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Stop a Uber? Contrordine (in attesa dell’appello)

14 aprile 2017

Sospesa l’ordinanza che chiedeva lo stop a Uber dal 17 aprile: in attesa della sentenza d’appello, l’app americana può continuare a essere usata.

Stop a Uber? Contrordine (in attesa dell’appello)

RIBALTONE - Uber, l’app californiana che mette in contatto i clienti dei “taxi alternativi” con gli autisti consorziati, può continuare a offrire i suoi servizi. Il 7 aprile, su ricorso dei taxisti, il tribunale civile di Roma aveva emesso un’ordinanza che imponeva alla multinazionale americana la sospensione, a partire dal 17 aprile, dei suoi servizi per concorrenza sleali ai danni dei taxi (vedi qui). Ma subito Uber Italia (in attività dal 2013) aveva fatto sapere di aver presentato domanda di sospensione e di essersi appellata contro l’ordine di bloccare l’attività “poiché crediamo che questa ordinanza vada in direzione opposta rispetto alle linee guida europee in materia di apertura al mercato dei trasporti e al più recente Milleproroghe, che ha ribadito la non vigenza del rientro in rimessa per gli Ncc" (i guidatori delle auto adibite a noleggio con conducente). Poche ore fa, lo stesso tribunale di Roma ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza che chiedeva lo stop di Uber. 

NON FINISCE QUI… - “Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare a utilizzare l'applicazione fino alla pronuncia del tribunale sul nostro reclamo”. La prima udienza è in calendario il 5 maggio prossimo; nelle settimane successive arriverà la sentenza definitiva sul futuro dell’app.

ORA TOCCA AL GOVERNO - Attesa anche una decisione del governo, invitato più volte dell’Antitrust ad aggiornare regole ormai obsolete: il codice della strada è del 1993, quando smartphone e app non esistevano ancora. Nel decreto Milleproroghe dello scorso febbraio, l’emendamento Lanzillotta aveva reso le cose più facili agli Ncc di Uber, eliminando il rientro in rimessa dopo ogni corsa. Cosa che ha scatenato le ire dei taxisti: così tutto è stato sospeso dal governo, che si è impegnato a riformare l’intero settore nel giro di un mese. Tutto questo vale, naturalmente, per Uber, che per i suoi servizi si avvale di conducenti professionisti; discorso a parte per UberPop (l’app che permetteva ai privati cittadini di improvvisarsi “taxisti”, senza licenza e usando l’auto personale), fuori legge dal 2015.





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Ritratto di Lo Stregone
18 aprile 2017 - 11:05
Ma mettetevi d'accordo....