
La Tesla Model S è l’auto che ha iniziato a far conoscere al grande pubblico la casa statunitense, che poi ha ampliato la sua gamma con la suv Model X (anch’essa non più in vendita) e le più piccole Model 3 e Y. Introdotta nel 2012, la Tesla Model S ha cambiato la percezione dell’auto elettrica: slanciata, velocissima, con gli aggiornamenti software da remoto, una rete di ricarica proprietaria (i Supercharger) e un’impostazione fortemente digitale dell’abitacolo, ha fatto capire che l’auto a batteria poteva essere non solo a “emissioni zero”, ma anche desiderabile.
Ebbene, dopo 14 anni la Tesla Model S si avvia verso il termine della produzione, previsto nel corso dell’anno. E in Italia questa berlina di lusso è uscita dal listino, proprio in questi giorni. Per dire addio a un modello significativo ne abbiamo guidata una, nella versione Plaid: l’evoluzione più estrema del progetto, con 1.020 CV, tre motori elettrici e prestazioni che fanno impallidire anche molte hypercar.

Per erogare tutta questa potenza la Tesla Model S Plaid si affida tre motori elettrici, uno anteriore e due che muovono le ruote posteriori. La trazione è integrale con la ripartizione della coppia variabile in maniera automatica o a seconda delle preferenze del guidatore tramite un apposito comando, mentre la batteria da 95 kWh utilizzabili, nonostante lavori su architettura a 400 volt (le principali rivali sono a 800 volt) si ricarica quasi altrettanto in fretta.
La potenza massima di ricarica accettata in corrente continua è di 250 kW, sufficienti per passare in condizioni ideali dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. L’autonomia dichiarata nel ciclo di omologazione WLTP è di 611 km, un valore elevato, specie considerando la potenza disponibile, ma stando ai dati del computer di bordo, anche abbastanza realistico viaggiando “senza correre” e sfruttando al massimo il recupero dell’energia attraverso la frenata rigenerativa.

Col profondo restyling di qualche anno fa, l’abitacolo della Tesla Model S era migliorato sia nei materiali che nelle finiture: gli assemblaggi ci sono parsi generalmente curati (ad eccezione di qualche guarnizione del giro porta) e i rivestimenti piacevoli al tatto. Comode le poltrone, sebbene l’inclinazione dello schienale non abbia un’escursione molto ampia e manchi un po’ di supporto laterale durante la guida più sportiva. Lo spazio resta, invece, uno dei punti forti di questa Model S, con cinque posti comodi e un doppio vano bagagli - anteriore e posteriore - dalla capienza notevole.

Capitolo tecnologia: al centro della plancia il maxi schermo orizzontale di 17” (super reattivo al tocco) è il centro di controllo della vettura. Da qui si accede a tutte le funzioni dell’auto, compresa la selezione della marcia avanti e indietro (nel caso il display non funzioni ci sono comunque dei pulsanti di back-up sulla consolle centrale).
Dietro al volante, che può essere tradizionale oppure a cloche (“yoke”) troviamo il cruscotto digitale, molto chiaro, ma non personalizzabile, mentre spariscono quasi del tutto i comandi fisici. Anche i pulsanti sulle razze del volante sono a sfioramento, compreso il comando degli indicatori di direzione, scomodo. Un terzo schermo è dedicato ai passeggeri della seconda fila: da qui possono controllare la climatizzazione, ma anche guardare film o giocare con i videogame integrati in vettura.

Alla guida la Tesla Model S Plaid può sembrare, inizialmente, una grande berlina elettrica come altre: confortevole e molto ben insonorizzata. Ma non finisce qui: basta selezionare la modalità Plaid (o la Track) e premere a fondo sull’acceleratore. I 2,1 secondi dichiarati nello “0-100” rendono solo in parte l’idea.
Impressionante da qualsiasi velocità, la spinta è continua e immediata, con un’intensità che ricorda quella di alcune hypercar più che di una berlina di quasi cinque metri. Nonostante i 1.020 CV, l’erogazione resta però gestibile: l’elettronica interviene in modo progressivo e permette di scaricare la potenza a terra senza reazioni brusche, anche su fondi non perfetti.
Lo sterzo è diretto e abbastanza comunicativo per la categoria, mentre l’impianto frenante offre una buona potenza nelle staccate più decise, pur mostrando qualche segno di affaticamento nell’uso più intenso. Le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico tengono sotto controllo i movimenti della carrozzeria, ma l’assetto privilegia il comfort rispetto alla precisione assoluta nella guida tra le curve, dove alcune rivali risultano più “affilate”.
Autonomia (dichiarata): 611 km
Tempo di ricarica (dichiarato): 10 ore a 11 kW
Capacità della batteria: 95 kWh

















































