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Shell Eco-marathon 2019: i vincitori della gara d’efficienza

Pubblicato 12 luglio 2019

In questa competizione vince chi progetta il veicolo in grado di percorrere la maggiore distanza con 1 kWh o 1 litro di carburante.

Shell Eco-marathon 2019: i vincitori della gara d’efficienza

C’È ANCHE L’ITALIA - La Shell Eco-marathon è una competizione per studenti appassionati di mobilità sostenibile, dove a primeggiare sono i team che riescono a progettare veicoli ad alta efficienza energetica, in grado di percorrere la maggiore distanza con l’equivalente di 1 kWh o 1 litro di carburante.Venerdì 5 luglio si è conclusa l’edizione 2019 della Shell Eco-marathon che si è svolta durante l’evento Make the Future Live, presso il Mercedes-Benz World a Weybridge, Londra, dove si sono sfidati 140 team provenienti da 28 Paesi, per un totale di oltre 1500 addetti, che hanno portato in pista 140 veicoli. C’è stata gloria anche per l’Italia, infatti, i due team del Politecnico di Torino e dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Carpi hanno ottenuto due podi.

DUE CATEGORIE - Due le categorie a competere; Prototipi, ossia mezzi a tre ruote e dall’aerodinamica particolarmente spinta e UrbanConcept, veicoli simili alle automobili tradizionali. All’interno di queste categorie è stato possibile scegliere tra tre diverse tecnologie di alimentazione: combustione interna, elettrico e cella d’idrogeno.

URBAN CONCEPT - Nella categoria UrbanConcept ha trionfato il team francese “TIM UPS INSA” dell’INSA dell’Università di Tolosa, che ha fatto registrare il record assoluto per la categoria dei veicoli elettrici, con l’incredibile distanza di 234,3 km con un solo kWh. Il team “mecc -E” del Politecnico di Milano si è posizionato quarto. Il premio per le auto a combustione interna è andato al team “DTU RoadRunners” della Technical University of Denmark, in grado di percorrere 429,4 km con un litro di carburante. Gli studenti dell’ITIP “L. Bucci” di Faenza e dell’Università di Catania sono invece entrati nella Top10. Il “Dutch Green Team Twente” dell’università della città olandese ha primeggiato tra i prototipi a idrogeno raggiungendo i 242,5 km per metro cubo. 

PROTOTIPI - Altrettanto clamorosi i risultati nella categoria Prototipi, che ha visto primeggiare il team francese “Microjoule-La Joliverie” del Lycee Saint-Joseph La Joliverie, che è riuscito a raggiungere la distanza di 2735 km con un litro di benzina. Questa categoria ha visto competere anche l’Università degli studi della Basilicata con il suo “Unibas Racing Team”. Il team tedesco “ThaiRe-H2-Racing” della University of Applied Sciences Stralsund ha vinto nella categoria dei mezzi a idrogeno con la distanza di 1.082,8 km ogni metro cubo. Tra veicoli elettrici ha primeggiato il team “Eco-Dimoni” della I.E.S Cotes Baixes High School, che ha vinto percorrendo 888,8 km/kWh.

BEST OF THE BEST - Il team “H2politO - molecole da corsa” è arrivato secondo tra i prototipi a idrogeno. Podio anche per gli studenti del Team Zero C dell’Itis Leonardo Da Vinci di Carpi (la prima squadra italiana a partecipare alla Shell Eco Marathon già dal 1994) che con il loro prototipo elettrico è riuscito ad ottenere 772 km/kWh. Nella competizione finale della Shell Eco-marathon, la Drivers World Championship, si sfidano i migliori UrbanConcept delle diverse edizioni regionali dell’evento (Americhe, Asia ed Europa) in una corsa a sette giri in cui l’obiettivo è arrivare primi, ma senza rimanere “a secco”. Quest’anno ad avere la meglio in questa gara  è stato il “Green Team Twente” della University of Twente che, grazie al successo, avrà la possibilità di passare una settimana in Ferrari per vivere in prima persona un’esperienza formativa di alto livello.



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Ritratto di manuel1975
12 luglio 2019 - 12:42
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di Andrea Zorzan
12 luglio 2019 - 14:24
Bravi tecnici ed ingegneri. Manifestazione istruttiva: per superare i record serve innovare. Se il mondo avesse seguito la mentalità degli analfabeti che criticano questi studenti l'umanità sarebbe ancora sugli alberi a dondolarsi.
Ritratto di Mbutu
12 luglio 2019 - 15:16
Quoto. La gara in se è per se può sembrare futile e priva di senso. Ma sono tutte tecnologie che poi magari negli anni verranno sviluppate e ci ritroveremo nel quotidiano.
Ritratto di Thresher3253
13 luglio 2019 - 15:32
E poi comunque resta una gara, quindi c'é la componente ludica dietro. Altrimenti anche la F1 é futile.
Ritratto di Raffaelorenz
14 luglio 2019 - 11:34
Molto più bella e soprattutto tecnologicamente utile del luna park della Formula E.
Ritratto di Raffaelorenz
15 luglio 2019 - 15:11
Più utile*
Ritratto di AndreaH2
15 luglio 2019 - 09:51
Quello che mi fa riflettere è che se un veicolo sperimentale può fare 400 km/l di benzina, nulla impedirebbe ad un'auto di serie di raggiungere i 50 o 60 km/l. Peso e aerodinamica sono i due fattori chiave, oltre all'efficienza dei motori. Ma stranamente è meglio proporre ai consumatori dei parallelepipedi su ruote che pesino due tonnellate....
Ritratto di Paolo-Brugherio
15 luglio 2019 - 10:24
6
Negli anni '70 le auto di media cilindrata pesavano intorno ai 1000 kg mentre oggidì anche un'utilitaria ne pesa di più... Ma allora non c'erano servosterzo, servofreno, climatizzatore, pneumatici maggiorati e 100.000 altri ammennicoli. La mia Fiat 500 non aveva nemmeno le marce sincronizzate (aveva solo la prima sincronizzata)!.
Ritratto di Mbutu
15 luglio 2019 - 10:50
Insomma Andrea. Il paragone è un po' ardito. Queste sono monoposto fatte con uno scheletro ed una carrozzeria sottile che fanno i 30km/h al cui interno viene incastrato il pilota (rigorosamente basso e smilzo). Un'auto normale deve garantire spazio per almeno 4 persone più bagagli, sicurezza e comfort oltre che altro tipo di velocità.
Ritratto di AndreaH2
15 luglio 2019 - 11:08
Appunto che, dico, un'auto normale potrebbe tranquillamente consumare 10 volte più di queste restando su valori dell'ordine dei 50 km/l. Con la nuova Prius, ad esempio, ho più volte raggiunto il record dei 48 km/l su percorsi extraurbani. Hanno deliberatamente voluto limitare l'aerodinamica sul posteriore (cosa che invece hanno previsto per la versione plug-in). Basterebbe ad esempio un piccolo buffer plug-in da 1 Kwh, magari staccabile come quello delle bici elettriche e ricaricabile in casa, per portare il consumo a 60 km/l riducendo il ricorso del termico nel traffico. La plug-in da 4 kwh infatti consente già il traguardo dei 100 km/l.
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