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Seat, sei nuovi modelli (uno elettrico) entro il 2020

22 marzo 2018

La Seat ha presentato a Madrid il bilancio del 2017 e le strategie industriali per i prossimi tre anni.

Seat, sei nuovi modelli (uno elettrico) entro il 2020

IN ARRIVO IBRIDO E ELETTRICO - Ogni sei mesi un nuovo modello al debutto e l’ingresso nel mondo dell'auto elettrica. Sono gli elementi essenziali del piano della Seat per il prossimi tre anni annunciato da Luca de Meo, presidente del marchio spagnolo, durante l’annuale conferenza stampa sui risultati di bilancio (foto qui sopra). I primi modelli ad approdare sul mercato sono la suv Seat Terraco e la Cupra Ateca, entrambe in listino entro la fine del 2018. Nel 2019 le new entry saranno la nuova generazione della Leon, berlina e familiare, modello che l’anno successivo sarà proposto pure nella variante ibrida plug-in con autonomia a zero emissioni di almeno 50 km. Più sostanziose nel novità del 2020 con il primo il primo cuv (crossover utility vehicle) della casa di Martorell e il debutto nel mondo dell’auto elettrica. Un modello, quest’ultimo, realizzato sulla base della piattaforma MEB della Volkswagen che, secondo le dichiarazione dei responsabili Seat, avrà un’autonomia di 500 km, un prezzo competitivo, avanzati sistemi di connettività e infotainment e almeno un livello 2 di guida autonoma. La strategia per il futuro, sottolineano gli uomini Seat, prevede pure lo sviluppo dei motori tradizionali, a benzina e gasolio, e investimenti nella tecnologia TGI a metano, a cominciare dall’arrivo dell’Arona a gas naturale nel 2018. 

CHIUSO IL 2017 DEI RECORD - L’incontro di Madrid è stata l’occasione per fare il bilancio del 2017, chiuso in positivo. L’utile netto è salito da 232 a 281 milioni di euro (+21,3%), il fatturato da da 8.597 a 9.552 milioni di euro (+11,1%, quasi +50% dal 2013), merito dell’aumento delle vendite che hanno raggiunto le 468.400 unità in Europa. Viceversa, l’utile operativo ha subito una flessione (da 143 a 116 milioni) a causa dei maggiori investimenti effettuati che, per il solo reparto Ricerca e Sviluppo, ammontano a 962 milioni, 100 in più del 2016 e in costante crescita negli anni, tanto che dal 2013 al 2017 sono stati investiti oltre 3.300 milioni di euro. Positivi sono pure il flusso di cassa, passato da 761 a 947 milioni di euro (+24,4%, quasi il triplo del 2013) e l’occupazione, aumentata con 185 assunzioni nel 2017 e con altri 265 collaboratori entrati in Seat nel 2018. Per il futuro i responsabili di Seat prevedono un’ulteriore crescita grazie a una strategia fondata su quattro pilastri: “più brand, più mercati, più auto e più energie”. Quanto ai mercati, l’intento degli uomini di Seat è incrementare i volumi extra europei che oggi rappresentano soltanto il 15% delle vendite del marchio malgrado la presenza in oltre 80 paesi del mondo. Gli obiettivi di espansione principali sono il Nord Africa e l’America Latina, con particolare riferimento al Messico dove è probabile l’inaugurazione di uno stabilimento produttivo. 

