6 MESI DI INCIDENTI - Nelle notti del fine settimana da gennaio a giugno, sono stati 184 gli incidenti stradali gravi in cui almeno un conducente aveva fino a 30 di età. I morti sono stati 124 e i feriti 302. Dei morti, 30 avevano fino a 20 anni, 37 da 21 a 25 anni, 25 da 26 a 30 e 28 oltre 30 anni (ma coinvolte in un sinistro che vedeva protagonista un giovane sotto i 30 anni). Sono dati che emergono dalla ricerca compiuta dall’Osservatorio Asaps (Associazione amici della polizia stradale) sugli incidenti stradali del fine settimana.
FENOMENO SETTENTRIONALE - La maggior parte degli incidenti gravi si è verificata al nord, con 104 sinistri, pari al 56%: 26 in Lombardia; 27 in Emilia Romagna; 16 in Veneto; 17 nel Lazio e 12 in Toscana. Nel sud i sinistri sono stati 44, di cui 14 in Puglia e 10 in Sicilia. 88 incidenti (48%) sono avvenuti nelle strade extraurbane (statali e provinciali), 75 (41%) nelle strade urbane, 21 in autostrada (11%).
POCO ALCOL - Nel 52% degli incidenti, l’auto è uscita di strada senza che ci sia stata una collisione con altri veicoli: l’auto è sbandata per evidente errore di guida. Soltanto nel 10,3% degli incidenti è stata accertata l’ebbrezza da alcol o sostanze stupefacenti. L’Asaps ha effettuato la ricerca tenendo conto delle 16 ore notturne delle notti tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica, cioè il periodo in cui secondo dati Istat si verifica il 45% della sinistrosità stradale notturna di tutta la settimana.
LA SITUAZIONE MIGLIORA - Secondo lo studio, il fenomeno degli incidenti dei giovanissimi nelle notti del fine settimana, pur ancora grave, è stato in parte ridimensionato. Le norme più severe e il contrasto all’alcol negli ultimi 5 anni hanno dato i loro frutti, ma si può e si deve migliorare. Come? Insistendo sistematicamente con controlli alcolemici e anti stupefacenti insieme a campagne di comunicazione mirate non solo al pubblico giovanile.














































