Duecentoventi centimetri separano in lunghezza la Smart Fortwo, la city-car a due posti nata nel 1998 da una joint-venture tra la Mercedes e la Swatch e uscita di scena lo scorso anno dopo tre generazioni e circa due milioni di auto vendute, e la maxi suv Smart #5 arrivata quest’anno, che con i suoi 470 cm da un paraurti all’altro è la Smart più grande di tutti i tempi. La rivoluzione (“dimensionale”, ma non solo: oggi, infatti, la Smart produce solo auto elettriche…) è cominciata nel 2020, con l’acquisizione del 50% della Smart da parte del colosso cinese Geely, e si è compiuta nel giro di pochi anni. Prima con il lancio delle suv Smart #1 nel 2022 e della sua versione coupé Smart #3 nel 2023, poi con il pensionamento della Fortwo nel luglio 2024 e, a distanza di qualche mese, il lancio della #5.

Benché annunciato, l’addio all’auto che dopo quasi trent’anni di carriera era diventato sinonimo del marchio in tutto il mondo ha lasciato con più di una punta d’amaro in bocca i tanti automobilisti che invano hanno atteso l’arrivo di una nuova piccola vettura in grado di offrire quel mix più unico che raro tra stile, compattezza, comfort e praticità. La buona notizia, per i nostalgici della due posti che ha cambiato per sempre la mobilità urbana, è che l’attesa non è stata vana. E sta per finire: in una nota ufficiale, infatti, la Smart conferma le voci che si rincorrono ormai da mesi, annunciando che il progetto di un’erede della Fortwo nata 27 anni ha ottenuto la luce verde e che il nuovo modello fa arriverà entro la fine del 2026.

Non ci sono ancora disegni o immagini della city-car che alla fine del 2026 raccoglierà il testimone della Smart Fortwo, ma la casa fa sapere che l’auto, disegnata dai designer della Mercedes (proprietaria del marchio al 50%), si chiamerà Smart #2 e sarà prodotta in Cina. “La conferma del progetto e il lancio della futura Smart #2 rappresentano un momento decisivo per il marchio su scala globale” afferma l’amministratore delegato della filiale europea della casa sino-tedesca, Dirk Adelmann, che sottolinea come la decisione arrivi “al momento giusto” e che “contribuiremo all’inizio di una nuova era di mobilità urbana individuale”.



























































