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Il mercato dell'auto rialza la testa?

24 gennaio 2014

Dopo l’inversione di tendenza di dicembre, indiscrezioni parlano di un rafforzamento del trend di crescita in atto. Che sia la volta buona?

Il mercato dell'auto rialza la testa?
UN PO’ D’OTTIMISMO - Nel mondo dell’auto la crisi ha picchiato duro: in Europa e ancor più in Italia, che nei 42 mesi tra il marzo del 2010 e il novembre del 2013 ha visto un continuo e inarrestabile crollo delle vendite di vetture nuove, calate addirittura del 48,1% rispetto al periodo pre-crisi. I dati dicembre, però, con un incoraggiante +1,4%, hanno rappresentato la prima inversione di tendenza, infondendo un cauto ottimismo negli operatori del settore. 
 
VERSO IL 5% - Un sentimento di fiducia prudente, ma che trova un riscontro anche in questo primo scorcio del nuovo anno. Secondo indiscrezioni dell’ultima ora, sembra che nelle prime tre settimane di gennaio l’andamento delle immatricolazioni viaggi in terreno positivo, con una ripresa attorno al 4,8%; e pare che per la fine del mese il dato sia destinato a consolidarsi. Si tratterebbe, quindi, di un più reale inizio di ripresa e non di una semplice inversione tecnica. Del resto sono risultati positivi anche i dati sulla raccolta di ordini di auto nuove, che il mese scorso si è attestata a circa 106.000 contratti, in aumento del 7% rispetto al dicembre 2012.
 
MOMENTO DELICATO - In questo quadro, sono in molti a chiedere un deciso cambio di passo anche al Governo. Come Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, che già a inizio gennaio aveva affermato la necessità di definire “rapidamente i possibili interventi per consentire al mercato italiano dell’auto di prendere respiro, ricordando che i primi tre mesi dell’anno valgono almeno il 30% dell’intero anno e sono, quindi, cruciali per tutto il 2014”. E anche la Federauto (l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia, e che il 22 gennaio ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato), ha presentato una lista di misure per invertire la crisi del mercato dell’auto (che nel 2013 ha perso il 7,09% rispetto all'anno precedente): prime fra tutte, quelle relative alla pressione fiscale che grava attualmente sulle quattro ruote. “Defiscalizzare l'auto dall'acquisto fino al suo utilizzo è in questo momento l’unico antidoto per curare la depressione dei consumi che ha investito un settore che è la cartina di tornasole dell’andamento generale dell’economia del nostro Paese” ha commentato a conclusione dell’incontro il presidente della Federauto, Filippo Pavan Bernacchi.
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Ritratto di lucios
24 gennaio 2014 - 18:48
4
...non per essere pessimisti, ma non è che questo 5% sono coloro che cambiano la macchina perché è ormai arrivata? Io credo che quei 2.400.000 non li rivedremo mai più!
Ritratto di giovanni56
25 gennaio 2014 - 20:58
così basse a far sperare in una inversione di tendenza. La crisi è ancora in atto e morde pesantemente. Ci sono tante persone che hanno perso il posto di lavoro e il loro ultimo pensiero è cambiare l'auto, giustamente. Gli stipendi dei fortunati che ancora ce l'hanno il posto di lavoro sono bloccati. Non parliamo dei monoreddito... Del resto, basta andare nelle concessionarie e rendersi conto di come sia tuttora drammatica la situazione.
Ritratto di Roberto Carnevale
27 gennaio 2014 - 15:43
E' normale che dopo aver toccato il fondo si possa solo risalire, seppure lentamente. Comunque, prima di recuperare il 50% di calo accumulato ce ne vorrà di tempo. Occorre sopratutto una ripresa della credibilità del sistema Italia ed una ritrovata fiducia nell'economia generale e nella politica. La vedo davvero dura, specie nel breve/medio periodo. L'Italia è questa,smettiamo di lamentarci, ognuno si merita quello che ha condiviso e votato.
Ritratto di studio75
27 gennaio 2014 - 17:48
5
mi ha colpito la notizia che secondo gli studi della Banca d'Italia il reddito degli italiani è diminuito del 7,qualcosa % ....nel 2012! se ci aggiungiamo la catastrofe del 2013 facilmente credo raggiungeremo quasi il 20% di reddito mangiato in due anni.