STUDIO AMERICANO IN VISTA - L’abbondanza di tecnologia sulle auto può essere controproducente? Dipende dall’età del pilota. Quelli più anziani, infatti, rischiano di distrarsi tra spie, schermi touch e consolle infarcite di pulsanti; se a questo si aggiunge che i riflessi non sono più quelli di una volta, si capisce che i pericoli per la sicurezza stradale sono concreti. Questo, almeno, è l’assunto da cui parte un progetto dell’università dell’Iowa, negli Stati Uniti, volto a studiare gli effetti dell’hi-tech “automobilistico” sugli over 60. Come riportato dal quotidiano la Repubblica, l’iniziativa si chiama “Aging Minds and Brain Initiative” (leggi qui per saperne di più) e intende testare, nell’arco dei prossimi tre anni, le capacità di guida di circa 60 volontari, di cui la metà con almeno 60 anni d’età sul groppone.
MA GLI ANZIANI SONO PIÙ PRUDENTI - Una ricerca che non mancherà di far discuter anche fuori dai confini nazionali. Basti pensare che in Italia, secondo le previsioni dell’Istat, gli over 65 saranno oltre 17 milioni entro il 2051, quasi sette milioni in più rispetto a sei anni fa, e che l’80% di loro si sposta abitualmente in macchina. E se da una parte è stato introdotto un (seppur debole) “giro di vite” alla concessione della licenza di guida alle persone troppo avanti con l’età (leggi qui per saperne di più), altri fanno notare che gli anziani infrangono molto meno le norme del codice della strada rispetto ai “colleghi” più giovani. L’ha ribadito di recente anche un’indagine dell’Institute of Advanced Motorists (Iam) inglese: gli over 70 al volante sono coinvolti in appena il 4% degli incidenti, contro il 34% dei ventenni.
