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Ritratto di Alfiere
22 marzo 2018 - 19:30
1
Gia la nuova Leon? Ben venga eh, dato che questa è inguardabile per me e con rumorosità eccessive, ma non me l'aspettavo.
Ritratto di Gianlupo
22 marzo 2018 - 21:09
Seat dovrebbe seguire qualche sana linea guida: non pensare di dare "sportività" ai propri autotelai semplicemente aumentando il K delle molle, limitando la scorrevolezza e la corsa degli smorzatori, e tarando l'elettronica dello sterzo per massimizzarne la reattività a scapito dei reali efficacia e piacere di guida. Del resto, questo è un errore che nei segmenti di fascia medio-bassa fanno in molti, nonostante gli ampi aiuti elettronici che terrebbero in strada anche una Dyane con 300 cv. I rumori che lamenti sono il risultato delle sollecitazioni cui l'abitacolo e i suoi occupanti sono soggetti, esattamente per via delle scelte sbagliate di cui sopra. Sempre il solito consiglio quindi: fatevele dare per un giorno (insistete perché le reti di vendita italiane, in generale, sono molto povere e, conseguentemente, "abitate" da personale scarsamente preparato ed oggettivamente incapace). Guidatele quindi su percorsi accidentati, sterzate in maniera decisa, saggiatene a fondo le qualità telaistiche e solo poi, eventualmente, procedete all'acquisto. Evitate come la peste le versioni sportive senza sospensioni e sterzo attivi, sedili con fianchetti e supporti lombari privi di regolazione e quant'altro il semplice buon senso possa suggerirvi. Stesso discorso per Volkswagen e Skoda, naturalmente. Audi e Porsche sono un mondo a parte.
Ritratto di tramsi
22 marzo 2018 - 22:22
Stando alle prove, la Leon è ai vertici della propria categoria per piacere ed efficacia di guida.
Ritratto di Alfiere
23 marzo 2018 - 08:35
1
Si parla anche di una discreta rumorosità, ora non so se a pari motore devo per forza andare di golf invece che leon solo per questo. Con un prezzo poi di oltre 5 mila euro superiore alla Mazda3 F.o.
Ritratto di marian123
23 marzo 2018 - 08:42
La rumorosità che lamentano i tester è intesa come fruscii aerodinamici ad alte velocità e insonorizzazione motore non al top, cosa c'entra la rigidezza dell'assetto?
Ritratto di Gianlupo
23 marzo 2018 - 09:27
@marian123 I tester le provano mezza giornata, magari in pista; il loro modo di procedere non serve ad un'emerita f4va per darti info affidabili su questo punto.
Ritratto di william71
23 marzo 2018 - 13:27
Mi sa che sei rimasto alle leon 1p, o ai vecchi autotelai Vw del millenovecentoventordici, Possiedo una Leon, Fr, la mia prima Leon , non ho mai avuto auto (proprie) del gruppo più odiato dai "perbenisti dei motori", ma ho alle spalle 12 fiat, 7 ford, 4 vw (non mie ma aziendali) 3 renault, 2 peugeot, e 2 chevrolet (di cui una del 1955) , la Leon a parte essere una delle berline compatte più efficaci come guida, del proprio segmento, ma è anche una delle piu sportiveggianti, i dati parlano chiaro, vendite sopra le aspettative, in germania è addirittura stata per qualche mese davanti a mostri sacri come astra e focus, da possessore, da 3 anni e 120 mila km, sono discretamente soddisfatto per quanto riguarda la qualità, ampiamente soddisfatto per la meccanica e l'impostazione di guida, ho avuto 308, focus, Astra, bravo, stilo, giulietta, delta, per le mani, nessuna ha nemmeno lontanamente la guidabilità e quel pizzico di sportività che non ti aspetteresti mai da un diesel, va come un treno, non cosmuna una mazza, è tra le curve (a meno che non si va ai limiti della fisica) diverte come poche nel suo segmento, ha stabilito il record al ring della categoria nel 2014, è auto ufficiale (safety car) della MotoGp, e qui leggo sentenze da persone che la leon l'hanno vista solo su internet?? ok che audi è un'altra categoria, ma non dimentichiamoci che montano volente o nolente tutte le stesse meccaniche, telai e trasmissioni, cambiano solo le tarature per specifica