DISCRIMINATO - Con la sentenza 1126 depositata oggi, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un trentaquattrenne catanese, Danilo Giuffrida, che da tempo ha ingaggiato una battaglia legale con Ministero della Difesa e Ministero dei Trasporti: alla visita di leva Giuffrida aveva dichiarato di essere gay e, dopo qualche mese, si era visto sospendere la patente per “disturbo dell'identità sessuale”.
UNA VICENDA SPINOSA - Ritenendo di essere stato discriminato, l'uomo aveva deciso di intraprendere le vie legali: non si spiegava - e anzi, riteneva vessatorio - il nesso causale tra un aspetto legato alla propria vita privata (la sessualità) e la sospensione della patente in quanto considerato inadatto alla guida per mancati requisiti psico-fisici. Senza poi dimenticare lo spinoso aspetto legato alla privacy, al momento dei fatti regolati dalla legge 675/96 ora sostituita dal d.lgs. 196/2003.
RISARCIMENTO TROPPO ESIGUO - In sintesi, Giuffrida richiedeva - e ancora richiede - un risarcimento del danno per discriminazione sessuale e violazione della privacy. Ha avuto ragione da subito. L'ultimo atto prima della Cassazione risaliva a una sentenza della Corte d'Appello di Palermo che, a fronte dell'iniziale richiesta di 500.000 euro, ridimensionava nel 2010 il disposto del Tribunale di 100.000 euro - una cifra ritenuta “esorbitante” un virtù del fatto che “la comunicazione tra le amministrazioni era avvenuta in un ambito assai ristretto”, “non vi era stato pubblico ludibrio” e la vicenda era rimasta “riservata”.
RITORNA IN APPELLO - La Cassazione, per contro, ha ritenuto che vi sia stato “un vero e proprio comportamento omofobico”, peraltro “intollerabilmente reiterato”, da parte della Pubblica Amministrazione e ha ordinato un risarcimento corrispondente alla “gravità dell'offesa”. Tutto da rifare, insomma: sullo sfondo, la soddisfazione del danneggiato e delle associazioni di categoria; in prospettiva, una nuova sentenza della Corte d'Appello cui è stato imposto di riformulare la propria decisione di merito.