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La Toyota lancia la nuova piattaforma TNGA

27 marzo 2015

Estremamente flessibile, permetterà di realizzare entro il 2020 ben il 50% dell'intera produzione.

La Toyota lancia la nuova piattaforma TNGA
UNA SOLA PIATTAFORMA - Si chiama TNGA e sta per “nuova architettura globale Toyota” (Toyota New Global Architecture), la piattaforma svelata dal più grande produttore per volumi al mondo. Dichiaratamente, prevede “componenti più leggeri e compatti” per realizzare veicoli a trazione anteriore e posteriore e motori “molto più efficienti”, montati più in basso per abbassare il baricentro e favorire la maneggevolezza. Più in basso, secondo la Toyota, di qualsiasi concorrente. E con una struttura più rigida del 30-65% rispetto ai modelli attuali.
 
50% DELLA PRODUZIONE FUTURA - Per la casa giapponese, si tratta di una piattaforma di grande importanza: entro il 2020, metà della produzione sarà realizzata con l'architettura TNGA. Visto che a oggi la Toyota ha un centinaio di piattaforme e varianti, è evidente come i giapponesi puntino a un drastico contenimento dei costi industriali e della complessità realizzativa. Efficienza (non solo per Toyota) è la parola chiave: sulla THGA nascerà la quinta generazione di powertrain ibridi, più parchi del 15% rispetto agli attuali.
 
SOTTO SOTTO E' UGUALE - Le parti comuni nell'architettura TNGA sono celate alla vista: la struttura dei longheroni anteriori e posteriori, del tetto, delle sospensioni anteriori e posteriori, dell'alloggiamento per il motore (con radiatore in posizione standard), il sistema di sterzo e il sistema di riscaldamento e climatizzazione sono standardizzati. Gli stessi attacchi per i sedili sono comuni, ma posizionabili su cinque differenti altezze, così da potersi adeguare a molteplici forme di carrozzeria. Di fatto, sarà visibile dall'esterno - per quanto concerne i componenti in comune - ben poco: i retrovisori e il logo Toyota; all'interno, la pedaliera, il comando del cambio, il piantone dello sterzo e il sistema multimediale. Questo secondo la Toyota.
 
GIÀ DA QUEST'ANNO - In precedenza, la Toyota demandava ai responsabili di progetto la personalizzazione di piattaforme e powertrain per i nuovi modelli: questo spiega la proliferazione di varianti. Il primo frutto della piattaforma TNGA, prevista a cavallo tra il 2015 e il 2016, è una berlina di taglia media, tipo la Auris, con trazione anteriore e sospensioni posteriori indipendenti. Per l'azienda, gli investimenti previsti sono inferiori del 40% rispetto a modelli simili sviluppati a partire dal 2008; di questi, il 75% sarà investito per “realizzare auto ancora migliori”: un circolo sulla carta virtuoso che fa rima con standardizzazione.
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Ritratto di IloveDR
27 marzo 2015 - 12:14
4
mi sembra che abbiano scoperto l'acqua calda. Un ritorno alla Ford T di 100 anni fa, un telaio buono a tutto. Comunque complimenti a Toyota, che insieme al Gruppo VW e al Gruppo PSA sono un gradino più in alto rispetto agli altri
Ritratto di luigi sanna
27 marzo 2015 - 13:33
5
...scoprire l'acqua calda, ma cosa una nuova piattaforma comporta. Sono miliardi di dollari, si cambia l'intera produzione, non è cosa da poco. Ci sono Case che hanno rischiato il fallimento, (vedi FIAT per la Stilo), per molto meno. Figurati quando si cambia "la piattaforma", dei prossimi modelli. Anche il Gruppo FIAT quando hanno presentato Giuglietta (piattaforma nuova e modulare) lo hanno sbandierato ai 4 venti, ma come giusto che sia. Sono grandi investimenti.... Diversamente devi aquistare piattaforme altrui, ad esempio le vecchie Croma e Thema, nascevano su piattaforma Saab....
Ritratto di lucios
27 marzo 2015 - 18:12
4
.....spetta spetta! Casomai era la SAAB che nasceva su piattaforma FIAT. Tanto è vero che alcune cose che agli scandinavi non piacevano, come l'avantreno, le modificarono e le migliorarono.......le ultime dell'universo FIAT nascevano su piattaforma GM (Croma e 159 rispettivamente da Signum e Vectra/Insigna) ed infatti la 159 è stata ampiamente criticata per quel telaio, pesante e lento, più adatto agli 80enni.
Ritratto di luigi sanna
27 marzo 2015 - 18:36
5
..che Croma e Thema, nascevano da SAAB 9000, e non il contrario..... Cmq. ho verificato, era un progetto chiamato ( Tipo 4 ) e comprendeva anche Alfa 164. Si la 159 inguardabile, infatti è durata poco, ma la SAAB ha fatto sempre grandi vetture. E anche quando erano sotto GM, e gli venivano imposti materiali più economici, niente in SAAB facevano di testa loro. Sono stati costretti a chiuderla... Ora è "tornata", ma è sempre GM?
Ritratto di Montreal70
30 marzo 2015 - 17:59
Attenzione, il pianale Premium della 159 è una sua esclusiva. Nessun'altra auto lo utilizza. Doveva essere usato dalla nuova 166 e dalle ammiraglie GM, ma per motivi economici gli americani si tirarono indietro, costringendo Fiat ad adattarlo per costruire una vettura più piccola e dai volumi maggiori. Infatti è pesante proprio perchè prevede una struttura progettata per auto più grandi.
Ritratto di lucios
30 marzo 2015 - 18:10
4
....lo stesso pianale è stato poi adottato, anche se con geomtrie diverse alle sospensioni anche dalla Insigna! Cmq non era un telaio da Alfa...........anche la Brera, che adottava una versione più corta del telaio, non aveva una grande dinamicità!
Ritratto di Montreal70
31 marzo 2015 - 09:19
Assolutamente no, 159 non condivide il suo pianale se non con la sua versione coupé. Insignia è basata su epsilon 2, evoluzione della piattaforma epsilon della Vectra. Come detto, il pianale non è nato per una segmento d. Non poteva essere leggero. Su una segmento e avrebbe fatto faville.
Ritratto di lucios
31 marzo 2015 - 22:58
4
......era stato inizialmente progettato per essere montato anche su insigna e saab ma poi i rapporti con GM si deteriorano e questi ultimi lasciarono il telaio a FIAT, con conseguenti costi di produzione e implementazione più alti, con un telaio non adatto ne alla 159 ne alla BRERA............speriamo che la Giulia sia una grande auto, altrimenti la vedo dura........
Ritratto di Montreal70
31 marzo 2015 - 23:55
Speriamo, dobbiamo aspettare 3 mesi circa...
Ritratto di Andrea Ford
27 marzo 2015 - 13:58
non solo tecnologicamente, altrimenti anziché un guadagno si rivelano una perdita secca, come successo ad altri di recente... Ma su questo in quel di Toyota mi sembrano ben più svegli (e forse meno inutilmente megalomani) che altrove.
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