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La sicurezza va in tournée

30 giugno 2011

La Ford ha organizzato un evento itinerante denominato Safety Tour, per presentare “sul campo” gli innovativi dispositivi di sicurezza già disponibili per le auto di oggi e quelli in arrivo nei prossimi anni, tra cui le cinture di sicurezza con airbag incorporato.

IN PISTA, MA NON PER CORRERE - In occasione del primo appuntamento del Ford Safety Tour, svoltosi il 29 giugno all’Autodromo di Monza, abbiamo avuto l’opportunità di toccare con mano i dispositivi di sicurezza della casa, provando in un’area riservata le soluzioni già adottate dalle vetture della casa americana. E i tecnici della Ford hanno svelato in anteprima anche quello che ci riserva il prossimo futuro.

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Il comando per attivare il Lane Keeping Aid.

UN LABORATORIO VIAGGIANTE  -  Il Safety Tour prevede una parte teorica e una pratica. La prima si svolge in un camion-laboratorio, dove viene illustrato il funzionamento dei dispositivi di sicurezza; la seconda ha luogo direttamente a bordo di automobili. Abbiamo cominciato il test su una Focus Wagon 1.6 TDCi Titanium, mettendo alla prova il Lane Keeping Aid. Con una vibrazione sul volante,  il sistema avverte il pilota se supera la linea di mezzeria senza aver messo la freccia: è il comportamento tipico di chi è affaticato e sta per cedere a un colpo di sonno. Se il guidatore non reagisce immediatamente riportandosi nella sua carreggiata, il sistema interviene direttamente sullo sterzo, facendo quello che dovrebbe fare chi è al volante. Nel corso del test, il dispositivo ha funzionato, anche quando le strisce della segnaletica sull’asfalto non erano certo “fresche”.

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Grazie a un sensore nel parabrezza, l'Active City Stop frena automaticamente l'auto (entro i 30 km/h).
 

SI FERMA (E PARCHEGGIA) DA SOLA
  -  La prova è proseguita con l’Active City Stop: funziona entro i 30 km/h, sfruttando un sensore nel parabrezza in grado di riconoscere un ostacolo sulla traiettoria dell’auto, calcola in tempo reale l’intensità della frenata e interviene per evitare la collisione. Nel test, il dispositivo ha funzionato a dovere, evitando l’impatto contro il muro realizzato con grossi cubi di plastica, fermando il veicolo con una potente “inchiodata”, salvandoci così da un ipotetico urto contro una macchina ferma, e, come minimo, facendoci risparmiare migliaia di euro dal carrozziere. Ci ha lasciati un po’ perplessi, invece, l’effettiva utilità dell'Active Park Assist, studiato per rendere più semplici i parcheggi in fila indiana. Verificato che lo spazio sia sufficiente alla manovra, il sistema gira automaticamente lo sterzo, e il guidatore ha solo il compito di dosare il gas e inserire le marce. L’Active Park Assist lavora quando lo spazio per parcheggiare supera di almeno il 20% la lunghezza della vettura: niente male rispetto ai primi sistemi (di altri costruttori) che richiedevano come minimo dai 120 ai 140 cm.

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Le informazioni del Traffic Sign Recognition sono riportate nello schermo centrale del cruscotto.


IL “SALVA-MULTE”
  -  Utile, per salvare i punti della patente… e il portafogli, il Traffic Sign Recognition, un sistema che “legge” i segnali stradali legati alla sicurezza. Così, riconosce i limiti di velocità (allertando con un cicalino se vengono superati) e persino i divieti di sorpasso, mostrando gli avvisi sul display del computer di bordo. L’abbiamo messo alla prova nelle vie attorno alle mura del parco di Monza, dove spesso si appostano le pattuglie della stradale con l’autovelox, e dobbiamo dire che si è rivelato affidabile e preciso.

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La cintura di sicurezza con incorporato l'airbag.

PENSA AGLI ANZIANI E AI BAMBINI -  Il piatto forte, tuttavia, non è ancora disponibile nelle auto oggi in produzione: si tratta delle cinture di sicurezza posteriori con airbag integrati, appena montate sulla Ford Explorer destinata al mercato americano (leggi qui per saperne di più), e in arrivo in Europa nel 2012 (forse sulla Mondeo). La cintura, che appare un po’ “imbottita”, integra il “pallone” che, gonfiandosi in caso di urto (senza, peraltro, fare troppo rumore) riduce di circa cinque volte la pressione del nastro sul corpo rispetto a una normale cintura di sicurezza: una soluzione studiata in special modo per proteggere meglio i bambini e gli anziani, che possono subire traumi al torace o al collo a causa dell’azione violenta delle cinture tradizionali.