di auto, e ovviamente, QUALCHE accorgimento in piu nella fase finale di costruzione!! hanno risparmiato su qualità interna e qualche accesorio, non di certo su organi meccanici, anzi, se leggessi bene gianlupo, la Leon ha rifilato due decimi alla sorella A3 e quasi 1 secondo alla golf, (nelle configurazioni s-line - e gtd) contro la Leon FR, a vairano, a balocco addirittura la 150 cv si è bevuta la giulietta 170 e la mazda 3 160! vuol dire che forse qualcosa di "superiore" sul telaio ce l'ha no??? ti invito a provarla davvero, e spingerla sui percorsi tortuosi, cosi poi ptorai dare un giudizio non cosi campato per aria, non sto idolatrandola, anche perchè so che esistono auto di pari livello bem piu complete e superiori, ma per quel che costa e per i contenuti che offre, è poiu che soddisfacente, e sempre piu persone s ene stanno accorgendo, le luinee come sempre sono soggettive,
Ritratto di studio75
23 marzo 2018 - 16:46
5
@william71_pensa se avesse anche l'autobloccante, eliminerebbe anche il leggero sottosterzo
Ritratto di Alfiere
23 marzo 2018 - 17:27
1
Quanto è rumorosa ai 110 autostradali? frusci e motore?
Ritratto di Gianlupo
23 marzo 2018 - 22:35
@william71 ...se non sbaglio già ci siamo "incrociati" su questo argomento. Le mie ultime tre auto private, oltre alle varie aziendali che non sto a citare, sono state tutte Seat, a benzina magari... e tutte erano sportive, e se le ho ricomprate è soprattutto, se non unicamente, perché piazzare una Seat d'occasione è molto, ma molto, difficile. Le migliori condizioni di permuta le trovi ancora, volente o nolente, in Seat... Detto questo, la penultima l'ho venduta con pochi anni e chilometri all'attivo per il semplice fatto d'essermi rotto letteralmente gli zebedei per via del fatto di dovermi sorbire un assetto inutilmente marmoreo a fronte di prestazioni in definitiva ordinarie (le aziendali che ho avuto sono sempre state più potenti, sebbene più pesanti ed ineluttabilmente diesel). Il fatto che poi in pista queste macchine vadano più di altre non me ne può fregare di meno, visto che in pista non ci vado né penso ci andrò mai, come il 99% delle persone che ha vissuto una vita intera da appassionato d'auto senza mai varcare i cancelli d'un circuito. D'altro canto, con quel (de)genere d'assetto anche una Panda Multijet strapperebbe con facilità il record di segmento, ma perderebbe clamorosamente quote di mercato. La pubblicità, vedi, evoca fantasie tanto naïves quanto patetiche, un po' come quelle "suggerite" (nemmeno le fantasie sono più libere ormai) per il tramite degli improbabili scenari nei quali sono ambientati gli spot dei suv. Posso anche capirlo, date ormai da tempo immemore per assodate tutte le boiate che caratterizzano l'iperconsumismo dell'oggi. Back to the basics: le auto sono per definizione da città, da turismo, da gran turismo o sportive; le turistico-cittadine con assetto da pista? Non pervenute nelle sinapsi delle persone con un minimo di senno. Si tenga presente che oggi si fanno pure i confronti in pista dei pick-up, e ho detto tutto; mancano all'appello giusto i furgoni della U-Haul. La Seat che ho ora è solo soddisfacente in termini di comfort, ma, essendo in definitiva una vettura di "backup" che mi tengo per qualche tirata di collo e via, mi va ancora bene. Altrimenti, avrei speso qualche soldo in più per avere tassativamente: sterzo progressivo, sospensioni attive, fianchetti regolabili (e non da riformato al servizio di leva, tanto che ho dovuto allargarli "lavorando" l'imbottitura laterale con phon da carrozziere ed acqua). Dovesse essere l'unica auto a mia disposizione, la venderei subito al primo "comproauto" di turno che mi offra una cifra decente; questo è il mercato italiano delle Seat in Italia, volente o nolente. Guidati una Giulia Sprint e "rifatti la bocca", e lascia perdere i tempi sul giro che non sei più un bambino.
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