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Termini Imerese, De Tomaso vorrebbe rilevarla

14 aprile 2010

Tra le 21 manifestazioni d'interesse per rilevare la fabbrica Fiat di Termini Imerese, che chiuderà a fine 2011, c'è la De Tomaso la società di Gian Mario Rossignolo che ha già rilevato gli stabilimenti di Grugliasco della Pininfarina.

21 AZIENDE INTERESSATE - Sembra che il futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese (nella foto sotto) non sia poi così nero. Sebbene il Lingotto ne abbia in programma la chiusura a fine 2011, secondo Invitalia, l'agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del Governo, ci sono 21 manifestazioni di interesse per riconvertire la fabbrica palermitana.

DE TOMASO INTERESSATA - “Ci stiamo focalizzando”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, “sulle offerte più interessanti, prima di tutto sulle sei che riguardano il settore dell'automotive”. Tra queste ci sarebbe l'interesse della De Tomaso (in foto, una reinterpretazione in chiave moderna della storica Panthera, realizzata del designer tedesco Stefan Schulze), l'azienda rilevata da Gian Maria Rossignolo che ha già acquistato gli stabilimenti di Grugliasco della Pininfarina (qui la news). Le intenzioni di Rossignolo con la De Tomaso sono piuttosto ambiziose: l'imprenditore torinese prevede di costruire circa 8000 auto l'anno di cui circa 3.000 suv, 3.000 berline di lusso e 2.000 coupé. Il primo di questi modelli dovrebbe essere presentato al Salone di Ginevra nel 2011.


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Una vista dello stabilimento Fiat che chiuderà nel 2011.


TERMINI DEVE RIMANERE NEL SETTORE AUTO - Lo sforzo delle istituzioni e dei sindacati è dunque quello di mantenere Termini Imerese all'interno del mondo delle quattro ruote.  “Ci sono progetti sull'auto che assicurano l'occupazione”, ha sottolineato il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. “Noi discutiamo solo progetti sull'auto. Se c'è una soluzione che garantisce tutti, va bene, se non c'è, per noi deve rimanere la Fiat”. Ma i sindacati sono preoccupati dai tempi lunghi delle trattative, con la prossima riunione fissata per il 3 giugno e mentre ancora si attende la pubblicazione di un invito internazionale a presentare altre manifestazioni d'interesse per aziende straniere.

OLTRE LE QUATTRO RUOTE - Delle 21 società interessate a Termini Imerese, solo 11 hanno avviato le procedure con Invitalia. Oltre a quelle dell'automotive, sono in corsa tre progetti imprenditoriali nel manifatturiero, tre per l'area della ricerca, uno nei media e uno nell'agricoltura. Oltre alla De Tomaso, è stata confermato anche l'interesse del finanziere Simone Cimino e il suo fondo Cape. Per i progetti nel manifatturiero spuntano i nomi delle società Fen tech (Fenice Technologies) e Frisia.



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Ritratto di Montanelli
14 aprile 2010 - 12:50
non so quanto successo possa avere il marchio de tomaso, forse è meglio puntare su altri costruttori...non vorrei poi che facesse la fine dell'Isotta Fraschini, che non vide mai la luce.
Ritratto di gianluca911
14 aprile 2010 - 14:13
per termini serve una soluzione concreta non il sogno di qualche imprenditore che durerà sei mesi,e dopo per l' insuccesso si otterrebbe comunque la chiusura,serve trovare una casa disposta a produrre a termini auto con un ampio volume produttivo,non la de tomaso,le tanto meno la cordata di produttori siciliani che vorrebbe produrre l' auto elettrica,ovvero fregarsi miliardi di sovvenzioni e finanziamenti da stato e regione per poi dopo 2 mesi dichiarare bancarotta..P.s sono un termitano e la chiusura per la mia città sarebbe un dramma

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