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PRESIDIANO GLI INCROCI
- E non è mancato uno sguardo sul futuro non immediato (si parla di qualche anno di attesa): riguarda lo Smart Intersection System (nel disegno sopra), ancora in fase di sperimentazione. Il sistema, che avverte il guidatore del pericolo di collisione con altri veicoli in corrispondenza di grandi incroci cittadini, funziona con l'ausilio di box posizionati sulle strade: emettono onde radar che dialogano con le vetture e avvisano chi sta guidando del pericolo di incidente.

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Ritratto di mustang54
30 giugno 2011 - 12:18
2
le tecnologie innovative (dalle auto alle cose in generale) mi vengono in mente i film di Terminator, con il dubbio se in futuro questa tecnologia non si ribelli contro di noi...
Ritratto di TONY8
30 giugno 2011 - 12:37
Commento rimosso perché l'utente è stato disattivato. La redazione.
Ritratto di omnia
30 giugno 2011 - 12:40
... penso a cosa accadrebbe se tutti questi sistemi andassero in tilt. Diventiamo sempre più incapaci di governare manualmente un'auto. Sia chiaro ben vengano tutti i miglioramenti attivi e passivi per la sicurezza, ma non perdiamo di vista come si "guida" un'auto.
Ritratto di osmica
30 giugno 2011 - 19:18
Ma precisiamo anche che la stragrande maggioranza delle persone non ha la minima idea di come si guida correttamente e responsabilimente una vettura. RIcordiamo che in caso di emmergenza l'uomo va tranquillamente in panico (specie quelli che non si rendono contro neppure cosa sta succedenedo, figuriamoci che sappiano cosa come si deve fare e quali reazioni avra' la vettura) - e le centralina non sanno cosa sia il panico, nonche' pensano ben piu' velocemente dell'uomo (e, visto che l'uomo e' spesso distratto, la differenza aumenta ancora). Basta guardare le statistiche Istat: oltre il 90% degli incidenti e' dovuta all'uomo. Se mettiamo alla guida di vetture che guidano da sole (come quelle della Google) due scimmie (istruite o meno, come quelle del signor Burns dei Simpson) seguono meno incidenti. E meno vittime stradali.
Ritratto di omnia
1 luglio 2011 - 19:11
La penso come te, quello che mi preoccupa però è proprio questo. Cosa succede quando uno di questi sistemi non funziona? Io penso sempre che le auto sono fallibili, e questa loro fallibilità potrebbe addirittura crearmi una situazione di pericolo anche laddove non c'è reale pericolo.
Ritratto di osmica
1 luglio 2011 - 22:27
Ma la domanda e': c'e' probabilita' di morire a causa di un errare umano (oltre il 90% degli incidenti e' dovuta all'uomo - dati veri), oppure se uno di questi sistemi non funziona o funziona quando non c'e' bisogno? Es: se non c'e' bisogno, e la macchina frena fotemente sino ad arrestarsi in ogni caso chi ci precede deve mantenere la distanza di sicurezza e quindi non ci tampona. Hai piu' paura dell'elettronica o dell'uomo? P.S. neppure l'elettronica e' infallibile (abbiamo visto alle Poste) ma i beneifici sono enormi e gli incidenti (e le vittime) calerebbero sensibilmente, anche considerando qualche vittima per colpa di qualche sistema che funzionava quando non c'era bisogno. Altro esempio: il sistema per non investire i pedoni della Volvo. Perche' non ha funzionato? Perche' nel trasporto hanno staccato la batteria e al rialaccio il sistema era in off e i tecnici non hanno controllato... Pessima figura per un errore banale, ma che e' costato tanto... (perlomeno in termini di immagine)
Ritratto di omnia
2 luglio 2011 - 10:52
Tutte le statistiche volgono a favore dell'elettronica e ben vengano nuovi ritrovati in termini di sicurezza attiva, mi premeva solo mettere in guardia gli utenti, che questi sistemi comportano uno stato psicologico di rilassamento che può indurre più facilmente all'errore. Per guidare un'auto ci vuole la "testa" e sottolineo la "TESTA". Troppi incidenti sono causati da distrazione, e questi sistemi di sicurezza da un lato aiutano a prevenire tali distrazioni dall'altro inculcano ulteriore sicurezza limitando di fatto le capacità percettive in caso di pericolo. Concludo esprimendo una riflessione che dovrebbe accomunarci tutti....l'educazione stradale è la base per evitare il peggio.
Ritratto di fogliato giancarlo
4 luglio 2011 - 00:59
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di Moreno50
30 giugno 2011 - 19:05
Non vi pare che stiamo esagerando? Il giorno che vorrò prendermi il gusto di tamponare l'auto del vicino di casa che parcheggia sempre davanti (o quasi) al mio portone non potrò più farlo perché la mia macchina si rifiuterà. Altro che schiavi delle nuove tecnologie!!!
Ritratto di osmica
30 giugno 2011 - 19:20
Non che oltre il 90% degli incidenti e' dovuta all'uomo! Mai schiavi delle nuove tecnologie, si morire sulle strade!
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