Suzuki e-Survivor, una “scossa” per il fuori strada

25 ottobre 2017

In diretta dal Salone di Tokyo, i due “padri” della Suzuki e-Survivor ci spiegano questa nuova concept di fuoristrada elettrica.

Suzuki e-Survivor, una “scossa” per il fuori strada

DUE “PADRI” PER UNA CONCEPT - La Suzuki e-Survivor è una concept 4x4 elettrica scoperta che ha debuttato al Salone di Tokyo 2017: il suo stile è futuribile, ma contiene più di un richiamo alle Suzuki del passato. Ne abbiamo parlato con i suoi due creatori: Hiroyuki Tsukamoto, il designer che ne ha tracciato le linee, e Michio Aoyama, il group manager che ne ha definito l’impostazione tecnica (foto qui sotto).

Le linee sono essenziali, con poche nervature e molte curve. Come nascono?
Hiroyuki Tsukamoto: Il frontale verticale con i fari rotondi e la griglia con ampie aperture è una caratteristica che accomuna praticamente tutte le Suzuki più votate al fuori strada: basti pensare alla Jimny. Ma è una tradizione che risale fino alla piccola LJ degli anni 70.

Anche le superfici piatte di cofano e parte posteriore hanno richiami al passato? 
Hiroyuki Tsukamoto: Sì, come i passaruota sporgenti e squadrati. Ma anche la vista laterale è un omaggio alle fuoristrada Suzuki di qualche decennio fa: nella vista laterale è facile intravedere la silhouette proprio della LJ, con il suo taglio dell’alloggiamento delle porte che si raccorda dolcemente con i passaruota anziché salire verticale.


Da sinistra Michio Aoyama e Hiroyuki Tsukamoto.

L’aspetto della e-Survivor è da fuoristrada “dura e pura”. Anche la meccanica lo è?
Michio Aoyama: questa concept è costruita attorno a un robusto telaio separato dalla carrozzeria, come da tradizione per le nostre fuoristrada. Ne è un esempio la Jimny, ma è una soluzione che pensiamo di continuare a usare anche sui prossimi modelli.

Anche sull’erede della Jimny, attesa a breve?
Michio Aoyama: diciamo che per ora non possiamo ancora parlare questo...

A spingere questa concept sono quattro motori elettrici. Dove si trovano?
Michio Aoyama: anziché metterli nelle ruote, come già visto in molte concept, li abbiamo posizionati fra loro, al posto di quelli che normalmente sono i differenziali anteriori e posteriori. In questo modo, abbiamo potuto usare un ponte a portale: un tipo particolare di mozzi montati nelle fuoristrada “estreme” per aumentare l’altezza da terra senza intervenire sulle sospensioni.

Una soluzione del genere può trovare spazio nella produzione di serie?
Michio Aoyama: al momento questa è solo una concept, ma siamo aperti a tutte le possibilità.



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