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Rossignolo compra la De Tomaso

15 novembre 2009

È ufficiale: l'imprenditore Gian Mario Rossignolo ha acquisito lo storico marchio di vetture sportive e di lusso, in disarmo da anni. La produzione avrà luogo nell'ex fabbrica Pininfarina di Grugliasco, alle porte di Torino.

LIETO FINE - La “telenovela”, che andava avanti da mesi (ne avevamo parlato qui), si è finalmente conclusa: rinasce a nuova vita il marchio De Tomaso. Lo ha acquisito la Innovation in Auto Industry (IAI) di Gian Mario Rossignolo, un vecchio leone dell'imprenditoria italiana.

Top manager Fiat negli anni Settanta, poi grande capo di Skf, Zanussi e Ericsson, presidente Telecom nel 1998, Rossignolo aveva acquistato, poche settimane fa, le attrezzature dello stabilimento Pininfarina di Grusgliasco, in provincia di Torino. Fabbrica che viene rilevata, invece, dalla Regione Piemonte, per essere poi affittata alla stessa IAI (che ha cambiato nome in De Tomaso Spa). Tutta l'operazione consentirà la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro, oltre a rilanciare uno storico marchio dell'industria italiana dell'auto.

UN MARCHIO PRESTIGIOSO - Fondata a Modena nel 1959 dall'italo argentino Alejandro De Tomaso (pilota e imprenditore, scomparso sei anni fa), la piccola Casa automobilistica che ne portava il nome ha prodotto modelli che fecero epoca, soprattutto negli Stati Uniti. Dalla spider Vallelunga del 1963 alla Mangusta (1966) disegnata da un giovanissimo Giorgetto Giugiaro, alla Pantera (1970, nella foto sopra) opera di un altro celebre designer, l'americano Tom Tjaarda.

Successivamente, la De Tomaso si affermò con la serie delle Biturbo, prodotte negli anni 80 e 90. Poi il declino, sfociato nelle procedure di fallimento degli ultimi tempi.

PROGETTO AMBIZIOSO - Nei piani di Rossignolo, la De Tomaso Spa dovrebbe sfornare 8000 automobili l'anno prodotte nell'ex fabbrica Pininfarina di Grugliasco (ne avevamo già parlato qui), dove saranno assemblate le scocche ed effettuata la verniciatura; delle lavorazioni meccaniche e dell'assemblaggio di motore, cambio e sospensioni si occuperà invece la Delphi di Livorno, a sua volta rilevata dall'imprenditore piemontese.

Si parla di tre modelli (per un investimento di un centinaio di milioni di euro): una grande berlina di lusso, un crossover e una coupé, tutte disegnate dalla Pinifarina. Il debutto è previsto al Salone di Ginevra 2011.

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Ritratto di stig
15 novembre 2009 - 14:47
evvai il mito ricomincia! :D
Ritratto di bombolone
15 novembre 2009 - 16:04
Investendo poco più di 100 milioni di euro non andrà da nessuna parte, sono pochissimi in questo settore.
Ritratto di Franc-one
15 novembre 2009 - 16:23
è vero non sono tanti, e non ha scelto un bel periodo per rilanciare una casa automobilistica....non vorrei essere pessimista ma non la vedo bene
Ritratto di guido
15 novembre 2009 - 16:40
Speriamo non sia la solita rapina all'italiana...
Ritratto di cavalierebianco
15 novembre 2009 - 16:44
Ha già rilevato altri marchi in disgrazia, tipo Isotta Fraschini e mi pare anche Mini Moke, intascando fior di contributi per rilanciarli. Non mi risulta si siano viste delle Isotta Fraschini per strada ultimamente... Alzi la mano chi ne ha incontrata una
Ritratto di Dareios
9 febbraio 2011 - 15:20
Per me dovrebbe fare un'alleanza commercial con DiRisio dr Motors. Credo che ne uscirebbero dei bei prodotti, la coupè che vuole Di Risio, la Crossover di lusso e magar anche la berlina di segmento D oppure Ee poi ci sarebbero le citycar ed il suv della DR già in produzione.