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Targa Florio Classica 2017: tra passato e futuro

24 aprile 2017

La storica gara di regolarità per auto storiche è stata vinta dall'equipaggio Moceri-Dicembre.

Targa Florio Classica 2017: tra passato e futuro

TARGA DI REGOLARITÀ- Nella scenografica piazza Politeama di Palermo si è conclusa ieri la Targa Florio Classica 2017, l'unica che si è svolta regolarmente dopo che la Targa Florio Rally e la Targa Florio Rally per auto storiche, previste nello stesso week-end, sono state annullante a causa del terribile incidente in cui hanno perso la vita il pilota Mauro Amendolia e un commissario di percorso (qui per saperne di più). La Targa Florio Classica è una prova di regolarità (non di velocità) riservata alle auto del passato. La gara, ritmata dai cronometri di precisione sui pressostati disseminati sui 566 chilometri del percorso, non solo sulle strade tradizionali della Targa Florio ma fino a Taormina, ha visto protagonisti i principali equipaggi della specialità. I vincitori Giovanni Moceri e Valeria Dicembre, su Fiat 508 del 1938, per esempio, hanno vinto la prova per la terza volta consecutiva. E la classifica finale vede al terzo posto un nome eccellente come quello di Giuliano Cané (Lancia Aprilia del 1938), vincitore di diverse Mille Miglia e delle principali gare della specialità. 

PARALLELO - La vicenda tragica di cui si accennava all'inizio potrebbe indicare una strada per il futuro, in pratica la stessa seguita e vissuta dalla classicissima Mille Miglia, che dopo la cancellazione come prova di velocità, avvenuta nel 1957, è ritornata a essere evento mondiale come prova di regolarità dalla forte valenza rievocativa. Un profilo che si ritrova pienamente nella Targa Florio Classica, che non per niente è inserita nel calendario della grandi prove internazionali della specialità. E i motivi che la rendono evento di rilievo mondiale non mancano certo.

111 ANNI FA - La Targa Florio nacque infatti per volontà del magnate Vincenzo Florio nel 1906, lo stesso anno in cui si disputò il Grand Prix de France a Le Mans, cioè la prima gara automobilistica denominata Grand Prix. Era un omaggio al nuovo mezzo, di cui Vincenzo Florio era entusiasta, tanto che l’anno precedente aveva già dato vita alla Coppa Florio, a Brescia. Quanto l’iniziativa fu coraggiosa e testimonianza di grande passione lo fanno capire le immagini delle prime edizioni della gara: le strade di inizio Novecento erano poco più che dei tratturi, e se ancora negli Anni 20 fu necessario un grande lavoro di sistemazione del percorso della Mille Miglia, si può immaginare come potevano essere le strade siciliane delle Madonie nel 1906.

TUTTI I GRANDI MARCHI - La Targa Florio però si guadagnò fin da subito un fascino enorme, tanto che nelle sue cronache si ritrovano tutti i più grandi nomi della storia dell’automobilismo, da quello della Bugatti, vincitrice di cinque edizioni consecutive dal 1925 al 1929, all’Alfa Romeo, con i grandissimi Tazio Nuvolari (vincitore nel 1931 e 1932) e Achille Varzi (1930 e 1934), così come Peugeot, Maserati e Mercedes. Poi nel secondo dopoguerra è stata la volta delle grandi sfide Ferrari-Porsche. Per il Cavallino ci furono vittorie con svariati modelli significativi (Ferrari 166 nel 1948 e 1949, Ferrari 250 Testa Rossa nel 1958, Ferrari 246 SP nel 1961 e 1962, Ferrari 275 P2 nel 1965, Ferrari 312 nel 1972. E sul circuito delle Madonie la casa tedesca ha messo le fondamenta della sua fama. La prima vittoria alla targa Florio della Porsche avvenne nel 1956, con il pilota Umberto Maglioli, per poi ripetersi nel 1959, nel 1963, 1964, 1966, 1967, 1968, 1969, 1970, 1973. La Targa Florio di velocità si disputò sino al 1977, poi negli anni successivi la gara è rivissuta come rally, anche nella versione per auto storiche.





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Ritratto di caronte
18 giugno 2017 - 21:55
Un evento emozionante.