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Si sgonfia il caso di spionaggio alla Renault

03 marzo 2011

Secondo indiscrezioni, le indagini non starebbero trovando alcun riscontro alle accuse anonime che hanno portato al licenziamento di tre big manager, accusati di aver venduto informazioni riservate alla concorrenza.

ACCUSE INFONDATE? – Se le indiscrezioni uscite sulla stampa dovessero rivelarsi esatte, il presidente della Renault, Carlos Ghosn, farebbe una gran figuraccia. Sì, perché a mano a mano che passa il tempo, il presunto caso di spionaggio che ha portato alla sospensione di tre top manager della casa francese, accusati di aver venduto alla concorrenza informazioni riservate sulle auto elettriche in fase di sviluppo, potrebbe rivelarsi una bolla di sapone. Della serie, molto rumore per nulla.

MANCANO LE PROVE
– Dopo aver gridato allo scandalo, Ghosn potrebbe perderci la faccia. Il fatto è che le indagini non sembrano trovare riscontri alle pesanti, quanto generiche, accuse contenute nella lettera anonima che ha sollevato il polverone. Altrettanto generiche conferme sarebbero state trovate da un detective privato ingaggiato per il caso. Nel frattempo, ci sono andati di mezzo Michel Balthazard, membro del comitato di direzione, il suo vice Bertrand Rochette e Mathieu Tenenbaum, codirettore del programma di sviluppo dell’auto elettrica.

IMBARAZZO GENERALE
– Anche il governo francese, azionista di maggioranza della Renault, si trova in imbarazzo. La questione stava sollevando un autentico incidente diplomatico, allorché si cominciò a parlare di un misterioso committente cinese. Accusa, questa, che ha scatenato le ire di Pechino. Dal canto suo, la Renault si trincera dietro il classico “no comment”. Una cosa pare emergere con chiarezza: i conti svizzeri su cui, in primo momento, sembrava fossero state versate ingenti somme di denaro da parte di un misterioso gruppo cinese, e che sarebbero stati intestati ai manager allontanati, semplicemente non esisterebbero.



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Ritratto di Mister Grr
3 marzo 2011 - 11:31
Ghosn, invece di pensare a far parlare di sè in sto modo per fare pubblicità all'auto elettrica (sicuramente progetto LODEVOLE da parte di Renault), pensasse all'orrido family feeling che sta per lanciare... Come si dice, tutto il mondo è paese, pensavo che solo qui potessero succedere certe cose.
Ritratto di Porsche
4 marzo 2011 - 08:56
Lo avevo detto. Il gruppo franco nipponico che produce auto a valanga ma non riesce a venderle, pronta consegna a tonnellate, doveva attirare l'attenzione su di se. Era proprio come sospettavo. La loro leadership in fatto di auto elettrica semplicemente non esiste, vogliono far credere che esista, ma poi di cosa stiamo parlando del motore più vecchio del mondo ? Poveretti quelli della renault, costretti ad inventarsi storie. Pensa te che i cinesi vanno a copiare loro ? Pazzo chi crede ad una cosa del genere. L'industria cinese dell'auto sta attirando investimenti così massicci dall'europa, usa e giappone, che la francia a confronto è il nulla totale.
Ritratto di bugatti veyron
4 marzo 2011 - 14:51
Renault produce auto solo se ordinate infatti non tiene più grossi stock, ad eccezione delle auto riservate ai concessionari e proprio per questo i tempi di attesa si sono allungati...non posso inserirti link per confermare quello che ho detto ma è la verità visto che me l'ho ha detto un mio conoscente che lavora in Renault...

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