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La strage del bus ad Acqualonga: indagati i vertici di Autostrade

14 gennaio 2015

I manager della Autostrade sono indagati per la caduta, nel 2013, di un bus dal viadotto di Acqualonga, con un bilancio di 40 morti.

La strage del bus ad Acqualonga: indagati i vertici di Autostrade
QUESTIONE GUARDRAIL - La procura di Avellino ha chiuso le indagini sulla tragedia avvenuta nel tratto autostradale compreso tra Monteforte e Baiano, in provincia di Avellino, il 28 luglio 2013, quando un pullman turistico a causa della rottura dei freni sfondò il guardrail e precipitò dal viadotto Acqualonga (nella foto di Irpinia 24) su un tratto della A14 gestita da Autostrade per l’Italia. Fra gli indagati figurano Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società Autostrade, e Riccardo Mollo, allora direttore generale della stessa azienda. In più, per i reati di disastro colposo e omicidio plurimo colposo sono indagati altri dirigenti e funzionari della società Autostrade: avevano l’obbligo giuridico di prevenire il gravissimo incidente stradale. Tutto ruota attorno al guardrail: svolse appieno la sua funzione, quella cioè di opporsi all’uscita di strada del veicolo? Amministratore delegato e dirigenti sono indagati “per aver omesso di provvedere, in occasione dell’adeguamento di tratti significativi di tronchi stradali, alla riqualificazione dell’intero viadotto Acqualonga con la necessaria sostituzione delle barriere di sicurezza con quelle marcate CE, trattandosi peraltro di viadotto autostradale connotato da particolare pericolosità essendo stato progettato e realizzato con geometrie non adeguate a una infrastruttura autostradale”.  
 
QUELLA REVISIONE “FANTASMA” - Il secondo filone riguarda il bus. Tre gli indagati: il proprietario del veicolo precipitato del viadotto (e titolare dell’agenzia di viaggi Mondo Travel), Gennaro Lametta; Vincenzo Saulino, un funzionario della Motorizzazione incaricato delle operazioni di revisione; e Antonietta Cerinola, assistente amministrativa alla Motorizzazione. Tutti e tre già arrestati nel luglio del 2014, accusati dei reati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo, oltre che di falso in atto pubblico per aver falsificato il documento della revisione del bus che provocò la strage. Il pullman aveva alle spalle 800.000 chilometri: il proprietario non aveva fatto una corretta manutenzione del mezzo né la relativa revisione annuale. I due dipendenti della Motorizzazione non avevano tuttavia impedito la circolazione del veicolo, che non avrebbe mai potuto superare con esito regolare i test prescritti.


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Ritratto di PongoII
14 gennaio 2015 - 12:46
7
Anche se dubito che qualcuno pagherà... a soli 18 mesi dal fatto qualcosa si muove. L'incidente è stato un paradigma del sistema-Italia: revisione fantasma, veicoli obsoleti e fatiscenti ancora in circolazione, pressapochismo degli Enti... ci mancava solo il conducente (pace all'anima sua) con patente scaduta o tasso etilico alla Eltsin ed il quadro sarebbe stato completo. Come la disgrazia che è stata.
Ritratto di TurboCobra11
14 gennaio 2015 - 15:08
Questa vicenda è una vergogna, che parte da due dei mali principali di questo paese, e comunque in generale, ovvero la corruzione che mi pare l'unico motivo per far passare la revisione a un mezzo che non può passarla, e dall'altro il profitto sempre e comunque sopra ogni cosa della mancata sostituzione e manutenzione dell'autostrada. Chissà se magari il primo gennaio precedente furono approvati degli aumenti del pedaggio per quella tratta, magari per gli investimenti sulla sicurezza?! Non lo so ma non mi stupirei fosse così. Sono pienamente d'accordo con Pongo, è davvero il paradigma del funzionamento di questo paese. Vorrei far notare la notizia di alcune settimane fa del decreto che permette l'istallazione di barriere più leggere, adeguandosi alle norme europee, tralasciando invece le "norme" di sicurezza. Non centra con questo caso, ma di sicuro il poter istallare barriere più leggere di quelle che dovevano essere istallate fino a poco tempo fa, fa fare un passo indietro a un paese che è già troppo indietro, e nel quale invece di abbassare lo standard di ritenuta necessario ci voleva una legge che obbligasse a sostituire quelli vecchi alle autostrade e con i fondi per farlo fare all'Anas, ma così a guadagnarci era la vita degli ingenui soggetti che pagano le tasse e girano per strada utili solo per essere spremuti, mentre andava contro alle lobby capitalistiche, perciò giammai.... ...Saluti
Ritratto di TurboCobra11
14 gennaio 2015 - 15:14
http://www.insella.it/news/sicurezza-stradale-il-governo-taglia-i-guardrail
Ritratto di onlyroma
16 gennaio 2015 - 08:25
Questo è il classico sistema italiano. Paghiamo dei pedaggi (tasse) e ci dicono che servano x la manutenzione della strada. Strade con voragini,incroci fatti a posta x ucciderti,strade non illuminate,ecc... I nostri soldi vanno a finire sempre in posti sbagliati,o forse no. Vanno a finire nelle solite tasche. Ma a noi va bene così giusto?

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