olandese del 70%. La crescita dei prezzi per l’assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Il motivo? Risaputo anche questo: il nostro paese si caratterizza per la frequenza e per il costo medio dei sinistri, i più elevati tra i principali paesi europei. Tuttavia, il numero delle frodi ai danni delle compagnie accertate in Italia è quattro volte inferiore a quello del Regno Unito, e la metà di quello della Francia.

COME INTERVENIRE - L’Antitrust individua cinque punti critici della Rca in Italia. Primo: i rimborsi alle compagnie che risarciscono i propri assicurati dovrebbero essere determinati sulla base di forfait definiti secondo le modalità attuali, ma decurtati di una percentuale: andrebbero cioè previsti livelli via via decrescenti delle somme che oggi le compagnie si pagano reciprocamente a fronte dei danni causati dai propri assicurati. Secondo: nuovi modelli contrattuali che aumentino sia la capacità di controllo dei risarcimenti da parte delle compagnie, sia le possibilità di selezione da parte degli assicurati. Terzo: eliminare qualunque elemento di incertezza sulle microlesioni permanenti, rendendo risarcibili solo quelle che emergono da indagini strumentali. Quarto: certezza e chiarezza in merito alle classi interne, prevedendo, in caso di cambiamento di compagnia assicuratrice, che quella nuova attribuisca al neo cliente una classe interna non inferiore a quella che assegnerebbe a un suo assicurato di uguali caratteristiche di rischio. Quinto: favorire lo sviluppo di nuovi ed efficaci strumenti online utili alla comparazione di un ampio numero di premi per la Rca.
 
ITALIANI POCO “MOBILI” - L’Antitrust denuncia che il tasso di mobilità tra una compagnia e l’altra (un’arma a disposizione dei consumatori per stimolare la concorrenza) è in realtà ancora basso, intorno al 10%: nel periodo 2007-2010, solo le compagnie telefoniche, che tuttavia rappresentano solo un 5% del mercato, sono state caratterizzate da maggiore mobilità in termini di ingressi (16-18%).
 
SCATOLA NERA? UN FLOP - Anche il ricorso alla scatola nera (vedi qui), dice il Garante, non è stato incentivato: gli oneri contrattuali a carico della clientela per l’istallazione superano gli sconti offerti dalle compagnie. Il numero di contratti con la scatola nera non ha superato il 3% del totale.
 
L’ANIA: IL PROBLEMA DELLE FRODI - All’indagine Antitrust ha fatto seguito il commento dell’Ania (l’associazione delle assicurazioni), che sostanzialmente concorda col Garante sui motivi che determinano forti differenze di prezzo della Rc auto tra l’Italia e altri paesi europei. In più, l’Ania aggiunge “due punti trascurati dall’Antitrust: va resa operativa con urgenza la tabella per la valutazione economica delle lesioni più gravi, ferma da mesi dopo aver completato l’iter autorizzativo. Il costo delle lesioni gravi in Italia è il doppio che in altri Paesi. E le imprese italiane dovrebbero poter disporre degli stessi strumenti di indagine utilizzati dalle imprese di tutti gli altri paesi e contare su un sistema investigativo e giudiziario efficiente”.
 
MA I PATROCINATORI NON CI STANNO - Sulla questione, alvolante.it ha voluto sentire anche l’opinione di Stefano Mannacio, presidente del Cupsit (il comitato che riunisce i patrocinatori stragiudiziali): “Il risultato dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust sposa, come mai prima, il programma delle compagnie. Che le assicurazioni desiderino pagare i sinistri come vogliono, quando vogliono, con i loro riparatori, con i loro medici e senza alcun contraddittorio, è cosa nota. Che lo desideri anche l’Antitrust, pubblicando un’indagine conoscitiva che si avvale, nei punti critici, solo dei dati dell’Ania e dell’ex autorità di controllo, suscita grandi perplessità. Visto il mutamento radicale dell’orientamento dell’autorità rispetto a documenti precedenti, la domanda è la seguente: è ancora utile il sistema delle Autorità di controllo che, tra scandali di natura finanziaria, indagini conoscitive ‘parziali’ e indagini giudiziarie, invece di salvaguardare il mercato e i consumatori avalla progetti azzardati di fusioni e concentrazioni di imprese traballanti come Unipol e Fonsai? Non è forse meglio restituire le competenze ai ministeri competenti?”.


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Ritratto di ARAN-GP
26 febbraio 2013 - 00:42
questo è uno dei grandi problemi degli italiani. Il punto è che si parla di libero mercato solo a convenienza, d'accordo ci sono le frodi ma sono certamente una piccola percentuale rispetto al numero di sinistri, e poi i periti delle assicurazioni cosa ci stanno a fare? I premi sono cari di per sè, non c'è una ragione specifica se non quella di spennare gli automobilisti. Tasse su tasse, e che fine fanno i soldi pagati?
Ritratto di oraziofiume
26 febbraio 2013 - 08:23
Il sottoscritto si é rivolto più volte all'Antitrust, mai ricevuto risposte. In Italia, se il cittadino non paga, Equitalia. Se le compagnie assicurative sono multate, non pagano e basta. Non c'è mobilità perché se provi a cambiare ti castigano, e la legge Bersani é continuamente disattesa con la storiella delle classi interne che si sono inventati per non riconoscere la stessa classe di merito. L'Antitrust, anziché multare...prende atto. E io pago...
Ritratto di patnat64
26 febbraio 2013 - 14:14
LO SAPEVATE CHE CHI HA UN IMPIANTO A GAS GPL O METANO, PAGA CIRCA 100-150 EURO IN PIU' SULLA POLIZZA? QUESTA E' UNA GRANDE TRUFFA...... INVECE DI INCENTIVARE L'ENERGIA PULITA, VIENE ANCORA PIU' PENALIZZATA........ SONO SEMPRE PIU' CONVINTO DI ABBANDONARE L'AUTO, VISTO CHE SONO UN UN AUTOMOBILISTA VIRTUOSO CHE PUR AVENDO LA 1à CLASSE DA BEN 15 ANNI, PUNTUALMENTE OGNI ANNO MI RITROVO AUMENTI......
Ritratto di luis2
27 febbraio 2013 - 19:21
sono stato coinvolto in un incidente con un motociclista, che fortunatamente si è risolto senza problemi gravi, e sul luogo dell'incidente si è presentata l'ambulanza ed i vigili urbani (chiamati da me) e uno strano individuo che si è presentato con una motoretta ed ha pulito la strada,fatto foto e che se ne è andato subito dopo ( mi hanno detto che si chiama Servizio Sicurezza ed Ambiente ed è stato messo dal Comune di Roma) . Fatto sta che l'Assicurazione ha dovuto risarcire supinamente il motociclista che mi è venuto addosso, dato che non avevo testimoni ed il verbale dei Vigili Urbani non ha avuto alcuna influenza sul fatto, e ha dovuto pagare 688 euro al Servizio Sicurezza Ambiente che ha spazzolato solo i vetri del mio faro anteriore sinistro !!! Come si fa ad andare avanti quando intorno all'osso ci mangiano in tanti!!!!