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Renault Symbioz: la berlina che guida da sola

12 dicembre 2017

La nuova edizione della concept car Symbioz con batterie a ricarica rapida, anticipa come saranno le Renault a guida assistita di livello 4.

Renault Symbioz: la berlina che guida da sola

PROVE DI FUTURO - Il prototipo Renault Symbioz, mostrato per la prima volta al Salone di Francoforte del settembre 2017 (qui la news), viene ripreso e aggiornato a distanza di pochi mesi: la seconda interpretazione dell’auto (chiamata sempre Renault Symbioz) ha uno stile più definito e punta ancora sulle tecnologie di bordo, ma in questo caso l’attenzione si sposta ai sistemi di assistenza alla guida, uno dei più importanti ambiti a cui sta lavorando il costruttore francese in vista del futuro.

VA DA SOLA - La nuova Renault Symbioz (nelle foto e nel video più in basso) mantiene le dimensioni della precedente edizione (è lunga 492 cm) e ha l’aspetto di una berlinona a cinque porte, con le maniglie posteriori nascoste alla vista e dettagli che potrebbero ispirare le Renault dei prossimi anni: i fari anteriori tagliati dalla mascherina sembrano un’evoluzione di quelli odierni. La seconda Symbioz non è solo un prototipo da salone, destinato cioè a restar fermo su una pedana, ma si muove ed è stato utilizzato dal costruttore francese per alcune simulazioni. La berlina adotta tecnologie per la guida assistita di livello 4 e può viaggiare senza che il guidatore azioni i comandi, quindi è in grado di rispettare le distanze di sicurezza dalle altre automobili su strada, mantenere la corsia (anche in curva) e cambiare traiettoria in caso di sorpasso o svincolo. La Symbioz può muoversi da sola anche nel traffico.

IL VOLANTE SI “RITIRA” - Le tecnologie di livello 4 sono basate anche sullo scambio di informazioni fra automobili e fra automobili e infrastrutture stradali, come ad esempio i semafori e le barriere autostradali. Non a caso la Renault Symbioz può oltrepassare i caselli in autonomia e riceve aggiornamenti in tempo reale nel caso di incidenti, lavori stradali ed ingorghi. La berlina è un “laboratorio” anche all’interno, dove il cruscotto ha solo l’apparenza di uno convenzionale: i comandi sono racchiusi all’interno di tre grandi schermi touch (aumenta di conseguenza lo spazio fra i sedili), il sistema di bordo riconosce i singoli passeggeri grazie ai rispettivi smartphone (i sedili e la musica vengono impostati in base alle loro preferenze) e il volante può rientrare nella plancia di 12 cm per migliorare il comfort a bordo quando il guidatore sceglie di mettere in funzione l’elettronica.

TRE MODALITÀ DI GUIDA - Il piantone del volante della Renault Symbioz si accorcia quando è selezionata la modalità di guida AD (automated driving), una delle tre disponibili. Le altre sono quella Classic (quando il pilota vuole guidare) e la Dynamic, che mette in luce l’aspetto più grintoso dell’auto: i sedili avvolgono meglio il guidatore e il motore, lo sterzo e l’assetto diventano più reattivi. La Renault ha pensato inoltre a una retroilluminazione del cruscotto diversa a seconda della modalità selezionata, in maniera da favorire la sportività o il comfort. Il programma AD affida la gestione della Renault Symbioz all’elettronica, quindi il pilota può scegliere come trasformare l’interno: l’opzione Alone@Home libera più spazio avvicinando lo sterzo al cruscotto, quella Relax trasforma il sedile in una sorta di lettino e quella Lounge fa girare i sedili anteriori di 10° l’uno verso l’altro e rende l’interno una sorta di salottino. La berlina francese è spinta da una coppia di motori elettrici che erogano complessivamente 680 CV e usa batterie che si ricaricano all’80% in 30 minuti.

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Ritratto di Raul23
12 dicembre 2017 - 19:17
Mah
Ritratto di hulk74
12 dicembre 2017 - 19:27
Un futuro interessante...
Ritratto di Davelosthighway
12 dicembre 2017 - 22:12
é assodato che la guida autonoma é proposta da costruttori, riviste e da pressoché tutto il mondo automotive con tutti i connotati dello status symbol fine a se stesso. Tutte le proposte di auto con guida autonoma non hanno uno storico di appoggio, una reale esigenza che le hanno condotte fin dove sono arrivate. E qui interviene il marketing per colmare questo vuoto , il marketing come strumento fantasioso che deve creare ed inventare le esigenze per far fronte ad una totale assenza di prove fatti concreti e benefici della guida autonoma e di questi finti conducenti/proprietari che sinceramente nessuno sa come vivranno questa nuova era della mobilità
Ritratto di hulk74
13 dicembre 2017 - 08:11
A dire il vero, la guida autonoma sarà il futuro, è un futuro migliore è radioso! ... così tutte quei fallocefali che credono di giocare su PlayStation o che pensano ad altro mentre guidano (guardare Facebook o truccarsi) potranno farlo senza uccidere nessuno... Stamattina una signora bionda su una panda crema ha tagliato il mio stop di almeno 4 metri, sbagliato di un metro scarso. E la guida autonoma!!! ...mentre io continuerò a guidare...
Ritratto di hulk74
13 dicembre 2017 - 08:20
Correzione: e e W
Ritratto di studio75
13 dicembre 2017 - 08:39
5
molto bello il cruscotto virtuale. Quello di Mercedes lo trovo posticcio questo, invece, è armonico. Ho dei dubbi sulla chiarezza dei retrovisori virtuali. Prima o poi ci arriveremo però (quando il costo di una telecamerina e del relativo schermo interno sarà inferiore ad uno specchietto tradizionale).
Ritratto di AMG
13 dicembre 2017 - 16:16
AH SE QUESTO è "ARMONICO"......
Ritratto di Abacus
13 dicembre 2017 - 12:26
Credo che il veicolo industriale debba avere la priorità verso le nuove tecnologie. Il camion che porta il pomodorino da Pachino a Formia (centrale europea di orto-frutta) potrebbe viaggiare in automatico tutta la notte, oso sperare con un margine di sicurezza aumentato rispetto al controllo umano.
Ritratto di hulk74
13 dicembre 2017 - 15:55
Anche perché tragitti autostradali, urbani e extraurbani trafficati, il piacere di guida si fatica a trovarlo
Ritratto di grande_punto
13 dicembre 2017 - 16:09
3
Quant'è brutta...